Portico di Caserta, rifiuti oltre i limiti autorizzati: azienda sequestrata dalla Polizia Provinciale, denunciato il titolare

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– Operazione ambientale in uno stabilimento di circa mille metri quadrati: gli accertamenti sulla documentazione e sulla tracciabilità dei materiali avrebbero evidenziato quantitativi di rifiuti superiori a quelli consentiti. Controllati anche tredici lavoratori e cinque veicoli presenti nell’area aziendale

– L’intervento, coordinato dal comandante Biagio Chiariello con il supporto dell’Arpac e dell’Esercito Italiano, rientra nel rafforzamento dei controlli disposto dalla Provincia di Caserta, presieduta da Anacleto Colombiano. Gli atti trasmessi alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, mentre tra le possibili conseguenze figura anche la revoca dell’autorizzazione

Portico di Caserta (Redazione) – Un’azienda operante nel settore della gestione dei rifiuti è stata sottoposta a sequestro dalla Polizia Provinciale di Caserta, al termine di un’attività ispettiva che avrebbe fatto emergere irregolarità nei quantitativi di materiali presenti all’interno dello stabilimento rispetto ai limiti previsti dalle autorizzazioni. Il legale rappresentante della società è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

L’operazione è stata condotta dagli agenti della Polizia Provinciale, sotto il coordinamento del comandante Biagio Chiariello, con il supporto del personale dell’Arpac e dei militari dell’Esercito Italiano appartenenti al Raggruppamento «Campania», impegnato nell’operazione «Strade Sicure».

Al centro degli accertamenti uno stabilimento di circa mille metri quadrati, nel territorio comunale di Portico di Caserta, dove gli operatori hanno effettuato verifiche sulla regolarità delle attività aziendali, sulla documentazione amministrativa e sulle modalità di gestione dei rifiuti.

Durante l’ispezione sono stati controllati tredici operai presenti nell’area produttiva e cinque veicoli, nell’ambito di una più ampia attività finalizzata alla ricostruzione dei flussi dei materiali e alla verifica del rispetto delle disposizioni ambientali.

Particolare attenzione è stata riservata alla tracciabilità dei rifiuti, ai registri aziendali e alla documentazione contabile e autorizzativa, elementi fondamentali per accertare la corrispondenza tra le attività effettivamente svolte e quelle consentite dagli atti amministrativi.

Secondo quanto comunicato dalla Provincia di Caserta, le verifiche avrebbero evidenziato la presenza di quantitativi di rifiuti superiori ai limiti autorizzati, facendo emergere criticità rispetto alle prescrizioni alle quali l’impresa era tenuta ad attenersi.

Gli elementi raccolti hanno determinato il sequestro dell’area aziendale, mentre la posizione del legale rappresentante è stata segnalata all’autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza.

Le violazioni contestate riguardano il decreto legislativo 152 del 2006, il cosiddetto Testo unico ambientale, con particolare riferimento all’inosservanza delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate per l’esercizio dell’attività.

La normativa disciplina, tra gli altri aspetti, le condizioni alle quali le imprese possono gestire, trattare e movimentare i rifiuti, prevedendo specifici obblighi documentali e limiti operativi destinati a garantire la tutela dell’ambiente.

Il rispetto delle quantità autorizzate rappresenta un elemento essenziale del sistema di controllo, poiché consente alle autorità competenti di verificare che le attività si svolgano entro le condizioni previste dai provvedimenti amministrativi.

L’eventuale superamento di tali limiti richiede pertanto accertamenti sulle responsabilità e sulle conseguenze delle irregolarità riscontrate.

Nel caso dell’azienda di Portico di Caserta, gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, alla quale spetterà coordinare il prosieguo delle indagini e valutare gli elementi acquisiti.

Tra le possibili conseguenze amministrative è stata indicata anche la revoca dell’autorizzazione, eventualità che rimane subordinata alle verifiche e alle determinazioni degli organismi competenti.

L’intervento si inserisce in un programma di intensificazione dei controlli ambientali promosso dalla Provincia di Caserta, su impulso del presidente Anacleto Colombiano, con l’obiettivo di contrastare le irregolarità nella gestione dei rifiuti e rafforzare la vigilanza sul territorio.

La collaborazione tra Polizia Provinciale, Arpac ed Esercito Italiano rappresenta uno degli strumenti operativi utilizzati per svolgere verifiche coordinate, integrando competenze investigative, ambientali e di controllo.

Un’attività che assume particolare importanza in una provincia nella quale la tutela del territorio richiede attenzione costante alle modalità di gestione dei materiali e al rispetto delle prescrizioni previste dalla legge.

Il sequestro disposto a Portico di Caserta costituisce dunque un ulteriore intervento nell’ambito della vigilanza ambientale, mentre proseguiranno gli accertamenti per chiarire la portata delle irregolarità contestate.

Resta ferma la presunzione di innocenza del legale rappresentante denunciato, la cui eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti.

La salvaguardia dell’ambiente passa anche attraverso la regolarità delle attività produttive e la capacità delle istituzioni di assicurare controlli puntuali, perché la corretta gestione dei rifiuti non rappresenta soltanto un obbligo amministrativo, ma una condizione fondamentale per la sicurezza del territorio e la tutela della collettività.