Sciopero dei camionisti, stop alla produzione di pasta a Gragnano: scaffali vuoti nei negozi

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– Lo sciopero degli autotrasportatori mette in difficoltà la filiera della pasta: il blocco dei rifornimenti di semola costringe alcuni stabilimenti campani a fermare o rallentare la produzione

– A Gragnano si fermano le linee di Pasta Garofalo, mentre a Benevento Pasta Rummo fa i conti con l’esaurimento delle scorte: nei supermercati iniziano a comparire i primi scaffali vuoti

Gragnano (Domenico Buonanno) – L’emergenza trasporti che sta paralizzando i collegamenti nel Mezzogiorno colpisce anche uno dei comparti simbolo dell’economia campana: la produzione della pasta. Lo sciopero nazionale degli autotrasportatori, proclamato contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di gestione, ha provocato il blocco dei flussi di semola provenienti dalla Puglia. Senza la materia prima necessaria, diversi stabilimenti sono stati costretti a rallentare o fermare la produzione.

A Gragnano, città simbolo della tradizione pastaia e dell’eccellenza IGP, la situazione è particolarmente delicata. Da domenica, lo storico marchio Pasta Garofalo – realtà capace di produrre tra le 500 e le 600 tonnellate di pasta al giorno – ha dovuto fermare le proprie linee produttive, sospendendo temporaneamente l’attività dei dipendenti. L’azienda, che non dispone di mulini interni, dipende infatti dai fornitori esterni per l’approvvigionamento della semola.

Il blocco dei trasporti ha interrotto la catena logistica, incidendo non soltanto sulla produzione, ma anche sulla distribuzione dei prodotti finiti verso la grande distribuzione.

Situazione analoga a Benevento, dove lo stabilimento della Pasta Rummo ha esaurito le proprie scorte interne. Il mancato arrivo di camion e cisterne sta mettendo sotto pressione anche le disponibilità dello stabilimento sannita, con la filiera che risente progressivamente delle difficoltà negli approvvigionamenti.

Il principale nodo logistico si concentra in Puglia, dove le proteste degli autotrasportatori stanno ostacolando il trasferimento della semola verso gli stabilimenti del Centro-Sud. Una situazione che evidenzia la forte interdipendenza di una filiera nella quale il blocco di un singolo segmento può avere ripercussioni sull’intero processo produttivo.

Le conseguenze iniziano a farsi sentire anche sul fronte dei consumatori. In alcuni supermercati della regione e non solo si registrano le prime difficoltà nel reperimento di determinati formati di pasta, mentre la preoccupazione sta alimentando acquisti superiori alla norma.

La corsa all’accaparramento rischia infatti di accelerare lo svuotamento degli scaffali, anche prima che si configuri una reale carenza generalizzata del prodotto a livello nazionale. Un effetto che si aggiunge alle difficoltà già provocate dal blocco della circolazione dei mezzi pesanti.

Il comparto agroalimentare campano guarda ora a Roma e chiede una soluzione rapida alla vertenza. Lo sblocco dei collegamenti e la ripresa dei rifornimenti rappresentano il passaggio necessario per riportare la filiera alla normalità e garantire la continuità produttiva di uno dei comparti più rappresentativi del Made in Italy.