– L’inchiesta della Procura lucana, avviata nel 2023 dalla denuncia di un’imprenditrice del settore della raccolta dei rifiuti, si estende alle province di Caserta e Chieti: due indagati agli arresti domiciliari e per un terzo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria
– Gli investigatori ipotizzano, a vario titolo, estorsione, corruzione e concussione. Tra gli episodi al vaglio anche una presunta assunzione pilotata che sarebbe stata collegata alla promessa di appoggio elettorale per le successive amministrative di Potenza
Caserta (Redazione) – Un presunto sistema di estorsioni, pressioni e scambi corruttivi è al centro di una vasta inchiesta coordinata dalla Procura di Potenza. Questa mattina sono state eseguite tre misure cautelari e 14 perquisizioni tra il capoluogo lucano e le province di Caserta e Chieti.
Due indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per un terzo è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A vario titolo vengono ipotizzati i reati di estorsione, corruzione e concussione.
L’indagine ha avuto origine nel 2023 dalla denuncia presentata da un’imprenditrice della provincia di Chieti, attiva nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, che aveva riferito di presunte pressioni subite nel territorio di Potenza.
Gli accertamenti avrebbero successivamente consentito agli investigatori di raccogliere elementi relativi a presunte condotte estorsive e, parallelamente, al possibile coinvolgimento della stessa imprenditrice, in una fase iniziale della vicenda, in un presunto accordo corruttivo con alcuni degli indagati.
Con il progredire delle indagini sarebbe emerso un quadro più ampio, caratterizzato, secondo l’ipotesi investigativa, da richieste estorsive formulate in diversi contesti.
Gli investigatori avrebbero inoltre individuato una presunta gestione illecita nell’ambito della raccolta dei rifiuti e una distinta ipotesi di corruzione.
Quest’ultimo filone riguarderebbe un presunto scambio di favori: da una parte un’assunzione che gli inquirenti ritengono possa essere stata pilotata all’interno di una società del settore, dall’altra la promessa di appoggio elettorale in vista delle successive elezioni amministrative del capoluogo lucano.
Alcune delle perquisizioni sono state eseguite nel Casertano, mentre ulteriori attività investigative hanno interessato la provincia di Chieti.
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari sono stati notificati otto avvisi di comparizione per l’interrogatorio preventivo dinanzi al giudice per le indagini preliminari.

