Scontri dopo Puteolana-Portici: un 34enne in ospedale colpito alla testa da un 19enne e 8 arresti

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– Una domenica di ordinaria follia al termine di una partita di calcio. Tra le persone fermate ci sono 3 minorenni

– Le condizioni del ferito sono gravi: l’uomo è stato colpito con una mazza: il giovane ha confessato

Pozzuoli (Daniele Buonpane) – Un trentaquattrenne è ancora ricoverato in ospedale dopo essere stato colpito alla testa al termine della partita Puteolana-Portici, disputata domenica 25 ottobre. Un diciannovenne ha confessato di averlo colpito con una mazza. Otto le arrestati ci sono tre minorenni. Le condizioni del ferito restano gravissime.

Una partita di calcio si è trasformata in una vicenda di violenza che ha sconvolto le comunità di Pozzuoli e Portici. Mario Spedaliere, 34 anni, tifoso del Portici e padre di due figli, con la moglie in attesa di un terzo bambino, è ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dopo essere stato colpito violentemente alla testa al termine della partita tra Puteolana e Portici, disputata domenica 25 ottobre.

A tre giorni dall’aggressione, le indagini hanno portato all’arresto di otto persone. Tra loro c’è un diciannovenne di Pozzuoli che ha confessato di aver sferrato il colpo alla testa del tifoso avversario. Intanto, la famiglia di Mario continua ad attendere notizie sulle sue condizioni, mentre cresce la richiesta di giustizia.

La vicenda ha avuto inizio domenica pomeriggio, al termine della gara valida per il campionato di Eccellenza, vinta dal Portici per 2-0 contro la Puteolana.

Secondo le ricostruzioni investigative, durante la partita si sarebbero verificati momenti di tensione e provocazioni verbali tra le due tifoserie. La situazione sarebbe poi degenerata in scontri all’esterno dello stadio “Domenico Conte”.

Le prime tensioni sono state contenute dall’intervento delle forze dell’ordine. Successivamente, alcuni tifosi del Portici si sono allontanati in automobile per fare ritorno a casa. È durante questa fase che, secondo la ricostruzione degli investigatori, si sarebbe verificato l’episodio più grave.

In via Montenuovo Licola Patria, nella zona di Pozzuoli, alcuni sostenitori avrebbero raggiunto le vetture dei tifosi ospiti. Mario Spedaliere sarebbe stato aggredito mentre si trovava in auto, trascinato fuori dal veicolo e colpito alla testa con un oggetto, descritto nelle ricostruzioni come una mazza.

L’uomo è rimasto gravemente ferito ed è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale. Le condizioni del trentaquattrenne sono apparse immediatamente molto gravi. Il trauma avrebbe provocato un’emorragia cerebrale che ha richiesto un delicato intervento neurochirurgico d’urgenza, eseguito il 26 ottobre all’ospedale Santa Maria delle Grazie.

Dopo l’operazione, Mario è rimasto ricoverato in condizioni critiche, sottoposto a sedazione profonda e seguito dalle équipe di Neurochirurgia e Rianimazione. I medici hanno continuato a monitorare l’evoluzione della lesione attraverso controlli clinici e indagini diagnostiche.

Il bollettino medico diffuso il 27 ottobre descriveva il quadro come gravissimo, seppure stabile. I medici avrebbero valutato la possibilità di ridurre la sedazione qualora le condizioni rimanessero stabili nelle successive 48 ore.

La svolta nelle indagini è arrivata nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 ottobre. Polizia di Stato e Carabinieri hanno arrestato otto persone nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri e sul ferimento di Spedaliere. Si tratta di cinque maggiorenni e tre minorenni. A tutti viene contestata la partecipazione alla rissa aggravata, mentre al diciannovenne individuato come autore del colpo alla testa sono contestate anche le lesioni gravissime.

Il giovane avrebbe confessato di aver colpito Mario con una mazza. Il 19enne avrebbe sostenuto anche di essere stato minacciato da un tifoso avversario con un coltello. Questa versione, tuttavia, non avrebbe trovato riscontri al momento. Su indicazione del giovane, gli investigatori avrebbero inoltre recuperato l’oggetto utilizzato per colpire Spedaliere.

Il diciannovenne è stato posto agli arresti domiciliari, poiché le sue condizioni di salute sarebbero incompatibili con la detenzione. La decisione ha suscitato la dura reazione dei familiari del ferito.

Le indagini proseguono per ricostruire con precisione tutte le fasi degli scontri e accertare le responsabilità individuali delle persone coinvolte. Le contestazioni e le ricostruzioni investigative dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario.

Fin dalle prime ore successive all’aggressione, i familiari di Mario hanno lanciato appelli pubblici chiedendo che venissero individuati i responsabili. La sorella, attraverso un messaggio diffuso sui social e ripreso anche dalla società calcistica del Portici, aveva chiesto a chi avesse colpito il fratello di costituirsi. Il suo appello era accompagnato dalla disperazione di una famiglia che, nel giro di poche ore, si è trovata ad affrontare la possibilità di perdere una persona cara.

Anche il padre, Massimo Spedaliere, ha espresso dolore e rabbia per quanto accaduto. Ha sollevato interrogativi sulla gestione della sicurezza all’esterno dello stadio, sostenendo che le modalità di uscita delle tifoserie avrebbero dovuto essere organizzate diversamente. Le sue dichiarazioni esprimono il punto di vista della famiglia; eventuali responsabilità relative alla gestione dell’ordine pubblico dovranno essere valutate sulla base degli accertamenti competenti.

La gravità dell’accaduto ha suscitato reazioni anche da parte delle istituzioni locali. I sindaci di Pozzuoli e Portici hanno fatto visita al tifoso in ospedale, manifestando vicinanza alla famiglia e assicurando la disponibilità delle rispettive amministrazioni a offrire sostegno. Entrambe le società calcistiche hanno condannato fermamente gli episodi di violenza. Il Portici ha espresso dolore e indignazione per l’aggressione subita dal proprio sostenitore, ribadendo la vicinanza a Mario e ai suoi familiari. La Puteolana ha, a sua volta, condannato quanto accaduto, sottolineando che la violenza non può essere giustificata dalla rivalità sportiva.

Anche il Prefetto di Napoli ha espresso una ferma condanna per i fatti. Sul fronte della sicurezza, è stata inoltre annunciata una maggiore attenzione per le successive partite, con l’obiettivo di prevenire nuovi episodi di tensione tra le tifoserie.

L’aggressione di Pozzuoli riapre il dibattito sulla violenza legata al tifo calcistico e sulla sicurezza negli eventi sportivi, anche nelle categorie dilettantistiche. La rivalità tra due squadre non può trasformarsi in un pretesto per inseguimenti, aggressioni e attacchi che mettono a rischio la vita delle persone. Gli accertamenti dovranno chiarire non soltanto chi abbia materialmente colpito Mario, ma anche come si siano svolti gli scontri e quale sia stato il ruolo delle singole persone coinvolte.

Al centro della vicenda resta soprattutto la condizione di un uomo di 34 anni, marito e padre, che sta affrontando una gravissima emergenza sanitaria dopo essere andato ad assistere a una partita di calcio.

Ora la priorità resta l’evoluzione delle condizioni cliniche di Mario Spedaliere. Gli arresti rappresentano un passaggio importante dell’inchiesta, ma non cancellano la sofferenza della famiglia né chiudono il lavoro degli investigatori. La comunità attende aggiornamenti dall’ospedale e risposte dalla giustizia, mentre la vicenda lascia una riflessione dolorosa: come sia possibile che una partita di calcio possa finire con un uomo che lotta per la vita.