Scuola, da Napoli a Caserta la Campania fissa il calendario 2026-2027: prima campanella il 15 settembre, lezioni fino all’8 giugno

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– La Regione definisce date e sospensioni del nuovo anno scolastico: 204 giorni di attività per primaria e secondaria, mentre l’infanzia proseguirà fino al 30 giugno

– Da Napoli a Caserta, studenti e famiglie possono già programmare l’anno: ponti a novembre e dicembre, poi le pause di Natale, Carnevale e Pasqua

Caserta/Napoli (Redazione) – L’estate deve ancora consegnare le sue ultime settimane, ma per la scuola campana il conto alla rovescia ha già una data precisa. Martedì 15 settembre 2026 torneranno a suonare le campanelle negli istituti della regione, da Napoli a Caserta e nelle altre province, aprendo ufficialmente l’anno scolastico 2026-2027.

La Giunta regionale della Campania ha approvato il calendario delle attività didattiche, stabilendo non soltanto l’inizio e la conclusione delle lezioni, ma anche il quadro delle sospensioni che accompagneranno studenti, famiglie, docenti e personale scolastico durante i prossimi mesi.

Per gli alunni della scuola primaria e secondaria, l’ultima giornata sui banchi è fissata a martedì 8 giugno 2027. Diversa la scansione temporale per la scuola dell’infanzia, dove le attività educative proseguiranno sino a mercoledì 30 giugno 2027.

Il calendario regionale contempla complessivamente 204 giorni di lezione per primaria e secondaria. Il numero potrà ridursi a 203 qualora la ricorrenza del Santo Patrono cada in una giornata compresa nel periodo ordinario delle attività didattiche.

Resta inoltre riconosciuto alle singole istituzioni scolastiche un margine di autonomia nell’adattamento del calendario, purché ogni modifica rispetti le disposizioni regionali e le esigenze connesse alla programmazione dell’offerta formativa.

Il primo appuntamento con una sospensione straordinaria arriverà lunedì 2 novembre 2026, in occasione della commemorazione dei defunti.

Un’altra pausa è prevista lunedì 7 dicembre, giornata che, collocandosi immediatamente prima della festività dell’Immacolata Concezione dell’8 dicembre, determinerà un primo ponte significativo prima delle vacanze natalizie.

Il capitolo più atteso riguarda naturalmente il Natale. Secondo il calendario approvato, le attività didattiche saranno sospese il 23 e 24 dicembre 2026, quindi il 28, 29, 30 e 31 dicembre, per proseguire il 2, 4 e 5 gennaio 2027.

A queste giornate si sommano le festività riconosciute a livello nazionale e le domeniche comprese nel periodo. Il ritorno ordinario tra i banchi avverrà pertanto dopo l’Epifania.

Spazio anche al Carnevale, con due giornate espressamente destinate alla sospensione delle lezioni: lunedì 8 e martedì 9 febbraio 2027.

La successiva pausa consistente arriverà con la Pasqua. Il calendario campano indica la sospensione delle attività didattiche nelle giornate del 25, 26, 27 e 30 marzo 2027, alle quali si affiancheranno le festività previste dal calendario nazionale.

Nel corso della parte conclusiva dell’anno scolastico resteranno poi le tradizionali ricorrenze nazionali: la Festa della Liberazione del 25 aprile, la Festa dei Lavoratori del 1° maggio e la Festa della Repubblica del 2 giugno.

Per migliaia di famiglie campane, comprese quelle della provincia di Caserta, si delinea così con largo anticipo la geografia dell’intero anno scolastico: una mappa utile non soltanto per conoscere le giornate di chiusura, ma anche per programmare impegni lavorativi, viaggi e organizzazione familiare.

Le scuole che decideranno di utilizzare gli spazi di autonomia concessi dalla normativa dovranno comunicare gli eventuali adattamenti del proprio calendario agli organismi competenti, mantenendo fermi i vincoli stabiliti dalla Regione.

La data da cerchiare sul calendario, intanto, rimane il 15 settembre 2026. Da Napoli a Caserta, passando per Salerno, Avellino e Benevento, bambini e ragazzi attraverseranno nuovamente cancelli e corridoi, ritrovando insegnanti, compagni, libri e quaderni.

Perché il calendario scolastico è fatto di numeri, festività e scadenze amministrative, ma dietro quelle caselle si misura qualcosa di assai meno burocratico: il tempo della crescita. Dal primo ingresso in aula all’ultima campanella di giugno, saranno nove mesi nei quali la scuola tornerà a essere, ogni mattina, uno dei luoghi nei quali una comunità prepara silenziosamente il proprio futuro.