Non solo la Reggia di Caserta: un hub culturale all’ex convento dei Passionisti

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Casagiove (di Graziana Iadicicco) – Su via dei Passionisti a Casagiove, quasi di fronte a un noto discount, ai confini del parco lato ovest vi è un fabbricato di origini settecentesche inizialmente adibito ad alloggio familiare per gli schiavi saraceni sfruttati nella costruzione della reggia casertana. A questa epoca risale anche la cappella detta appunto degli schiavi. Dopo questo primo utilizzo, il complesso architettonico fu restaurato ed ampliato da Carlo Vanvitelli nel 1773 e assegnato al Real Corpo dei Volontari di Marina detti Liparioti (data la provenienza dalle isole Eolie). Questi soldati assistevano il re nella sua attività venatoria e vigilavano sulle reali delizie.

Ma nel 1786 questo corpo fu sciolto. Nel 1853 lo spazio fu ulteriormente restaurato e dopo tre anni qui si insediò la Congregazione della Santissima Croce e Passione di Nostro Signore, più brevemente l’ordine dei Passionisti. La Cappella divenne intitolata a Santa Maria dei Sette Angeli. A seguito del regio decreto del 1866, i Passionisti lasciarono Caserta e nel 1997 il complesso divenne sede della prestigiosa Società di Storia Patria di Terra di Lavoro con una ricchissima biblioteca ed emeroteca.

Il 2026 segna, dopo tutte queste tappe, una nuova storia per questo secolare complesso. Un progetto dal titolo “Reggia in arte e design” mira alla creazione di nuovi spazi all’interno dell’ex Convento destinati allo studio, alla produzione e alla fruizione di arte e cultura nell’ambito del Piano Strategico “Grandi progetti beni culturali”. Un vero e proprio hub culturale della sperimentazione e della creatività in cui professionisti, studiosi, artisti e creativi possano sentirsi a casa e dare impulso alle proprie idee in tutti i campi dell’arte dalla moda al design, dall’artigianato all’oreficeria. Questi manufatti, eccellenze del territorio casertana, e un tempo già della corte reale, saranno esposti e venduti in spazi appositi e verranno attivati anche servizi complementari rivolti alle imprese e alla comunità come la foresteria nell’ex convento o spazi di coworking. La grande corte centrale, oltre a spazio destinato alla sosta e al relax, sarà area per eventi e presentazioni.

Il Complesso vanvitelliano aprirà, inoltre, il Parco reale anche da via Passionisti, sul territorio di Casagiove, accogliendo nella meraviglia del Museo verde tutta la comunità, offrendo un’area importante, recuperando spazi storici degradati (già l’associazione Italia Nostra aveva inserito il bene nella lista rossa) e rendendo pubblici luoghi e percorsi poco conosciuti ma che fanno parte della memoria collettiva storica di tutti noi e che costituiscono il DNA della nostra esistenza.