– Dal 9 al 13 settembre il monumento dell’antica Capua accoglierà il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile: dal Mediterraneo all’Africa, dall’Oriente agli Stati Uniti, cinque giorni costruiti sul dialogo fra identità, linguaggi e tradizioni
– Dee Dee Bridgewater, Salif Keïta, Rokia Traoré, Jan Garbarek, Trilok Gurtu, Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni tra i protagonisti. Ingresso gratuito per un progetto che trasforma uno dei grandi luoghi della storia romana in spazio contemporaneo d’incontro
Santa Maria Capua Vetere (Redazione) – Le pietre dell’Anfiteatro Campano hanno attraversato secoli di storia ascoltando il fragore delle folle. Dal 9 al 13 settembre saranno altre voci, altri ritmi e altre geografie a percorrere uno dei monumenti più imponenti dell’antichità romana, trasformandolo per cinque giorni in un crocevia musicale fra Mediterraneo, Africa, Oriente, Europa e America.
È questa l’ambizione di “Terra Sonans – Arte, cultura e vox populi”, il festival ideato dal cantautore e polistrumentista Enzo Avitabile, che ne firma anche la direzione artistica.
Sei concerti a ingresso gratuito e una presenza internazionale di grande rilievo comporranno un itinerario nel quale la musica diventa strumento per attraversare confini che la geografia e la storia hanno spesso trasformato in distanze.
Il festival è stato presentato oggi, martedì 1 settembre, a Napoli, nella sede della Regione Campania, alla presenza dello stesso Enzo Avitabile, dell’assessore regionale alla Cultura Onofrio Cutaia, della direttrice regionale Musei nazionali Campania Luigina Tomay e del sindaco di Santa Maria Capua Vetere Antonio Mirra.
La scelta dell’Anfiteatro Campano non rappresenta soltanto una soluzione scenografica.
Il monumento, fra i più grandi anfiteatri dell’antichità romana, diventa parte integrante della filosofia del progetto: un luogo consegnato dalla storia alla contemporaneità e chiamato a trasformarsi in uno spazio vivo di incontro fra culture, suoni e visioni.
“Terra Sonans” nasce infatti dall’idea di creare connessioni fra universi apparentemente lontani.
Mediterraneo, Africa, Oriente e Napoli confluiranno nello stesso racconto, attraverso repertori, tradizioni, contaminazioni e linguaggi capaci di celebrare la diversità non come distanza, ma come occasione di conoscenza.
Il cartellone restituisce immediatamente la dimensione internazionale dell’iniziativa.
Tra gli ospiti figura Dee Dee Bridgewater, una delle grandi voci statunitensi del jazz internazionale.
Dall’Africa arriveranno due protagonisti della cultura musicale del Mali, Salif Keïta e Rokia Traoré, interpreti di percorsi artistici nei quali tradizione, identità e contemporaneità hanno trovato forme espressive riconoscibili ben oltre i confini africani.
Altra presenza di particolare prestigio sarà quella del sassofonista norvegese Jan Garbarek, che incontrerà il percussionista indiano Trilok Gurtu.
Un dialogo musicale fra Nord Europa e India che sintetizza perfettamente lo spirito sul quale è costruito l’intero progetto.
Lo sguardo raggiungerà anche la cultura persiana attraverso Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni, portando nell’Anfiteatro Campano sonorità e tradizioni provenienti dall’Iran.
Lo stesso Enzo Avitabile sarà protagonista di “Rotte Clandestine”, progetto dal vivo realizzato insieme a Daby Touré, cantante e musicista mauritano naturalizzato francese.
Un titolo che possiede già il carattere di una dichiarazione culturale: le rotte della musica non chiedono passaporti, attraversano territori e si alimentano proprio dell’incontro.
«Il nome stesso, Terra Sonans, richiama l’idea di una terra che vibra, che parla attraverso i suoni delle culture del mondo», ha spiegato Enzo Avitabile durante la presentazione.
Per il direttore artistico partecipare al festival significa vivere «un’esperienza immersiva tra arte e storia», costruendo un momento di condivisione capace di creare «un ponte tra identità locali e culture globali».
Una definizione che restituisce il cuore dell’iniziativa.
La musica non viene pensata come semplice successione di spettacoli, ma come linguaggio comune attraverso il quale identità differenti possono riconoscersi senza perdere le proprie peculiarità.
Il festival è promosso e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec e prodotto da Black Tarantella, in collaborazione con il Ministero della Cultura e il Comune di Santa Maria Capua Vetere.
L’ingresso gratuito ai sei concerti amplia ulteriormente la dimensione pubblica dell’iniziativa, offrendo al territorio l’opportunità di incontrare artisti di rilievo internazionale all’interno di uno dei suoi luoghi simbolicamente più potenti.
La scelta di Santa Maria Capua Vetere assume, da questo punto di vista, un significato che supera la pur importante dimensione spettacolare.
Portare musicisti provenienti da differenti continenti nell’antica Capua significa collocare il patrimonio archeologico dentro una visione dinamica della cultura.
Non un monumento da contemplare soltanto per ciò che è stato, dunque, ma uno spazio capace di generare ancora relazioni, curiosità e conoscenza.
Per cinque giorni l’Anfiteatro Campano tornerà così a essere luogo di una comunità riunita.
Non più per assistere agli spettacoli che appartenevano alla società romana, ma per ascoltare ciò che il mondo contemporaneo può raccontare attraverso le proprie molteplici voci.
“Terra Sonans” parte proprio da questa idea: una terra che suona è una terra che non rimane immobile.
Assorbe influenze, custodisce radici, accoglie ciò che arriva da lontano e restituisce qualcosa di nuovo.
Dal 9 al 13 settembre Santa Maria Capua Vetere proverà a farlo dentro uno dei luoghi che meglio raccontano la profondità della sua storia.
Fra le arcate dell’Anfiteatro Campano risuoneranno Africa, America, India, Iran, Nord Europa e Mediterraneo.
Geografie lontane soltanto sulle carte, perché alla musica basta una nota per cominciare ad accorciare le distanze.

