San Leucio di Caserta e l’Unesco ferito dal degrado: voragini, incompiute e servizi carenti nel borgo borbonico

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– Dal cartello provocatorio apparso in via Planelli alla voragine di Piazza della Seta: i residenti denunciano manutenzione insufficiente, perdite d’acqua, rifiuti e opere ferme da anni

– Nel sito conosciuto in tutto il mondo cresce il timore più insidioso, quello dell’assuefazione: cittadini e associazioni chiedono interventi, controlli e una strategia all’altezza del patrimonio storico

Caserta (Redazione) – Il prestigio di un luogo non basta a proteggerlo dall’incuria. Può accadere persino che un patrimonio riconosciuto nel mondo finisca per convivere quotidianamente con marciapiedi dissestati, perdite d’acqua, rifiuti, cantieri incompiuti e servizi insufficienti, fino a rendere quasi ordinario ciò che ordinario non dovrebbe mai diventare. A San Leucio il disagio ha scelto adesso il linguaggio dell’ironia amara.

Da alcuni giorni in via Planelli è infatti comparso un cartello artigianale che recita: «Viale dove i cani portano i loro padroni per le deiezioni».

Una provocazione, certamente, ma soprattutto il termometro di un malessere che attraversa uno dei luoghi più prestigiosi di Caserta, custode di una storia che ha oltrepassato i confini nazionali.

Dietro quelle poche parole si intravede un quadro assai più complesso.

 

Le segnalazioni riguardano marciapiedi deteriorati, perdite d’acqua, opere rimaste incompiute, edifici storici bisognosi di maggiore attenzione, servizi carenti e una manutenzione che viene giudicata insufficiente.

Al centro delle preoccupazioni resta soprattutto la tutela di un patrimonio il cui valore impone standard ben diversi.

Tra le voci critiche emerge quella di Sergio Vozza, che richiama l’attenzione sulla perdita di decoro e sulla necessità di interventi tempestivi.

Emblematico è il caso della fontana situata all’incrocio tra via Planelli e via Giardini Reali, dove l’acqua continuerebbe a fuoriuscire a causa di uno scarico ostruito.

Una criticità apparentemente circoscritta che diventa, però, simbolo di un problema più vasto legato alla gestione e alla manutenzione del borgo.

L’interrogativo sollevato riguarda anche la capacità di intervenire rapidamente nelle situazioni di emergenza e le responsabilità di chi detiene gli appalti per la manutenzione.

Il tema più delicato, tuttavia, è un altro: il rischio della rassegnazione.

Abituarsi a una buca, a una perdita o a un angolo abbandonato significa progressivamente smettere di considerarli anomalie.

Ed è proprio l’assuefazione, secondo le testimonianze raccolte, uno dei pericoli maggiori.

Alcuni denunciano disagi che non sarebbero riconducibili soltanto alla presenza dei turisti, ma anche all’inciviltà di alcune persone, alla sosta selvaggia, all’abbandono dei rifiuti e alla carenza di controlli.

La richiesta è quella di restituire a San Leucio la funzione che naturalmente gli appartiene: essere uno dei grandi volani turistici e culturali di Caserta.

Secondo quanto riportato dall’edizione di Caserta de Il Mattino, le critiche dei residenti non si limitano dunque al decoro urbano, ma investono la tutela complessiva di un patrimonio riconosciuto a livello internazionale.

Nel mirino finiscono anche alcuni immobili storici, le fontane e gli spazi pubblici che costituiscono il cuore stesso del sito.

A rendere ancora più evidente il paradosso è la carenza di servizi essenziali in un borgo frequentato ogni anno da migliaia di persone.

Tra le esigenze indicate figurano un punto informativo stabile e servizi igienici pubblici.

Mentre visitatori e turisti raggiungono San Leucio per ammirare il Belvedere, la Real Colonia e quella straordinaria eredità borbonica che rappresenta uno dei capitoli più originali della storia casertana, i cittadini assistono alla progressiva perdita di dignità di alcuni luoghi simbolici.

Piazza della Seta costituisce uno dei casi più significativi.

Una voragine sarebbe presente da oltre quattro anni, diventando ormai parte di un paesaggio urbano che attende una soluzione definitiva.

A questa si aggiunge la cosiddetta bretella, opera mai completata che avrebbe dovuto alleggerire il traffico nel centro abitato.

Questioni sulle quali i residenti continuano a chiedere risposte. I cittadini richiamano inoltre l’attenzione sul rifacimento dei marciapiedi di via degli Antichi Platani e sulla riqualificazione di Piazza della Seta, interventi annunciati nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana.

Il problema, dunque, non appare riconducibile a un singolo episodio né a una manutenzione mancata.

La questione investe il rapporto fra tutela, amministrazione e capacità di programmare il futuro di un sito che appartiene non soltanto a Caserta, ma a un patrimonio culturale di respiro internazionale.

Il riconoscimento Unesco non può essere considerato una medaglia acquisita una volta per tutte.

Impone responsabilità, cura continua e una visione capace di coniugare conservazione, vivibilità e accoglienza turistica.

San Leucio possiede tutte le caratteristiche per rappresentare uno dei motori culturali ed economici della città, ma proprio questa straordinaria ricchezza rende ancora più stridente il contrasto con le criticità denunciate.

La richiesta che arriva dal borgo è, in fondo, elementare: impedire che l’eccezione diventi normalità.

Una voragine presente per anni rischia infatti di produrre un danno persino più grave della propria esistenza: convincere chi le passa accanto ogni giorno che debba restare lì.

È contro questa lenta abitudine al degrado che San Leucio sembra oggi alzare la voce. Tutelare un patrimonio significa restaurarne le pietre, certamente, ma soprattutto impedire che una comunità perda la capacità di indignarsi quando quelle pietre, le sue strade e la sua storia non ricevono la cura che meritano.