San Giorgio a Cremano, Ethnos chiude nel segno delle nuove generazioni: cinque progetti in finale per il Premio GenerAzioni

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– Sabato 10 ottobre alla Fonderia Righetti di Villa Bruno l’atto conclusivo della XXXI edizione del festival internazionale della world music ideato e diretto da Gigi Di Luca: dalle 20.30 un lungo concerto collettivo con cinque esibizioni

– Oltre 150 candidature da tutta Italia per il Premio Ethnos GenerAzioni. In finale Abdo Buda Marconi, Curanime, Moola, Sirlene e Angelica Perri. Al vincitore 10mila euro per un tour di almeno cinque date e nuove opportunità sui palchi dei festival

San Giorgio a Cremano (Redazione) – Trentuno edizioni possono raccontare una storia; scegliere di affidarne l’ultimo atto ai talenti emergenti significa, invece, decidere di continuare a scriverla. Ethnos conclude sabato 10 ottobre il suo viaggio del 2026 guardando alle nuove generazioni e a quella contaminazione tra culture e linguaggi musicali che, fin dalla nascita, costituisce una delle anime del festival internazionale di world music.

L’appuntamento è fissato alle 20.30 negli spazi della Fonderia Righetti di Villa Bruno, in via Cavalli di Bronzo 20 a San Giorgio a Cremano. In programma le finali del Premio Ethnos GenerAzioni, con un lungo concerto collettivo articolato in cinque esibizioni. L’ingresso è fissato a 5 euro.

Sul palco, nella serata condotta da Giuliana Galasso, si alterneranno i cinque progetti artistici selezionati fra oltre 150 candidature provenienti da tutta Italia: Abdo Buda Marconi, Curanime, Moola, Sirlene e Angelica Perri.

Giunto all’ottava edizione, GenerAzioni rappresenta la sezione di Ethnos dedicata ai giovani artisti, ai gruppi e ai solisti che legano la propria ricerca creativa al dialogo tra culture, alla sperimentazione e alla contaminazione dei linguaggi musicali. Una finestra sull’emergente che diventa, allo stesso tempo, uno sguardo rivolto al futuro della world music.

Organizzato e promosso da La Bazzarra, in collaborazione con Nuovo Imaie e il Comune di San Giorgio a Cremano, il Premio Ethnos GenerAzioni 2026 mette in palio per il vincitore un contributo economico di 10mila euro destinato alla realizzazione di un tour di almeno cinque date, stanziato da Nuovo Imaie.

A questa opportunità si aggiunge la possibilità, il prossimo anno, di esibirsi su due palcoscenici di rilievo: quello di Ethnos e quello del Folkest, storico festival che si svolge tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia. Il premio assume così una dimensione che supera la competizione della singola serata, offrendo al progetto selezionato una concreta prospettiva di circuitazione artistica.

A testimoniare il percorso costruito attraverso GenerAzioni è anche l’esperienza dei Nubras Ensemble, vincitori dell’edizione dello scorso anno. Il progetto, nato a Roma nel 2022, riunisce musiciste e musicisti provenienti da Italia, Spagna e Romania e fonde differenti tradizioni, dai Balcani al Mediterraneo, dal jazz alla musica classica. Il gruppo sarà protagonista venerdì 9 ottobre alle 21 nel Cortile della Chiesa dell’Ave Gratia Plena di Boscotrecase, con ingresso gratuito.

Ethnos accompagnerà il proprio fine settimana conclusivo anche fuori dai tradizionali spazi concertistici. Sabato 10 ottobre, sempre a Boscotrecase, dalle 9 è infatti previsto un itinerario naturalistico lungo via Fruscio, dedicato all’incontro tra natura, storia, produzioni del territorio e musica.

Il percorso, gratuito con prenotazione, terminerà presso l’Officina Vesuviana di Francesco Manzo, “Terminal 1.9.0.6.”, dove alle 12 si terrà la performance musicale delle Ass’urd, duo formato da Lorella Monti, voce e tamburi a cornice, e Cristina Vetrone, voce e organetto.

La XXXI edizione di Ethnos, organizzata da La Bazzarra, è promossa e finanziata dalla Regione Campania attraverso Scabec, sostenuta dal Ministero della Cultura e da Nuovo Imaie, con il contributo dei Comuni coinvolti nel progetto e della Banca di Credito Popolare, il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli e la collaborazione dell’Institut Ramon Llull.

Dal 12 settembre al 10 ottobre il festival ha costruito un programma con artisti provenienti da 14 Paesi, 20 appuntamenti musicali – dieci dei quali in esclusiva nazionale – cinque incontri e dialoghi con gli artisti, un workshop di danza, un itinerario naturalistico e tre giornate dedicate al cinema etnomusicale. Nove le location coinvolte, tra ville vesuviane, chiese, anfiteatri, nuovi spazi museali e sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio.

Nato nel 1995 con l’intento di recuperare le tradizioni popolari dell’area vesuviana, Ethnos ha progressivamente ampliato il proprio orizzonte verso le culture e le arti del mondo, facendo dell’incontro tra differenti linguaggi uno dei cardini della propria proposta.

Sabato sera, alla Fonderia Righetti, quel percorso tornerà dunque al proprio punto essenziale: la musica come luogo d’incontro. Ma sarà soprattutto il futuro a reclamare il palcoscenico, attraverso cinque progetti chiamati non soltanto a contendersi un premio, ma a raccontare come nuove generazioni di artisti possano continuare a far dialogare identità, tradizioni e sperimentazione.