San Nicola La Strada – ( di Rosalba Moccia) Mentre il resto d’Italia ritorna lentamente alla normalità lavorativa dopo le festività pasquali, San Nicola la Strada si ferma completamente per celebrare il Martedì in Albis. Questo è il giorno più prezioso per tutta la comunità sannicolese, che si stringe attorno al proprio santo protettore per testimoniare un patto di fedeltà che dura da secoli. Infatti, le radici di questa celebrazione risalgono al lontano 1087, quando sessantadue marinai sfidarono le tempeste e le insidie dei mari per mettere in salvo le reliquie del Santo.
Questa festa è sentita a tal punto che la maggior parte dei sannicolesi residenti in altre parti d’Italia torna per onorare il proprio Santo Patrono, trasformando questa ricorrenza in un rito collettivo che sfida anche le distanze. La festa prevede una processione, ma non quellaclassica: è un vero e proprio miracolo scenografico con una Barca dalle normali dimensioni su cui è eretta la statua del Santo, arricchita da tessuti pregiati e decorazioni floreali. Un vero e proprio altare che cammina ondeggiando come se stesse navigando in mare e al cui interno vengono riposte speranze, preghiere silenziose e richieste di intercessione. La barca è un’opera di vero artigianato che richiede mesi di duro lavoro da parte del comitato festeggiamenti, il tutto in onore del loro Patrono.
Il Comitato dei festeggiamenti lavora tutto l’anno per organizzare con una precisione a dir poco chirurgica la giornata festiva, che vede la mattina dedicata alla Barchetta: unaversione più agile della barca che ha lo scopo di raggiungere il cimitero cittadino, così da legare il mondo dei vivi a quello dei defunti in un abbraccio. Nel pomeriggio, fino a notte inoltrata, l’entusiasmo del popolo esplode, soprattutto nel momento in cui il passaggio del Santo sulla barca è salutato dai fuochi d’artificio, dalla musica della banda e dal profumo del tradizionale pane benedetto, distribuito gratuitamente come segno di carità e abbondanza.
La Città di San Nicola la Strada ha il suo meraviglioso giorno in cui si trasforma in un tempio a cielo aperto. Sebbene ci si trovi in un’epoca di profondi mutamenti, in cui il distacco dalle pratiche religiose è diventato evidente (specialmente tra le nuove generazioni), quando la Barca passa sull’Appia accade qualcosa di magico e inspiegabile: in quel momento non esistono più praticanti e non credenti, giovani ribelli e anziani conservatori, ci sono solo sannicolesi. La festa inoltre, come ogni celebrazione gioiosa, prevede momenti di intrattenimento leggero con concerti e cabaret nella bellissima Villa Comunale. Le classiche bancarelle di giocattoli, dolciumi e torroni riportano ai profumi dell’infanzia e al ricordo di chi non è più tra noi, facendo sentire chiunque parte di una comunità. Finché quella Barca continuerà a “navigare”, tutto questo non sparirà.
In questo mondo che corre all’impazzata, spesso senza una meta precisa e in cui l’individualismo vince sul senso di appartenenza, nel Martedì in Albis nessuno si sente solo o escluso: perché ha un Santo che naviga anche per lui e una comunità unita pronta ad accoglierlo.

