Napoli (Cristiano Pieraldi) – Non sarà soltanto un concerto, ma un appuntamento destinato a evocare una delle pagine più significative della storia del rock italiano. Domani sera, martedì 28 luglio, l’Arena Flegrea ospiterà una delle tappe più attese del tour “Quarant’anni di 17 Re”, il progetto con cui i Litfiba celebrano il disco che nel 1986 cambiò profondamente il linguaggio del rock nazionale, consegnando la band fiorentina al ruolo di protagonista assoluta della scena musicale italiana.
L’appuntamento, inserito nel cartellone del Noisy Naples Festival, avrà inizio alle ore 21 e rappresenta una delle date centrali di un tour che comprende poco più di una ventina di concerti. A rendere l’evento particolarmente significativo è soprattutto il ritorno sul palco della formazione storica composta da Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, protagonisti dell’epoca che segnò la definitiva consacrazione artistica del gruppo.
Più che una reunion nostalgica, quella dei Litfiba assume il valore di una rilettura consapevole di un’opera che continua a esercitare una profonda influenza sulla musica italiana. 17 Re rappresentò infatti una vera cesura culturale oltre che musicale, introducendo una scrittura sonora nella quale il rock internazionale dialogava con la tradizione mediterranea, la new wave britannica si fondeva con il post-punk, mentre suggestioni etniche, ricerca poetica e sperimentazione costruivano un’identità artistica assolutamente originale.
Pubblicato nel 1986, l’album viene ancora oggi considerato da musicologi e critici uno dei lavori più importanti dell’intera discografia rock italiana. La sua forza non risiedeva soltanto nell’innovazione musicale, ma nella capacità di interpretare il disagio di una generazione attraverso un linguaggio visionario, colto e profondamente anticonformista. I testi affrontavano temi quali la libertà individuale, la ribellione al conformismo, la ricerca dell’identità, il rapporto con la natura e una spiritualità libera da ogni schema convenzionale, argomenti che, a distanza di quarant’anni, conservano una sorprendente attualità.
Il concerto ripercorrerà quasi integralmente il repertorio di 17 Re, riportando sul palco brani entrati nella storia della band come Apapaia, Re del Silenzio, Pierrot e la Luna, Tango, Gira nel mio cerchio, Cane, Onda Araba, La Preda, Istanbul, Come un Dio, Bambino, Ballata, Decadenza e Resta. Accanto ai brani dell’album troveranno spazio anche alcuni dei grandi classici che hanno accompagnato il percorso artistico dei Litfiba, tra cui El Diablo, Lacio Drom, Tex, Regina di Cuori e Cangaceiro, con un finale che, secondo la tradizione di questo tour, potrebbe essere affidato proprio a El Diablo, trasformando l’Arena Flegrea in un grande coro collettivo.
Lo spettacolo privilegerà la dimensione del rock suonato, senza ricorrere a effetti scenici ridondanti. Saranno protagoniste le chitarre di Ghigo Renzulli, il basso pulsante di Gianni Maroccolo, le atmosfere create dalle tastiere di Antonio Aiazzi e l’interpretazione libera e viscerale di Piero Pelù, da sempre uno dei frontman più carismatici della musica italiana.
Napoli rappresenta da sempre una delle piazze più affezionate ai Litfiba. Fin dagli anni Ottanta il pubblico partenopeo ha instaurato con la band un rapporto speciale, fatto di partecipazione, energia e reciproco riconoscimento. Non sorprende, dunque, che la tappa dell’Arena Flegrea sia tra le più attese dell’intero tour, destinata a richiamare migliaia di appassionati provenienti da tutta la Campania e da diverse regioni del Mezzogiorno.
Quello di domani si annuncia, dunque, come un viaggio nella memoria del rock italiano, ma anche una dimostrazione di straordinaria vitalità artistica. I Litfiba non celebrano semplicemente quarant’anni da un disco simbolo: riportano sul palco un’idea di musica libera, inquieta e profondamente autentica, ricordando come le grandi opere riescano a superare il tempo e a parlare con la stessa intensità a generazioni diverse.

