San Marcellino, un piazzale davanti alla scuola porterà il nome di don Peppe Diana: previsto anche un murales dedicato alla legalità

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– La Giunta guidata dal sindaco Anacleto Colombiano avvia l’iter per intitolare al sacerdote assassinato dalla camorra lo spazio antistante la scuola primaria “Centro” di corso Italia

– L’Amministrazione punta a trasformare un luogo frequentato ogni giorno da bambini e famiglie in un presidio della memoria e dell’impegno civile: allo studio un’opera artistica di circa 25 metri quadrati

San Marcellino (Redazione)– Portare la memoria davanti a una scuola significa affidarla ogni mattina agli occhi dei bambini. San Marcellino sceglie questa strada per ricordare don Peppe Diana, trasformando uno spazio della quotidianità in un luogo destinato a raccontare alle nuove generazioni il valore della legalità e dell’impegno civile.

La Giunta comunale ha avviato l’iter per intitolare al sacerdote ucciso dalla camorra il piazzale antistante la scuola primaria “Centro”, in corso Italia.

La decisione dell’Amministrazione guidata dal sindaco Anacleto Colombiano traduce in un provvedimento concreto un indirizzo già espresso dal Comune: legare il nome di don Diana a uno spazio attraversato quotidianamente da alunni, genitori, insegnanti e cittadini.

L’iniziativa non dovrebbe limitarsi alla toponomastica.

L’intenzione è infatti quella di accompagnare l’intitolazione con la realizzazione di un murales dedicato alla figura e al messaggio del sacerdote di Casal di Principe, costruendo così un luogo nel quale memoria, arte ed educazione civica possano dialogare.

Don Giuseppe Diana venne assassinato dalla camorra il 19 marzo 1994, alle 7.30 del mattino, nella chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe.

A oltre trent’anni dall’omicidio, la sua figura continua a rappresentare uno dei riferimenti più significativi dell’opposizione civile alla criminalità organizzata nel territorio casertano.

Il suo impegno pastorale e sociale, soprattutto nei confronti dei giovani, ha consegnato alla comunità un’eredità che supera la dimensione del ricordo e continua a interrogare istituzioni, scuola e società civile.

La scelta di collocare il suo nome proprio davanti a un istituto scolastico assume quindi un significato particolare.

Il progetto, tuttavia, dovrà ora seguire il percorso amministrativo previsto dalla normativa.

Agli uffici comunali spetterà completare gli adempimenti necessari in materia di toponomastica prima di arrivare all’intitolazione ufficiale del piazzale.

Parallelamente dovrà essere verificata la fattibilità del murales.

L’ipotesi elaborata prevede un’opera di circa 25 metri quadrati da realizzare sul lato sud del parcheggio.

Prima dell’intervento sarà però necessario accertare la disponibilità dell’area e la titolarità del muro di confine, oltre a verificare l’eventuale possibilità di innalzarlo lungo il lato cieco della proprietà confinante.

Dovranno inoltre essere esaminati gli aspetti relativi alle autorizzazioni, alla sicurezza, alle distanze e alla compatibilità urbanistica, salvaguardando naturalmente i diritti dei proprietari delle aree adiacenti.

Solo una volta conclusa questa fase potranno essere definiti nel dettaglio il progetto artistico, i relativi costi, il contenuto dell’opera e le modalità attraverso le quali procedere alla sua realizzazione.

L’indirizzo politico dell’Amministrazione appare però già preciso: fare del piazzale della scuola non semplicemente uno spazio al quale attribuire un nuovo nome, ma un punto riconoscibile della memoria collettiva di San Marcellino.

Una targa consegna un nome alla toponomastica; una scuola può consegnarne il significato alle generazioni che verranno.

Ed è proprio qui che la scelta acquista la sua forza simbolica: ricordare don Peppe Diana davanti a bambini e ragazzi significa sottrarre la memoria alla ritualità delle commemorazioni e inserirla nella vita di ogni giorno. Perché la legalità diventa davvero patrimonio di una comunità quando smette di essere soltanto una parola e comincia a essere educazione.