Santa Maria Capua Vetere. Droga negli evidenziatori: arrestato poliziotto penitenziario

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Il 57enne A. M. scoperto dai colleghi con hashish e micro-cellulari. Il GIP convalida il fermo: l’agente finisce ai domiciliari.

Santa Maria Capua Vetere  (di Redazione) – Un duro colpo al sistema di introduzione di materiale illecito nel carcere “Francesco Uccella”. Un assistente capo della Polizia Penitenziaria, il 57enne A. M., è stato tratto in arresto in flagranza di reato dai suoi stessi colleghi mentre tentava di varcare la soglia dell’istituto carcerario con un carico di droga e telefoni.

I fatti risalgono alla fine della scorsa settimana. L’agente stava per prendere servizio nel turno pomeridiano quando la sua presenza non è passata inosservata agli altri poliziotti di turno. A tradirlo sarebbe stato un rigonfiamento sospetto nella tasca della divisa.

L’intuizione dei colleghi si è rivelata corretta: sottoposto a perquisizione personale, il 57enne è stato trovato in possesso di sette evidenziatori. All’interno di ciascuno di essi non c’era inchiostro, ma tre involucri avvolti nel cellophane contenenti hashish, per un peso complessivo di circa 50 grammi.

Le operazioni di controllo sono state estese immediatamente alla camera della caserma agenti in uso al poliziotto. Sebbene non sia stata rinvenuta ulteriore sostanza stupefacente, il bilancio del sequestro si è aggravato:  4 micro-cellulari completi di SIM e caricabatterie, già imballati; Oltre 1.500 euro in contanti; Diversi “pizzini” con annotazioni al vaglio degli inquirenti.

Portato davanti al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Marzia Pellegrino, l’uomo ha provato a difendersi fornendo una versione dei fatti apparsa poco credibile. A. M. ha dichiarato di aver ricevuto il pacco dal padre di un detenuto con l’incarico di consegnarlo a un altro agente (di cui non ha saputo o voluto fare il nome), sostenendo di non conoscere il contenuto degli involucri.

L’autorità giudiziaria, ritenendo la ricostruzione non attendibile, ha convalidato l’arresto disponendo per il cinquantasettenne la misura cautelare degli arresti domiciliari. Resta ora da chiarire la rete di contatti esterna e interna che avrebbe permesso il passaggio di droga e tecnologia dietro le sbarre.

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