Quando la musica unisce le generazioni: il Coro Polifonico Caserta Nova Ensemble presidio artistico di eccellenza

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Caserta (Redazione) – Non è soltanto un’esecuzione musicale. È l’incontro tra esperienze diverse, sensibilità lontane per età ma vicinissime per vocazione, energie che si riconoscono e si fondono sotto il segno di un linguaggio capace di oltrepassare ogni confine. Sul palco, le note solenni di “O Fortuna” dai Carmina Burana di Carl Orff hanno trasformato un concerto in un autentico momento di comunione culturale e umana, suggellando la collaborazione tra il Coro Polifonico Caserta Nova Ensemble e gli studenti del Liceo Musicale di Caserta.
Da anni il Coro Polifonico Caserta Nova Ensemble rappresenta una delle realtà più significative del panorama corale del territorio. Guidato dalla direttrice Fortuna Cinque, il gruppo coltiva un repertorio ampio e articolato che attraversa la grande tradizione sacra europea, da Mozart a Bach, senza trascurare il patrimonio della musica popolare italiana e numerose pagine della produzione internazionale. Una proposta artistica che testimonia una costante ricerca musicale e una particolare attenzione alla dimensione educativa e sociale del canto corale.
L’esperienza condivisa con i giovani musicisti del Liceo Musicale ha offerto l’occasione per riflettere sul valore della trasmissione culturale e sul significato più autentico del fare musica insieme.
Direttrice Fortuna Cinque, che cosa ha rappresentato per voi l’esperienza di cantare “O Fortuna” dei Carmina Burana insieme ai ragazzi del Liceo Musicale?
«È stata un’esperienza emozionante e profondamente coinvolgente. Da una parte noi, con il nostro bagaglio generazionale costruito attraverso anni di studio e passione per la musica corale; dall’altra questi giovani musicisti ricchi di entusiasmo, energia e talento. Ritrovarci sullo stesso palcoscenico, accomunati dalla straordinaria forza evocativa dei Carmina Burana, ha generato una splendida contaminazione tra generazioni differenti, unite però da uno stesso linguaggio universale: la musica.»
Il vostro coro attraversa repertori molto diversi, dalla musica sacra fino alla tradizione popolare e internazionale. Che cosa significa oggi cantare in un coro?
«Cantare in un coro significa condividere. Significa imparare ad ascoltare, respirare insieme, edificare armonia non soltanto sotto il profilo sonoro ma anche sul piano umano. Il nostro repertorio è volutamente eterogeneo: spazia dalla grande letteratura classica a celebri pagine della tradizione italiana come “Roma non fa la stupida stasera” e “Bellezza in bicicletta”, fino a standard internazionali come “Blue Moon”. Questa varietà alimenta la curiosità, rinnova l’entusiasmo e, soprattutto, custodisce il piacere dello stare insieme attraverso l’arte dei suoni.»
Che cosa avete ricevuto da questa collaborazione con i giovani musicisti del liceo?
«Abbiamo ricevuto moltissimo: freschezza, spontaneità, slancio. I ragazzi ci hanno trasmesso la gioia autentica di chi si avvicina alla musica con dedizione e passione sincera. Da parte nostra, auspichiamo di aver consegnato loro il valore dell’esperienza, dell’ascolto reciproco e della costruzione collettiva di un progetto artistico. È stato uno scambio umano prima ancora che musicale, e probabilmente questo costituisce il dono più prezioso che la musica possa offrire.»
A sintetizzare il senso più profondo di questa esperienza è una celebre riflessione del maestro Ezio Bosso: «La musica, come la vita, si può fare solo in un modo: insieme».
Parole che trovano piena corrispondenza nella storia e nella missione del Coro Polifonico Caserta Nova Ensemble. In un tempo spesso segnato dalla frammentazione e dall’individualismo, l’incontro tra coristi e studenti ha restituito il volto più nobile dell’arte: quello che non divide, ma avvicina; che non esalta il singolo, ma valorizza la comunità. Ed è questa la lezione più importante lasciata dalle note possenti di “O Fortuna”: la bellezza raggiunge la sua massima espressione quando diventa patrimonio condiviso.