Omicidio del giornalista Esposito: il ‘giallo’ dell’impiego all’Arpac. Domani l’autopsia, per gli inquirenti la vittima aveva un appuntamento col killer

Tempo di lettura: < 1 minute

Eboli (Redazione) – Indagini in corso per fare luce sull’efferato omicidio del giornalista sportivo Luigi ‘Luca’ Esposito, 53 anni, ucciso e poi dato alle fiamme nella notte tra sabato e domenica nelle campagne di contrada Cioffi a Eboli. L’autopsia, in programma domani (21 luglio), dovrà chiarire le cause esatte della morte e verificare se il decesso sia stato provocato da uno o più colpi d’arma da fuoco, dopo il ritrovamento di un bossolo vicino al corpo.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Salerno e condotta dai Carabinieri, sembra seguire al momento principalmente la pista personale rispetto a quella legata all’attività giornalistica della vittima. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di Esposito: l’ultima telefonata risale alle 22:30 a un collega, poi il cellulare si è spento. La sua auto, una Lancia Y, è stata trovata chiusa e senza segni di effrazione nei pressi del luogo del delitto, circostanza che fa ipotizzare un incontro con una o più persone conosciute dalla vittima. Come se si fossero dati appuntamento.

Gli inquirenti stanno inoltre cercando immagini utili dalle poche telecamere presenti nella zona. L’ipotesi principale è che il corpo sia stato incendiato con liquido infiammabile per cancellare le tracce e ritardare l’identificazione.

Inoltre, tra gli elementi ancora da chiarire c’è anche il presunto impiego di Esposito all’Arpac di Avellino: una circostanza ritenuta vera da amici e colleghi ma smentita ufficialmente dall’Agenzia regionale. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi importante per comprendere il contesto in cui è maturato il delitto. Di certo bisognerà fare piena luce su un omicidio avvolto nel mistero.