Quindici (Nota Stampa) – Diventa operativa l’intesa istituzionale tra il Comune di Quindici e l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale finalizzata al consolidamento della cultura della prevenzione di frane e alluvioni. Nell’ambito dell’accordo sottoscritto il 24 dicembre 2025, della durata di cinque anni prorogabili, è stata prevista la realizzazione, nel territorio di Quindici, di un laboratorio dedicato alle tematiche della prevenzione ambientale in ambito idrogeologico.
Nella giornata del 15 maggio si è svolta la consegna, da parte delle autorità municipali — rappresentate dalla dottoressa Sabrina D’Angeli, componente della Commissione Straordinaria, dal segretario comunale dottor Marrazzo, dal responsabile del Settore Patrimonio ingegner Inverso e dal responsabile del Settore Amministrativo e della Polizia Municipale dottor Santaniello — delle chiavi di un immobile confiscato alla criminalità organizzata all’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.
Per l’Autorità di Bacino erano presenti, su delega del Segretario Generale, la dottoressa Antonietta Napolitano, l’ingegner Giovanna De Chiara, la dottoressa Filomena Pirone e il dottor Raffaele Cilento.
L’immobile ospiterà un laboratorio tecnico-scientifico, divulgativo e formativo dedicato allo studio, alla prevenzione e alla gestione del rischio idrogeologico.
Il progetto rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato dalla Commissione Straordinaria del Comune di Quindici — composta dal viceprefetto vicario della Prefettura di Matera Vincenzo Lubrano, dal viceprefetto Sabrina D’Angeli e dalla dirigente del Ministero dell’Interno Alessandra Pascarella — che da tempo aveva promosso un dialogo interistituzionale orientato alla sicurezza, alla prevenzione e alla legalità, in un territorio storicamente fragile sotto il profilo ambientale e sociale.
L’iniziativa punta anche a custodire la memoria della tragedia del maggio 1998, affinché resti vivo il monito verso un utilizzo del territorio più consapevole e rispettoso degli equilibri naturali.
«L’accordo interistituzionale siglato nello scorso dicembre rappresenta un importante strumento di connessione e valorizzazione dei diversi livelli istituzionali — commenta il viceprefetto vicario Vincenzo Lubrano — ponendosi come ulteriore ponte tra territorio e istituzioni, capace di promuovere collaborazione e sinergie indispensabili per individuare soluzioni efficaci ai problemi della collettività».
«Oggi, a ventotto anni da quei tragici eventi, assume un significato particolarmente rilevante per l’Autorità di Bacino avviare le attività per l’insediamento, proprio nel Comune di Quindici, di un laboratorio in grado di offrire supporto tecnico per la mitigazione e la gestione dei fenomeni franosi e alluvionali» — afferma la dottoressa Vera Corbelli, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. «Un’iniziativa che rende tangibile la volontà delle istituzioni di perseguire politiche fondate sulla condivisione, sulla concertazione e sul confronto concreto, per un’azione sinergica nella gestione del rischio idrogeologico».
Quindici fu uno dei comuni campani maggiormente colpiti dalla tragedia del 5 maggio 1998, quando oltre 140 frane investirono numerosi centri tra cui Sarno, Bracigliano, Siano e San Felice a Cancello. Più di due milioni di metri cubi di materiale si riversarono sui territori coinvolti, provocando 160 vittime, di cui 137 nella sola Sarno, oltre a centinaia di feriti e migliaia di sfollati.
Per numero di vittime, quello di Sarno e dell’area del Pizzo d’Alvano resta il più grave disastro idrogeologico verificatosi in Italia negli ultimi decenni, dopo il Vajont del 1963 e la Val di Stava del 1985.
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2026-05-16

