Pomigliano d’Arco, inaugurata la “Stazione di Posta”: il Pnrr investe sull’inclusione, nasce un nuovo presidio per le persone fragili

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Pomigliano d’Arco (Carlo Pascarella) – Un nuovo punto di riferimento per il sostegno sociale prende forma nel cuore di Pomigliano d’Arco. In un tempo caratterizzato da crescenti fragilità economiche e relazionali, la città compie un passo significativo verso una comunità più inclusiva e solidale con l’inaugurazione della “Stazione di Posta”, struttura destinata ad accogliere e accompagnare le persone che vivono condizioni di vulnerabilità e marginalità.

Il nuovo presidio, realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 5 “Inclusione e Coesione”, è stato aperto ufficialmente nel pomeriggio di ieri in corso Vittorio Emanuele, alla presenza di autorevoli rappresentanti delle istituzioni nazionali e territoriali.

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato la sottosegretaria all’Interno Vanda Ferro, il prefetto di Napoli Michele di Bari, il sindaco di Pomigliano d’Arco Raffaele Russo, il sindaco di Sant’Anastasia Mariano Caserta e il vicesindaco di Pomigliano con delega alle Politiche Sociali Domenico Leone.

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli interventi finalizzati a contrastare l’esclusione sociale, offrendo percorsi di accompagnamento, assistenza e reinserimento a favore delle fasce più deboli della popolazione. L’obiettivo dichiarato è quello di promuovere autonomia personale, integrazione e recupero della dignità attraverso servizi mirati e attività di supporto.

La nuova struttura si propone come un luogo di ascolto, orientamento e sostegno, capace di intercettare i bisogni emergenti e di fornire risposte concrete a chi attraversa situazioni di disagio. Un modello che punta a superare la logica dell’assistenzialismo tradizionale per favorire processi di emancipazione sociale e partecipazione attiva.

Nel corso degli interventi istituzionali, particolare rilievo hanno assunto i temi della vicinanza dello Stato ai cittadini e della necessità di consolidare il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità locali.

La sottosegretaria Ferro ha espresso parole di apprezzamento nei confronti del prefetto Di Bari, sottolineandone la capacità di rappresentare lo Stato direttamente sul territorio e di mantenere un contatto costante con le persone e con le loro esigenze quotidiane.

Un riconoscimento che evidenzia il valore di una presenza istituzionale concreta, capace di interpretare le istanze della collettività e di tradurle in azioni efficaci a beneficio del bene comune.

Dal canto suo, il sindaco Russo ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel rafforzamento delle politiche sociali, indicando la Stazione di Posta come uno degli strumenti più significativi per ampliare la rete di protezione destinata ai cittadini in difficoltà.

Il primo cittadino ha inoltre richiamato la collaborazione instaurata con la Prefettura di Napoli per affrontare alcune delle principali criticità presenti sul territorio, soffermandosi sia sulle misure legate alla sicurezza urbana sia sulle iniziative avviate per il recupero della legalità.

In tale contesto sono state ricordate l’istituzione delle cosiddette “zone rosse” e le procedure finalizzate allo sgombero degli occupanti abusivi di alcuni alloggi, interventi considerati funzionali alla tutela dell’ordine pubblico e alla salvaguardia dei diritti dei cittadini.

La giornata inaugurale ha assunto così un significato che va oltre la semplice apertura di una struttura. La Stazione di Posta rappresenta infatti il punto d’incontro tra inclusione sociale, presenza dello Stato e attenzione verso le fasce più vulnerabili della popolazione.

L’investimento realizzato attraverso le risorse del Pnrr testimonia la volontà di costruire una rete di sostegno più efficace e moderna, capace di coniugare solidarietà, responsabilità istituzionale e sviluppo umano.

In una società spesso attraversata da disuguaglianze e nuove forme di povertà, iniziative come questa ricordano che la qualità di una comunità si misura soprattutto dalla sua capacità di non lasciare indietro nessuno. È proprio nella tutela dei più fragili che si riflette il volto più autentico delle istituzioni e il senso più profondo della coesione sociale.