Pignataro Maggiore (Redazione) – La DDA di Napoli ha chiesto complessivamente 38 anni di carcere e 34.501 euro di multa per quattro imputati accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
A formulare le richieste è stata la sostituta procuratrice Maria Laura Lalia Morra davanti al gup Maria Gabriella Iagulli del Tribunale di Napoli.
Sul banco degli imputati figurano Lorenzo L., figlio di un boss di camorra ucciso nel 2002, Luigi M., Pasquale V. e Michele D. C.
Le pene richieste vanno dagli 11 anni e 3 mesi per M. ai 6 anni e 8 mesi per L., con multe proporzionate per ciascun imputato. Il processo tornerà in aula a luglio per le discussioni dei difensori.
Secondo l’impianto accusatorio della DDA, il gruppo avrebbe preso di mira un gioielliere titolare di due attività tra Vitulazio e Pignataro Maggiore, per riscuotere un presunto vecchio debito risalente agli anni ’90.
Il credito vantato da Giovanni D. G., sarebbe ammontato a 50mila euro e a un chilo d’oro. Dal 2008, dopo la morte del padre del gioielliere, le richieste estorsive sarebbero diventate mensili tramite un intermediario.
La svolta sarebbe arrivata a gennaio 2025, quando D. G. avrebbe richiesto un braccialetto di diamanti e un Rolex del valore di circa 30mila euro, ricevendo però un rifiuto.
Nei giorni successivi si sarebbero presentati in negozio prima L. nel ruolo di mediatore, poi V. per organizzare un incontro chiarificatore, entrambi respinti dal gioielliere.
Stanco delle pressioni e timoroso di possibili ritorsioni, il professionista ha deciso di denunciare tutto ai Carabinieri. Le indagini avrebbero poi rivelato che il gruppo stava pianificando un pestaggio armato prima di Natale per estorcere ulteriori 50mila euro.
Il piano è stato sventato grazie all’intervento tempestivo dei militari.

