Piedimonte Matese riscopre la memoria del Torano: da oggi visitabile la mostra fotografica che racconta la città perduta degli Anni Cinquanta

Tempo di lettura: < 1 minute

Piedimonte Matese (Redazione) La fotografia diventa custode della memoria e strumento privilegiato per rileggere la storia di un territorio. Attraverso immagini capaci di fermare il tempo, riaffiora una Piedimonte Matese che non esiste più, attraversata dal torrente Torano e caratterizzata da un equilibrio tra natura, architettura e vita quotidiana ormai consegnato al ricordo.

È questo il cuore di “Dell’acqua rinnegata”, la mostra fotografica che invita il pubblico a ripercorrere uno dei periodi più significativi della storia contemporanea della città: gli Anni Cinquanta, stagione di profonde trasformazioni urbanistiche che avrebbero modificato in modo irreversibile il volto del centro storico e il rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

L’esposizione raccoglie una selezione di fotografie originali di Giovanni D’Andrea (1905-1978), autore che ha saputo documentare con straordinaria sensibilità piccoli ponti in pietra, scorci del paese e scene di vita quotidiana, restituendo l’immagine di una comunità sospesa tra tradizione e modernità.

Curata da Marcello D’Andrea, con il patrocinio del Club Unesco di Caserta, la mostra propone una riflessione sulle trasformazioni che hanno interessato Piedimonte Matese, a partire dalla copertura del torrente Torano, intervento simbolo di una stagione in cui l’idea di progresso ridisegnò profondamente il paesaggio urbano.

Più che un semplice percorso espositivo, “Dell’acqua rinnegata” si presenta come un viaggio nella memoria collettiva, offrendo ai visitatori l’opportunità di osservare il passato con uno sguardo consapevole e di interrogarsi sul valore dell’identità storica e del patrimonio culturale.

La mostra è visitabile da oggi, 12 luglio, fino al 10 settembre presso la Galleria Codella, in via Carmine 33, a Piedimonte Matese. Inaugurata ieri sera, l’esposizione propone un itinerario culturale che intreccia fotografia, storia e memoria, restituendo alla città il fascino delle sue radici e offrendo una preziosa occasione di riflessione sul suo percorso di trasformazione.