– La maggioranza degli enti casertani ha scelto la definizione agevolata: la ricognizione degli albi pretori disegna la geografia provinciale delle adesioni
– San Prisco, Valle di Maddaloni, Macerata Campania e Teano risultano fuori dalla misura. Dal 16 ottobre al 15 dicembre la domanda dei contribuenti
Caserta (Tea Parisi) – Una provincia quasi interamente schierata dalla parte della definizione agevolata, con quattro eccezioni che inevitabilmente accendono il confronto politico e amministrativo. Dalla consultazione degli albi pretori dei Comuni della provincia di Caserta emerge un quadro piuttosto netto delle amministrazioni che hanno deliberato l’adesione alla rottamazione delle cartelle esattoriali, la misura che permette ai contribuenti interessati di regolarizzare le proprie posizioni debitorie beneficiando dell’abbattimento di sanzioni, interessi di mora e degli altri importi esclusi dalla definizione agevolata.
La possibilità riconosciuta agli enti territoriali riguarda i debiti, tributari e non tributari, risultanti dai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, fatta eccezione per quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. L’applicazione della Rottamazione-quinquies alle entrate dell’ente è subordinata a un apposito provvedimento dell’amministrazione interessata.
La stragrande maggioranza dei Comuni casertani monitorati risulta aver aderito alla misura. Secondo la ricognizione effettuata sugli atti pubblicati, restano fuori quattro enti: San Prisco, Valle di Maddaloni, Macerata Campania e Teano.
Il fronte delle adesioni attraversa praticamente l’intero territorio provinciale. Sulla base della documentazione esaminata, risultano aver scelto la rottamazione Vitulazio, Capua, Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Maddaloni, San Potito Sannitico, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Teverola, Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Orta di Atella, Sant’Arpino, Marcianise, San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, Recale e Curti.
A questi si aggiungono Casagiove, Caiazzo, Piana di Monte Verna, Caianello, Mondragone, Castel Volturno, Sessa Aurunca, Carinaro, Carinola, Gioia Sannitica, Castello del Matese, Pignataro Maggiore, Sant’Angelo d’Alife, Roccamonfina, Castel Morrone e Cellole.
La geografia delle adesioni prosegue con Casapesenna, Villa di Briano, Trentola Ducenta, Tora e Piccilli, Succivo, Sparanise, Santa Maria la Fossa, San Marcellino, Riardo, Rocchetta e Croce, Rocca d’Evandro, Raviscanina, Portico di Caserta, Pratella, Prata Sannita, Lusciano, Parete, Grazzanise e Frignano.
Un elenco ampio, dunque, che restituisce la dimensione di una scelta amministrativa recepita da larga parte del territorio casertano come opportunità per consentire ai cittadini interessati di affrontare posizioni debitorie pregresse attraverso condizioni più favorevoli.
Sul versante opposto, la ricognizione effettuata sugli albi pretori individua quattro amministrazioni che non risultano aver ufficialmente aderito alla misura: San Prisco, Valle di Maddaloni, Macerata Campania e Teano.
Il dato fotografa quanto emerso dalla documentazione consultata e, proprio per questo, resta aperto a eventuali rettifiche qualora esistano provvedimenti regolarmente adottati che non siano stati intercettati durante la ricognizione.
Fra le quattro realtà indicate, San Prisco rappresenta quella attorno alla quale il confronto ha assunto toni maggiormente politici. La mancata adesione alla rottamazione aveva infatti suscitato l’indignazione della minoranza consiliare già prima del commissariamento dell’Ente.
La questione assume un peso particolare in un territorio nel quale il tema della pressione fiscale si accompagna alle difficoltà quotidiane denunciate da numerosi cittadini e alle criticità infrastrutturali ancora irrisolte, soprattutto sul fronte della viabilità e della rete fognaria.
La mancata applicazione della definizione agevolata diventa pertanto un ulteriore argomento di discussione nel rapporto fra fiscalità locale, capacità di riscossione dell’Ente e necessità di offrire un sostegno concreto ai contribuenti alle prese con esposizioni maturate negli anni.
Un elemento importante riguarda ora i cittadini dei Comuni che hanno deliberato favorevolmente. La normativa prevede che dal 15 ottobre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renda disponibili nell’area riservata del proprio sito istituzionale i dati necessari per individuare i carichi che possono essere ammessi alla definizione agevolata.
La dichiarazione di adesione potrà invece essere presentata dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, esclusivamente con modalità telematiche attraverso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Le scadenze sono quelle fissate dalla disciplina aggiornata dopo la Legge n. 113/2026.
Non basta, dunque, che il singolo contribuente manifesti la volontà di aderire: per i carichi degli enti territoriali interessati dall’estensione della Rottamazione-quinquies è necessario che l’ente creditore abbia preventivamente adottato il provvedimento previsto dalla normativa.
La mappa proposta nasce dalla ricognizione degli atti reperibili negli albi pretori e attraverso le fonti istituzionali consultate. Proprio per garantire un’informazione il più possibile precisa e aggiornata, Astra News resta a disposizione delle amministrazioni comunali per eventuali integrazioni o rettifiche.
Qualora un Comune della provincia di Caserta avesse regolarmente deliberato l’adesione e il relativo provvedimento non fosse stato rilevato nella ricognizione, l’amministrazione interessata potrà segnalarlo alla redazione scrivendo a redazione@astranews.net, possibilmente indicando gli estremi della deliberazione adottata.
Un aggiornamento puntuale della mappa non rappresenta soltanto un esercizio di precisione giornalistica. Significa soprattutto mettere i cittadini nelle condizioni di conoscere con chiarezza diritti, opportunità e scadenze. Perché, quando si parla di tasse e debiti, una corretta informazione può valere quanto una buona decisione amministrativa.

