– Dall’inizio dell’anno le Fiamme Gialle hanno arrestato otto persone, denunciandone altre otto all’Autorità Giudiziaria e segnalandone 31 per detenzione di droga per uso personale. Complessivamente sequestrati quasi due chilogrammi di cocaina, crack, hashish e marijuana e circa 12mila euro in contanti
– Particolarmente intensa l’attività estiva dei finanzieri della Tenenza: cinque arresti, 800 grammi di stupefacenti corrispondenti a circa 1.200 dosi e 9mila euro sequestrati. Per lo spaccio sarebbero state scelte anche zone isolate, strade sterrate e aree prossime ai boschi per sottrarsi ai controlli e agevolare eventuali vie di fuga
Piedimonte Matese (Redazione) – Lo spaccio cerca riparo lontano dagli sguardi, tra strade sterrate, vegetazione fitta e zone isolate del Matese. I controlli, però, seguono anche le traiettorie più nascoste del mercato della droga e restituiscono, dall’inizio dell’anno, un bilancio di otto arresti e quasi due chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrati.
Prosegue l’attività delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta nel contrasto alla detenzione, al traffico e alla vendita di droga nell’Alto Casertano.
Un’azione che ha conosciuto una particolare intensificazione durante la stagione estiva, quando i finanzieri della Tenenza di Piedimonte Matese hanno sviluppato una serie di controlli e interventi sul territorio.
Soltanto nei mesi estivi le operazioni hanno portato all’arresto di cinque persone per ipotesi di reato legate alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Contestualmente sono stati sequestrati circa 800 grammi di droga, quantitativo che, secondo le stime delle Fiamme Gialle, sarebbe stato sufficiente per ricavare approssimativamente 1.200 dosi.
Hashish, cocaina, crack e marijuana le sostanze rinvenute nel corso delle diverse attività operative.
A queste si aggiungono circa 9mila euro in contanti, ritenuti dagli investigatori provento dell’attività di spaccio e pertanto sottoposti a sequestro.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle modalità con le quali sarebbe stata organizzata l’attività illecita.
Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, alcune delle persone arrestate avevano individuato luoghi appartati nei quali svolgere le operazioni di vendita.
Zone raggiungibili attraverso strade sterrate, talvolta situate in prossimità di aree boschive e protette da una vegetazione particolarmente fitta.
Una scelta che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe avuto una duplice finalità: operare lontano da occhi indiscreti e disporre di maggiori possibilità di fuga nell’eventualità dell’arrivo delle Forze dell’Ordine.
Il bilancio assume dimensioni ancora più significative considerando l’intera attività antidroga sviluppata dall’inizio del 2026.
Ad oggi sono otto le persone arrestate e altrettante quelle denunciate all’Autorità Giudiziaria per ipotesi di reato connesse alla detenzione e al traffico di sostanze stupefacenti.
Trentuno, invece, i soggetti segnalati alla competente Autorità amministrativa per detenzione di droga destinata all’uso personale.
Sul fronte dei sequestri, il quantitativo complessivo di sostanze stupefacenti intercettato dall’inizio dell’anno sfiora i due chilogrammi.
Anche in questo caso si tratta di cocaina, crack, hashish e marijuana.
A completare il quadro vi sono circa 12mila euro in contanti complessivamente sequestrati e indicati dagli investigatori come provento delle attività di spaccio.
L’azione delle Fiamme Gialle non si limita, tuttavia, all’intercettazione della singola cessione di droga.
Il controllo economico del territorio rappresenta infatti uno degli strumenti attraverso i quali la Guardia di Finanza punta anche a ricostruire la destinazione dei proventi generati dalle attività illecite e a contrastarne l’ingresso nell’economia legale.
Gli interventi sviluppati nell’Alto Casertano si collocano così in una strategia più ampia rivolta anche alle forme di criminalità organizzata che attraverso il traffico degli stupefacenti possono accumulare risorse da reimpiegare successivamente nel circuito economico e finanziario.
Dietro i numeri di arresti, denunce e sequestri emerge dunque una geografia dello spaccio che tenta di adattarsi al territorio, cercando nei luoghi più appartati una protezione dall’azione investigativa.
Ma proprio il presidio delle periferie, delle aree interne e delle strade meno frequentate assume un significato che supera il singolo intervento: impedire che l’isolamento geografico possa trasformarsi in uno spazio favorevole all’illegalità e restituire alla comunità la certezza di una presenza dello Stato anche laddove lo spaccio prova a rendersi invisibile.
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