Piedimonte Matese (Redazione) – La Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto di Pietro Andrea Cappella a ottenere un indennizzo pieno per i 21 giorni trascorsi ingiustamente in carcere nel settembre 2016, stabilendo il pagamento della somma di 4.952,22 euro.
La Suprema Corte ha così ribaltato la precedente decisione della Corte d’Appello di Napoli, che aveva ridotto l’importo originariamente riconosciuto all’ex presidente del Consorzio di Bonifica Sannio Alifano, originario di Gioia Sannitica.
Cappella era stato arrestato il 13 settembre 2016 nell’ambito dell’operazione denominata Operazione Assopigliatutto, una vasta indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere su presunti appalti pilotati nel settore dei rifiuti e dei lavori pubblici nel Casertano.
L’inchiesta aveva coinvolto amministratori pubblici, imprenditori e figure politiche di rilievo del territorio, tra cui l’allora presidente della Provincia di Caserta Angelo Di Costanzo. Le accuse contestate, a vario titolo, spaziavano dall’associazione per delinquere alla corruzione, fino alla turbativa d’asta.
Gli arrestati furono complessivamente venti e, secondo la ricostruzione investigativa dell’epoca, Cappella sarebbe stato uno degli elementi centrali del presunto sistema operante all’interno del Consorzio.
Il dirigente ha però sempre respinto ogni addebito, proclamandosi innocente sin dall’inizio della vicenda giudiziaria.
A meno di un mese dall’arresto, il Tribunale del Riesame di Napoli annullò la misura cautelare per assenza di gravi indizi di colpevolezza, disponendo la scarcerazione dell’uomo il 3 ottobre 2016.
Negli anni successivi, l’impianto accusatorio si è progressivamente dissolto: la Procura non ha mai richiesto il rinvio a giudizio e, nel 2021, è arrivata l’archiviazione definitiva del procedimento.
Oggi Pietro Andrea Cappella ricopre l’incarico di coordinatore del consorzio volontario Gal Alto Casertano.

