Napoli (Lorenzo Torre) – Ci sono stagioni destinate a cambiare il corso della storia. Ci sono momenti in cui una società è chiamata a fare scelte decisive, capaci di indirizzare il futuro per gli anni successivi. Il Napoli si prepara a vivere uno di questi passaggi: l’anno del centenario, l’arrivo di Massimiliano Allegri in panchina e la necessità di costruire una squadra all’altezza delle ambizioni del club.
Per riuscirci serviranno uomini prima ancora che semplici calciatori. È questa la filosofia che accompagna l’arrivo di Allegri, allenatore storicamente riconosciuto come un grande gestore di gruppi e di risorse umane. Il tecnico livornese ha costruito gran parte della sua carriera sulla capacità di valorizzare i singoli, mantenere equilibrio nello spogliatoio e adattare il sistema di gioco alle caratteristiche della rosa.
Allegri non è un allenatore legato a un’identità tattica rigida. Il suo calcio parte dalla conoscenza dei giocatori a disposizione, dalla lettura delle partite e dalla ricerca del risultato attraverso il pragmatismo. Il concetto del “corto muso”, diventato simbolo della sua filosofia, rappresenta proprio questa idea: ottenere il massimo attraverso equilibrio, organizzazione e gestione dei momenti.
Un aspetto che potrebbe rivelarsi fondamentale in casa azzurra è anche il rapporto con la società. Allegri si è sempre definito un allenatore aziendalista, disposto a lavorare con le scelte della dirigenza senza pretendere il controllo totale del mercato. Una caratteristica che si sposa con il progetto del presidente Aurelio De Laurentiis e del direttore sportivo Giovanni Manna, chiamati ora a costruire una rosa competitiva ma anche sostenibile.
Il primo grande ostacolo, però, è rappresentato dai numeri. Attualmente il Napoli conta circa 47 giocatori tesserati: una rosa profondissima, composta da elementi della prima squadra, giovani di prospettiva e calciatori rientrati dai prestiti. Una situazione che impone una forte opera di selezione.
La linea di De Laurentiis è chiara: prima le uscite, poi gli eventuali nuovi acquisti. Senza cessioni non ci saranno grandi movimenti in entrata. Per questo il mister e il responsabile dell’area tecnica avranno il compito di valutare attentamente ogni singolo profilo, decidendo chi potrà far parte del nuovo ciclo e chi invece dovrà trovare spazio altrove.

Sono circa 25 i giocatori attualmente nella lista delle possibili partenze.
Tra i giovani ci sono diversi elementi che dovranno essere valutati dopo esperienze in prestito o percorsi di crescita lontano da Napoli. Mathias Ferrante, legato al club fino al 2030, rientra tra i profili da monitorare, così come Luigi D’Avino (contratto fino al 2027), Nosa Edward Obaretin (2027), Luca Marianucci (2030), Luis Hasa (2029), Alessio Zerbin (2028), Coli Saco (2028), Emanuele Rao (2030), Lorenzo Sgarbi (2027), Giovane (2030), Mathias Oliveira (2030), Giuseppe Ambrosino (2030), Pasquale Mazzocchi (2027), Gianluca Vigliotti (2027) e Antonio Cioffi (2027).
Diversi di questi giocatori arrivano da esperienze in prestito: Marianucci ha trascorso gli ultimi mesi al Torino, Hasa ha attirato l’interesse di diversi club di Serie B, mentre Zerbin ha maturato esperienza tra Serie A e Serie B dopo i prestiti a Frosinone e Monza. Ambrosino, invece, ha proseguito il suo percorso di crescita lontano dal capoluogo campano, così come altri giovani del settore giovanile.
Anche il reparto offensivo presenta diverse situazioni da definire. Romelu Lukaku, legato al Napoli fino al 2027, sarà uno dei principali dossier del ritiro. Il belga rappresenta un giocatore di livello internazionale, ma la sua permanenza dovrà essere valutata all’interno del nuovo progetto tecnico.
Stesso discorso per Lorenzo Lucca e Noa Lang, arrivati per aumentare qualità e profondità della rosa: entrambi saranno osservati da Allegri durante la preparazione estiva prima di qualsiasi decisione definitiva.
Tra gli altri nomi in bilico ci sono Jesper Lindstrøm (contratto fino al 2028), Cyril Ngonge (2028), Walid Cheddira (2028) e Michael Folorunsho (2029). Situazioni diverse, ma accomunate dalla necessità di capire se possano realmente rientrare nel progetto tecnico del nuovo Napoli.
A centrocampo resta da definire anche il futuro di Jens Cajuste, legato al Napoli fino al 2028 dopo l’esperienza in prestito all’Ipswich Town, mentre per altri giovani come Gennaro Iaccarino, Lorenzo Russo e Francisco Barido si valuterà la soluzione migliore per garantire continuità e crescita.
Anche Vanja Milinković-Savić, appena arrivato e con contratto fino al 2030, sarà osservato con attenzione: il suo futuro dipenderà dalle gerarchie che verranno stabilite nello staff tecnico e dalle eventuali offerte che potrebbero arrivare dall’estero.
Il Napoli si trova dunque davanti a un lavoro complesso: ridurre il numero degli elementi a disposizione, mantenere qualità e creare una squadra funzionale alle idee di Allegri.
Non sarà una semplice operazione di mercato, ma una vera selezione tecnica. Nell’anno del centenario, il club azzurro dovrà scegliere gli uomini giusti per aprire un nuovo capitolo della propria storia.

