Caserta (Graziana Iadicicco) – Un lucchetto dell’amore è un piccolo catenaccio che gli innamorati chiudono su un ponte, un cancello o un edificio per suggellare il proprio legame sentimentale. Solitamente reca incisi i nomi o le iniziali della coppia, talvolta anche la data d’inizio della relazione, mentre la chiave viene gettata via — spesso in un fiume vicino — per simboleggiare un amore indissolubile e, nelle intenzioni, eterno.
Al di là del puro romanticismo, i lucchetti sono stati spesso utilizzati anche per celebrare eventi privati particolarmente significativi. Nel 2014, ad esempio, l’artista Clare Grotefeld realizzò un gigantesco bonsai di lucchetti presso Beaulieu Palace House, invitando le coppie ad arricchirlo con i propri simboli d’amore. Curioso anche il caso di una coppia di anziani che decise di commemorare una vincita alla lotteria proprio attraverso un lucchetto dell’amore.
Dagli anni Duemila il fenomeno si è diffuso in maniera esponenziale in tutto il mondo, non senza polemiche. In diverse città europee, infatti, le autorità hanno considerato i lucchetti come elementi di degrado urbano o persino atti vandalici, procedendo alla loro rimozione. A Firenze, il Consiglio comunale eliminò numerosi lucchetti apposti sul Ponte Vecchio poiché ritenuti dannosi per la struttura e invasivi dal punto di vista estetico. A Venezia, invece, è severamente vietato applicarli sui ponti, in particolare sul Ponte di Rialto, dove i trasgressori rischiano multe fino a tremila euro.
Esistono però anche amministrazioni che hanno trasformato questa pratica in un’attrazione artistica e turistica, come avvenuto a Colonia o con il progetto comunitario del “Big Lock” a Canfield. È nato persino un portale digitale, Passion Locks, ispirato al celebre Pont des Arts, che consente agli utenti di condividere lucchetti virtuali senza arrecare danni ai monumenti.
La tradizione affonda però le sue radici almeno nella Prima guerra mondiale. Sul Ponte dell’Amore della città serba di Vrnjačka Banja, una maestra di nome Nada si innamorò dell’ufficiale Relja. Dopo essersi promessi amore eterno, l’uomo partì per la guerra in Grecia e si legò a un’altra donna. La storia finì tragicamente e, secondo la leggenda, le giovani della città iniziarono ad appendere lucchetti sul ponte per proteggere i propri amori dalla stessa sorte.
Il vero boom contemporaneo del fenomeno arrivò però dopo il 2000, soprattutto a Roma con il celebre Ponte Milvio, divenuto simbolo romantico grazie al romanzo Ho voglia di te di Federico Moccia e all’omonimo film del 2007.
Ora anche Belvedere di San Leucio entra simbolicamente in questa mappa internazionale dell’amore. In questi giorni, infatti, sta prendendo forma un’iniziativa privata denominata “Lucchetti di San Leucio”, che invita le coppie a recarsi nella suggestiva cornice leuciana, registrare un video mentre chiudono il lucchetto e lanciano la chiave, suggellando così il proprio sentimento.
L’iniziativa punta anche sulla viralità social: i partecipanti sono invitati a pubblicare i filmati sulla piattaforma TikTok utilizzando l’hashtag ufficiale “Lucchetti di San Leucio”. Il video che otterrà il maggior numero di visualizzazioni vincerà un premio in denaro. L’amore, dunque, si chiude con un lucchetto, ma si apre al mondo attraverso un video. E anche Caserta potrebbe presto diventare una delle nuove città simbolo del romanticismo contemporaneo.

