Napoli (Redazione) – La Campania continua a inseguire il resto d’Italia sul fronte della qualità della vita. A certificarlo è la sesta edizione del rapporto “Qualità della vita dei bambini, dei giovani e degli anziani” elaborato dal “Il Sole 24 Ore” e presentato al Festival dell’Economia di Trento, che fotografa la situazione delle 107 province italiane attraverso indicatori legati a servizi, istruzione, lavoro, welfare e opportunità sociali.
Il quadro regionale restituisce una Campania dalle molte fragilità, con poche eccellenze isolate e numerose criticità. Napoli mostra risultati contrastanti, alternando performance positive a dati fortemente negativi, mentre Caserta continua a occupare le retrovie in più classifiche.
La provincia di Napoli emerge come una delle peggiori d’Italia per qualità della vita dei giovani tra i 15 e i 35 anni: il capoluogo partenopeo si colloca infatti al 104esimo posto, facendo meglio soltanto di poche realtà del Sud. Una situazione che migliora leggermente per i bambini, con il 94esimo posto, mentre gli over 65 consentono a Napoli di attestarsi in una posizione più centrale della graduatoria nazionale, al 51esimo posto.
Dietro questi numeri si nasconde però una realtà fatta di forti contraddizioni. Per i più piccoli, Napoli si distingue positivamente nella partecipazione al sistema scolastico, risultando seconda in Italia, oltre a ottenere risultati rilevanti nei servizi di prossimità e nel tasso di fecondità. Tuttavia, pesano in modo significativo le carenze strutturali: ultima in Italia per spazio abitativo disponibile, quasi in fondo per mense scolastiche e copertura degli asili nido.
Anche sul fronte giovanile il capoluogo alterna dinamismo e difficoltà. Napoli è seconda per imprenditorialità giovanile, segnale di una vivacità economica che resiste nonostante le difficoltà, ma precipita nelle classifiche relative alla disoccupazione, al saldo migratorio e al fenomeno dei giovani che non studiano né lavorano, i cosiddetti Neet.
Non va meglio nel resto della regione: Benevento risulta la provincia campana meglio piazzata sia per giovani sia per bambini, pur registrando risultati molto negativi per gli anziani. Avellino mostra un andamento simile, con buoni indicatori sociali ma criticità legate ai servizi e all’assistenza per la popolazione più anziana. Salerno resta nelle zone basse per bambini e giovani, salvandosi solo in alcuni specifici parametri occupazionali.
Particolarmente complessa la situazione di Caserta, che occupa posizioni molto arretrate in tutte le categorie: 102esima per qualità della vita dei bambini, 92esima per i giovani e 95esima per gli anziani. Se da un lato emerge un dato positivo come il sesto posto nazionale per partecipazione al sistema scolastico e il quarto per imprenditorialità giovanile, dall’altro pesano gravemente l’ultima posizione nella copertura degli asili nido e nei servizi comunali per l’infanzia, oltre alla penultima posizione per speranza di vita degli over 65 e l’ultimo posto per disponibilità di posti letto nelle Rsa.
Il rapporto del “Sole 24 Ore”, dunque, restituisce l’immagine di una Campania ancora segnata da profonde disuguaglianze territoriali e da servizi spesso insufficienti, soprattutto per bambini e giovani. Un quadro che, al netto di alcune eccellenze e segnali incoraggianti, conferma quanto il tema della qualità della vita resti una delle principali sfide per il territorio regionale.

