– Inaugurata il 21 ottobre, all’uscita della metropolitana Piscinola-Scampia, «La Scugnizzeria»: settanta metri quadrati e settemila volumi in un luogo simbolico, a pochi passi da dove la camorra uccise vent’anni fa il giovane Antonio Landieri
– Il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente dell’Ottava Municipalità Nicola Nardella hanno celebrato un nuovo presidio culturale. Rosario Esposito La Rossa, Maddalena Stornaiuolo e il mondo associativo protagonisti di un progetto che unisce legalità, lavoro e speranza
Napoli (Domenico Buonanno) – Ci sono nastri che si tagliano con un colpo di forbici e inaugurazioni in cui, semplicemente, si taglia in due la storia. Quella vissuta a Scampia mercoledì 21 ottobre appartiene di diritto alla seconda categoria. All’uscita della stazione della metropolitana Piscinola-Scampia, in via Zuccarini, ha aperto le porte il nuovo Mondadori Bookstore – La Scugnizzeria. Settanta metri quadrati di luce, settemila volumi e un profumo di carta nuova che sa di rivoluzione. Di fronte, i volti giganti di Pier Paolo Pasolini e Angela Davis, firmati da Jorit, guardano il futuro; dentro, gli scaffali provano a ridisegnare i confini del possibile in uno dei quartieri più giovani d’Italia.
La libreria sorge in un luogo dal carico simbolico enorme, a soli seicento passi da dove, vent’anni fa, la camorra spezzò la vita di Antonio Landieri, venticinquenne affetto da paralisi infantile, vittima innocente di un assurdo scambio di persona. Oggi la libreria è dedicata proprio a lui. Suo cugino, Rosario Esposito La Rossa, che insieme a Maddalena Stornaiuolo ha trasformato quel dolore straziante nel motore culturale della Scugnizzeria, ha gli occhi lucidi: «Vent’anni fa, persino raggiungere questa metropolitana metteva paura. Oggi, appena si arriva, si incontrano una libreria e i murales di Jorit. È cambiato proprio il paradigma. Non inauguriamo soltanto una libreria: stiamo allargando il perimetro dei sogni possibili di questo quartiere».
I locali, di proprietà di Eav, erano chiusi da anni. Strappati al degrado grazie a un bando pubblico e a un investimento privato, si offrono ora come presidio di legalità. Un riscatto che passa anche per l’economia sana: la struttura darà lavoro a tempo indeterminato a due persone, garantendo pieni diritti e tutele, compresa la maternità. Una risposta concreta alla piovra del reclutamento criminale.
All’evento ha preso parte, in prima linea, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha voluto sottolineare lo straordinario valore di questa apertura, leggendola come lo specchio di una città che cambia pelle partendo dalle sue periferie.
«Aprire questa libreria è un segno di fiducia, un segno di speranza, un segno di futuro per tutta la città», ha dichiarato con forza Gaetano Manfredi. Il primo cittadino ha descritto una comunità fiera, capace di riappropriarsi della propria identità e dei propri spazi, lodando l’incredibile percorso della Scugnizzeria, un’esperienza nata dal basso e cresciuta grazie ai libri, al teatro e all’impegno sociale. Per il sindaco, il nuovo presidio letterario non è un’isola isolata, ma un tassello fondamentale che si connette alla presenza della nuova università della Federico II e ai profondi interventi di rigenerazione urbana del progetto ReStart Scampia, volto all’abbattimento e alla riqualificazione dell’area delle Vele.
Accanto al sindaco, tra i più fieri sostenitori e fautori del progetto, c’è il presidente della Municipalità 8, Nicola Nardella, che ha accolto l’inaugurazione con commosso entusiasmo: «Siamo di fronte a una di quelle notizie che reputo straordinarie. Devo ringraziare Mondadori, Rosario La Rossa ed Eav per la forza visionaria del loro progetto».
Nicola Nardella ha voluto evidenziare la potenza geometrica e sociale di questa scelta: «Il territorio lo si cambia un pezzo alla volta e ora la Municipalità avrà un polmone culturale e di rigenerazione sociale importantissimo. La libreria è collocata immediatamente sotto la stazione di Piscinola, in uno snodo strategico. Sarà il biglietto di benvenuto per chi arriva da queste parti». Con parole profonde che toccano le corde dell’anima, il presidente ha ricordato la funzione vitale della lettura in un territorio che ha fame di riscatto: «I libri sono un bene prezioso, sono cibo per le nostre coscienze, sono farmaci per l’anima e incubatori di futuro».
All’evento hanno preso parte i vertici istituzionali e aziendali coinvolti nell’iniziativa: l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Onofrio Giustino Angelo Cutaia; l’amministratore delegato di Mondadori Retail, Carmine Perna, che ha rimarcato la scelta del network di garantire il diritto alla lettura fuori dai circuiti dello shopping tradizionale; e il direttore delle Risorse umane di Eav, Alfonso Esposito, in rappresentanza dell’ente che ha creduto nel riutilizzo di questi spazi per anni sottratti alla cittadinanza. Si sono uniti all’inaugurazione anche il consigliere regionale Rosario Andreozzi e i rappresentanti del Consiglio dell’Ottava Municipalità.
A blindare il valore sociale della giornata è stata però soprattutto la straordinaria partecipazione del mondo civico e del Terzo settore locale, rappresentato da figure storiche del riscatto di Scampia come Antonio Piccolo, presidente dell’Arci Scampia; il maestro Lello Andreozzi, dell’associazione Raggio di Sole; Patrizia Palumbo, presidente di Dream Team Donne in Rete; e Salvatore Grimaldi, «il fotografo di Scampia», insieme a una fitta rete di attivisti e realtà associative del territorio.
A dare voce a questo profondo sentimento di riscatto collettivo è stato lo scrittore e intellettuale locale Daniele Buonpane, che ha fotografato con precisione la metamorfosi del quartiere: «Una volta a Scampia si spacciava droga, oggi si vendono libri. È un sogno che prende vita. Mi auguro con tutto il cuore che questa libreria diventi un presidio vivo di cultura, un punto di riferimento e un faro capace di attrarre persone da tutta Napoli e non solo».
Una sfida che, per essere vinta, ha bisogno dell’amore viscerale di un’intera comunità. È lo stesso Nicola Nardella a lanciare, in chiusura, un appello accorato che sa di promessa collettiva: «Chiedo ai cittadini della Municipalità e di tutta la città di amarla, di amarla con passione, perché i libri possono essere il veicolo per un cambiamento straordinario».
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