Caserta (Graziana Iadicicco) – C’è un luogo dove il tempo rallenta, i sensi si risvegliano e, per qualche ora, puoi tornare a sentirti davvero vivo. Non è un sogno: è un’esperienza che ti aspetta questa domenica. Domenica 26 aprile 2026, in diversi turni a partire dalle ore 10:00, 12:00, 14:30 e 16:30, la Reggia di Caserta, partner della European Route of Historic Gardens (ERHG), propone i percorsi sensoriali nel Giardino Inglese, in occasione della Giornata Europea dei Giardini Storici. L’incontro e la partenza delle visite sono all’ingresso del Giardino Inglese, dieci minuti prima dell’orario di inizio delle attività. La partecipazione è totalmente gratuita per tutti i visitatori del museo, purché in possesso di biglietto o abbonamento Reggia, e non è necessaria la prenotazione.
Il Giardino Inglese è un luogo magico, pressoché unico, dove tutti gli adulti e i bambini, anche con disabilità, possono godere democraticamente di quella immensa bellezza che è lì per tutti, senza che nessuno se ne possa appropriare, da secoli. Il pubblico può immergersi, attraverso questa intensa esperienza sensoriale, nel museo verde alla scoperta dei segnali, stagionali e quotidiani, che gli alberi secolari del Parco reale continuano a inviarci da oltre 200 anni.
E “la natura non fa nulla di inutile” (Aristotele), per cui l’intera biodiversità presente all’interno dei ventitré ettari del Giardino Inglese permette ai visitatori di coinvolgere in modo attivo e completo tutti i sensi: l’udito, per i suoni melodici e sinfonici della natura, con particolare riferimento all’acqua che accompagna il pubblico lungo tutto il percorso; il tatto, per sfiorare i tronchi delle specie arboree, apprendendone le differenze e le peculiarità; la vista, per i colori vibranti ma anche per osservare con meticolosità aspetti che spesso si osservano fugacemente, come le dimensioni e le caratteristiche della forma delle foglie, per comprendere il miracolo della fotosintesi clorofilliana.
Grande protagonista della scena è l’olfatto, per i profumi avvolgenti dei fiori ma anche per l’odore della terra e l’importanza della geosmina (composto organico presente nel terreno e responsabile del tipico “odore della pioggia”); non manca neppure l’ultimo dei cinque sensi, ovvero il gusto, con cenni storici sulla produttività del giardino e la visita agli agrumeti.
Un viaggio sinestetico nel vero senso etimologico del termine: un itinerario magico, esteriore ma soprattutto interiore, nelle emozioni e nelle sensazioni personali; un cammino catartico che mette in connessione con la natura, con le origini dell’uomo, con il mistero della vita e riporta a emozioni e storie antiche e moderne, al gusto del bello e del buono, lontani dal caos e dallo stress giornaliero.
“Camminare nella natura non è semplicemente terapeutico per l’individuo, ma è un’attività poetica che può guarire il mondo dai suoi mali” (Bruce Chatwin, scrittore e viaggiatore britannico del secondo Novecento).
Connettersi con la natura vuol dire connettersi con la parte più interna della psiche, con una madre che ha dato la vita; vuol dire aprirsi all’estetica e alla meraviglia nel contatto con la natura che rigenera mente e corpo. L’esperienza didattica diventa una risorsa creativa e formativa e “in ogni passeggiata nella natura, l’uomo riceve molto più di ciò che cerca” (John Muir).

