Piedimonte Matese, processo Ottaviano: udienza rinviata a giugno 2026

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Piedimonte Matese (Redazione) – Il processo nato dalla scomparsa dell’imprenditore matesino Sandro Ottaviano ha subito oggi un nuovo rinvio. Il giudice è stato costretto a posticipare l’udienza a causa di due imprevisti occorsi simultaneamente: il Pubblico Ministero non era presente in aula, essendo rimasto ferito in un incidente, mentre l’imputato Alfredo Carini ha accusato un improvviso malore. Si tornerà in aula nel giugno 2026, quando è prevista l’audizione di uno dei due imputati.
Sul banco degli imputati siedono Alfredo Carini e Cataldo Antonio Russo, difesi dagli avvocati Emanuele Sasso e Giuseppe Stellato, ritenuti dall’accusa responsabili dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere dell’imprenditore. Nel corso della precedente udienza le difese avevano già rinunciato all’esame di circa ottanta testimoni, scelta che lascia intuire come nel dibattimento non siano emerse fino ad ora prove concrete a carico dei due.
La vicenda ha origine il 23 aprile 2008, quando i familiari di Ottaviano ne denunciarono la scomparsa dopo un incontro avvenuto nei pressi del suo capannone industriale a Dragoni, in località Ponte Margherita, oggetto di trattative di vendita con uno degli indagati. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’affittuario avrebbe attirato l’imprenditore con la promessa di restituirgli un credito di 175.000 euro — corrispondente ai canoni di locazione non versati — e di concludere la cessione dell’immobile. Dopo l’incontro, Ottaviano sarebbe stato convinto ad allontanarsi verso una destinazione ignota, senza poter avvisare alcuno, e lì, stando alle indagini, venne ucciso. Il corpo non è mai stato ritrovato, nonostante le ricerche condotte nelle zone limitrofe.
Le indagini, lunghe e complesse, hanno comunque permesso di ricostruire i fatti e di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due imputati. Gli inquirenti non escludono inoltre ulteriori sviluppi che potrebbero coinvolgere altri soggetti, eventualmente complici nell’eliminazione e nella dispersione delle tracce del delitto.