– Domenica 13 settembre in Piazza Umberto I il concerto della tribute band fondata e guidata dal cantautore e chitarrista pignatarese. Un viaggio dagli anni Settanta a oggi attraverso le canzoni di Bennato, arricchito dai brani originali scritti dallo stesso Natale
– Sul palco anche Bartolomeo D’Arezzo, Nico Viglione, Giuseppe Senese e Antonio Mignacca. Nel racconto del frontman anche il legame umano e artistico con Giorgio Bennato: «Stavamo lavorando insieme a un mio album, avrebbe dovuto produrlo e cantare con me in alcuni brani»
Pignataro Maggiore (Carlo Passarella) – Un tributo musicale acquista un senso autentico soltanto quando riesce ad andare oltre l’imitazione. Deve diventare interpretazione, studio, appartenenza; quasi una dichiarazione d’amore verso un autore e il mondo che le sue canzoni hanno saputo raccontare. È lungo questa linea che si muove l’esperienza dei Campi Flegrei 55, formazione dedicata al repertorio di Edoardo Bennato e costruita intorno alla personalità artistica di Salvatore Natale, cantautore, cantante, chitarrista e frontman pignatarese.
Domenica 13 settembre la band sarà protagonista in Piazza Umberto I, a Pignataro Maggiore, nell’ambito dell’Estate Pignatarese. Per Natale non sarà dunque una tappa qualsiasi: suonare nella propria terra possiede inevitabilmente un significato differente, perché riporta la musica nei luoghi della propria storia personale e davanti a un pubblico che, almeno in parte, ne conosce il percorso.
Campi Flegrei 55 nasce dalla passione di Natale per il rock italiano e, soprattutto, per l’universo musicale di Edoardo Bennato, autore capace di coniugare energia, ironia, provocazione e racconto sociale. Il repertorio della formazione attraversa la lunga carriera dell’artista napoletano, partendo dalle pagine degli anni Settanta per arrivare alla produzione più recente.
Ma definire Salvatore Natale semplicemente interprete di Bennato sarebbe riduttivo. Il musicista pignatarese possiede infatti una propria dimensione autoriale e affianca all’attività con la band un progetto da one man band, nel quale si presenta da solo sul palco affidandosi a chitarra, armonica e tamburello. Una formula essenziale, quasi artigianale, che rivela molto della sua idea di musica: pochi strumenti, nessuna sovrastruttura e il rapporto diretto con il pubblico.
Anche nei concerti dei Campi Flegrei 55, accanto ai brani di Bennato, trovano spazio alcune composizioni originali dello stesso Natale, nate dentro quella stessa atmosfera rock e cantautorale senza rinunciare a una voce personale.
«Noi siamo una tribute band di Edoardo Bennato e proponiamo il suo repertorio dagli anni Settanta fino a oggi – racconta Salvatore Natale –. Durante i concerti, però, inserisco anche qualche brano scritto da me, naturalmente vicino a quel genere musicale che ha segnato profondamente il mio percorso».
È proprio questa contaminazione tra omaggio e scrittura personale a dare al progetto una fisionomia meno convenzionale. Natale non cerca soltanto di riprodurre un repertorio celebre: prova piuttosto ad abitarlo, facendone il punto di partenza per raccontare anche qualcosa di sé.
Dietro questa passione esiste, inoltre, una pagina molto più intima. È quella che riguarda il rapporto instaurato con Giorgio Bennato, fratello di Edoardo, scomparso mentre insieme stavano lavorando a un progetto discografico.
Il ricordo di quel sodalizio affiora nelle parole di Natale con particolare intensità: «Con Giorgio avevo soprattutto un rapporto di amicizia. Stavamo lavorando a un mio album: doveva produrlo e avrebbe dovuto cantare insieme a me in alcuni brani. Purtroppo è venuto a mancare mentre il lavoro era ancora in corso».
Un progetto interrotto dalla vita ma non cancellato. Natale ha infatti scelto di proseguire quel cammino, trasformandolo anche in un omaggio alla persona con la quale lo aveva iniziato.
«Alla fine ho portato avanti il lavoro da solo, ma l’ho dedicato a lui e ho inserito anche tre suoi brani», spiega il cantautore.
Tra le canzoni che Natale propone figura anche «Ho bisogno di soldi» di Giorgio Bennato. Non una semplice scelta di scaletta, dunque, ma il segno di una memoria artistica e affettiva che continua a trovare spazio sul palcoscenico.
Attorno al frontman si è formata una band che riunisce musicisti provenienti da diverse realtà della provincia casertana. Alla batteria c’è Bartolomeo D’Arezzo, di Vairano Patenora; alla chitarra elettrica Giuseppe Senese, di Sparanise, mentre un’altra chitarra elettrica è affidata ad Antonio Mignacca, di Teano.
Il bassista titolare della formazione è Antonio Chece, anch’egli di Teano. In occasione dell’appuntamento di domenica a Pignataro Maggiore, al basso ci sarà invece Nico Viglione, musicista di Vairano Patenora chiamato a sostituirlo per questa data.
È una geografia musicale che attraversa Terra di Lavoro e trova nel progetto di Natale un punto d’incontro. Musicisti differenti, un repertorio riconoscibile e soprattutto l’intenzione di restituire sul palco non soltanto le melodie, ma quella particolare miscela di rock, cantautorato e provocazione che ha reso inconfondibile la scrittura di Bennato.
Nel percorso della formazione, Salvatore Natale tiene inoltre a ricordare Giuseppe Delle Fave, in arte Pino Sorrento, indicato dal frontman come un amico e un riferimento vicino al progetto. Un riconoscimento che racconta anche la dimensione umana che accompagna l’attività della band, fatta di collaborazioni e rapporti costruiti nel tempo.
Domenica, dunque, il centro di Pignataro Maggiore diventerà il punto d’arrivo temporaneo di questo viaggio. L’appuntamento è fissato in Piazza Umberto I con i Campi Flegrei 55 e il loro Edoardo Bennato Tribute Band: una serata nella quale il pubblico potrà ritrovare canzoni appartenenti ormai alla memoria collettiva italiana e, nello stesso tempo, conoscere più da vicino la storia artistica di un musicista del territorio.
Per Salvatore Natale sarà soprattutto il ritorno sul palco di casa. E forse è proprio qui che il concerto assume il suo significato più bello: un cantautore partito dalla propria passione, cresciuto attraverso incontri e collaborazioni importanti e rimasto fedele a un modo diretto di intendere la musica torna davanti alla sua comunità senza rinunciare alla propria identità.
Chitarra, voce, armonica e tamburello sono gli strumenti attraverso i quali Natale ha costruito negli anni il proprio linguaggio. Con i Campi Flegrei 55 quel linguaggio si allarga alla forza della band, ma conserva la stessa matrice: il desiderio di raccontare attraverso il rock.
Pignataro Maggiore, domenica sera, non ascolterà soltanto un tributo a Edoardo Bennato. Ascolterà anche la storia di Salvatore Natale, un musicista della propria terra che ha trasformato un’ammirazione in un progetto, un incontro in memoria e la passione in una strada da continuare a percorrere.

