San Prisco, settembre suona all’Abbey Road: Roberto Racioppoli firma un mese di grandi tributi alla musica

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– Da stasera al 27 settembre il risto-pub propone un viaggio nella storia del rock e del pop: omaggi a Jamiroquai, U2, 883, George Michael, Rammstein, Giorgia, Oasis, Queen, Vasco Rossi, Amy Winehouse, Iron Maiden e Litfiba

– Musica dal vivo e ristorazione convivono nel progetto di Roberto Racioppoli, che ha costruito a San Prisco un locale dall’identità riconoscibile, capace di trasformare ogni fine settimana in un appuntamento con le grandi canzoni

San Prisco (Carlo Pascarella) – Alcuni locali servono cibo e musica, altri riescono con il tempo a costruire un’identità. L’Abbey Road di San Prisco appartiene alla seconda categoria: un risto-pub nel quale il rock non rappresenta un semplice accompagnamento della serata, ma diventa atmosfera, memoria e soprattutto spettacolo dal vivo. Settembre 2026 ne offre una dimostrazione eloquente, con un cartellone di tribute band e serate tematiche capace di attraversare generazioni e linguaggi musicali.

A custodire e alimentare questa filosofia è Roberto Racioppoli, proprietario di un locale che ha fatto della continuità e della passione musicale due dei propri tratti distintivi.

Nato nel 2005, l’Abbey Road di San Prisco ha progressivamente costruito una formula nella quale la ristorazione dialoga costantemente con il mondo del rock e del pop, affiancando alla proposta gastronomica una programmazione dedicata alla musica dal vivo.

Il nome rimanda inevitabilmente alla mitica Abbey Road londinese, dove sorgono gli studi di registrazione inaugurati nel 1931 e divenuti uno dei luoghi simbolo della storia della musica. Il loro nome resta indissolubilmente legato ai Beatles, che vi incisero gran parte della loro produzione e intitolarono “Abbey Road” il celebre album del 1969. Anche i Pink Floyd hanno scritto in quegli studi pagine fondamentali della propria carriera, compreso “The Dark Side of the Moon”. Un riferimento prestigioso che il locale di San Prisco reinterpreta attraverso atmosfere, immagini e soprattutto musica dal vivo.

Ed è proprio la formula delle tribute band a caratterizzare il ricchissimo calendario di settembre predisposto da Roberto Racioppoli.

Il sipario sul cartellone si alza stasera, giovedì 3 settembre, con una tribute band dedicata ai Jamiroquai, primo appuntamento di un mese costruito attorno alla musica dal vivo e ai grandi repertori internazionali.

Domani, venerdì 4 settembre, toccherà invece alla tribute band degli U2, con una serata che ripercorrerà alcune delle pagine più conosciute della formazione irlandese.

Sabato 5 settembre arriverà “Cena che canta”, revival dedicato agli anni Settanta, Ottanta e Novanta, una formula destinata a tornare più volte durante il mese.

Domenica 6 settembre spazio al tributo agli 883 e alle canzoni che hanno segnato una stagione particolarmente fortunata della musica pop italiana.

Dopo alcuni giorni di pausa, il calendario riprenderà giovedì 10 settembre con l’omaggio a George Michael.

Venerdì 11 settembre le atmosfere cambieranno radicalmente con il tributo ai Rammstein, mentre sabato 12 tornerà “Cena che canta”, ancora nel segno dei successi degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.

Domenica 13 settembre sarà invece il repertorio di Giorgia a diventare protagonista attraverso una serata interamente dedicata alle sue canzoni.

La settimana successiva si ripartirà giovedì 17 settembre con il tributo agli Oasis, una delle formazioni britanniche che maggiormente hanno segnato il rock degli anni Novanta.

Venerdì 18 settembre sarà la volta della musica dei Queen, affidata a una tribute band chiamata a misurarsi con uno dei repertori più imponenti e riconoscibili della storia del rock.

Sabato 19 settembre nuovo appuntamento con “Cena che canta”.

Domenica 20 settembre si tornerà invece alla musica italiana con una serata tributo a Vasco Rossi.

Anche l’ultima settimana conserverà intatta l’impronta rock della programmazione.

Giovedì 24 settembre sarà dedicato ad Amy Winehouse, con un omaggio alla voce e alle canzoni dell’artista britannica.

Venerdì 25 settembre arriveranno sonorità decisamente più dure con il tributo agli Iron Maiden.

Sabato 26 settembre ultima serata mensile di “Cena che canta”, sempre accompagnata dal revival degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.

La chiusura è fissata per domenica 27 settembre con il tributo ai Litfiba, suggello italiano a un percorso che avrà attraversato pop, rock, metal e differenti generazioni musicali.

Un calendario fitto che restituisce soprattutto la coerenza del progetto portato avanti da Roberto Racioppoli.

L’Abbey Road non utilizza infatti il richiamo alla musica come semplice elemento decorativo. La programmazione dal vivo costituisce una componente precisa della personalità del locale, affiancata da una proposta gastronomica che comprende pizzeria, braceria, panini artigianali e birreria.

La formula conserva qualcosa di antico e, contemporaneamente, molto attuale: riunire le persone attorno a una tavola e lasciare che siano le canzoni a completare la serata.

La scelta delle tribute band permette inoltre di attraversare repertori molto differenti senza smarrire il filo conduttore della programmazione. Chi ama il rock britannico troverà Oasis, Queen e Iron Maiden; chi preferisce la musica italiana potrà ritrovare 883, Giorgia, Vasco Rossi e Litfiba; altri appuntamenti esploreranno universi musicali distanti tra loro come quelli di Jamiroquai, U2, Rammstein, George Michael e Amy Winehouse.

È questa varietà a rendere settembre particolarmente significativo per il risto-pub di San Prisco: un mese nel quale il calendario non procede per semplice successione di serate, ma disegna una sorta di itinerario nella memoria musicale collettiva.

Dietro questa programmazione rimane soprattutto la costanza di Roberto Racioppoli, che negli anni ha continuato a investire sulla riconoscibilità dell’Abbey Road e sulla capacità della musica dal vivo di creare aggregazione, incontro e partecipazione.

Un locale diventa davvero riconoscibile quando, al di là delle mode e del trascorrere delle stagioni, riesce a conservare un carattere. All’Abbey Road quel carattere continua ad avere il suono delle chitarre, delle grandi canzoni e di un pubblico che non vuole soltanto ascoltarle: vuole ancora cantarle.