Caserta (Lorenzo Torre) – Ci sono serate che vanno oltre il parquet e poi ci sono serate in cui il parquet diventa memoria, emozione, identità.
Nel ricordo struggente di Oscar, il PalaPiccolo si stringe, si emoziona e poi si accende e la Paperdi Juvecaserta risponde nel modo più forte possibile: 104-81 contro Ferrara, una vittoria larga nel punteggio ma costruita con pazienza, lucidità e uno strappo finale che dice molto di questa squadra.
Un inizio tra emozione e impatto
L’avvio è carico di significato e si riflette anche sul campo.
Caserta parte forte, fortissimo: quattro triple nei primi possessi, ritmo alto, fiducia immediata. Il 12-2 iniziale sembra indirizzare subito la gara ma Ferrara non si scioglie, anzi, trova continuità dall’arco, legge bene qualche disattenzione difensiva e rientra fino al -3. Il primo segnale è chiaro: non sarà una partita da gestire, ma da costruire.
Per tre quarti la partita resta viva: Caserta è sempre avanti, ma senza mai dare la spallata definitiva. Ferrara resta lì, punisce gli errori, trova ritmo e arriva anche a mettere la testa avanti.
Il dato più interessante è proprio questo: pur senza dominare, la Juvecaserta non perde mai davvero il controllo emotivo del match, gestisce i momenti, accetta la battaglia, non forza. All’intervallo è +5, alla terza sirena solo +4. Margini sottili, partita apertissima.
La svolta: difesa, ritmo e qualità
Poi cambia tutto: l’ultimo quarto è una dimostrazione di maturità. Caserta alza l’intensità difensiva, sporca le linee di passaggio, accelera dopo ogni recupero. L’attacco diventa più fluido, la palla si muove meglio, le scelte diventano più pulite e il risultato è netto: 32-13 di parziale.
È qui che si vede la differenza tra una squadra che resta in partita e una che la vince, Ferrara si spegne mentre Caserta cresce possesso dopo possesso.
Attacco corale e numeri che pesano
Superare quota 100 non è mai casuale. La Paperdi manda sei uomini in doppia cifra sfiorata o raggiunta e distribuisce responsabilità offensive con grande equilibrio.
D’Argenzio è ancora il riferimento (24 punti), Brambilla aggiunge peso e precisione (18), Lo Biondo incide su più aspetti (14 punti e 6 assist), mentre Radunic garantisce presenza interna e solidità.
Il dato che racconta tutto è un altro: 22 assist. È una squadra che condivide il pallone, e quando lo fa con questa qualità diventa difficile da contenere.
Altro punto chiave: il controllo sotto le plance, Caserta chiude con 34 rimbalzi contro i 22 di Ferrara, un dato che pesa soprattutto nella seconda parte di gara. Più possessi, più seconde opportunità, più controllo del ritmo ed è da lì che nasce anche l’allungo finale.
Identità e consapevolezza
Questa Juvecaserta sta mostrando una qualità precisa: sa aspettare il momento giusto e a questo punto della stagione, non è un dettaglio.

