Scuole insicure in Campania, l’allarme di Legambiente: Caserta non fornisce dati sufficienti al rapporto «Ecosistema»

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– Il dossier fotografa ritardi su sicurezza degli edifici, sostenibilità e servizi: analizzati i dati 2025 relativi a 434 strutture scolastiche di quattro Comuni capoluogo e a oltre 100mila studenti

– Caserta resta fuori dall’analisi completa per l’insufficienza delle informazioni trasmesse. Preoccupano certificazioni, vetustà degli edifici e capacità di programmazione degli interventi

Caserta (Redazione) – La campanella torna a scandire la vita di migliaia di studenti, ma dietro porte, aule e corridoi rimane aperta una questione assai meno rituale: quanto sono sicure le scuole nelle quali bambini e ragazzi trascorrono una parte decisiva delle proprie giornate?

A riportare il tema al centro dell’attenzione è Legambiente con il nuovo rapporto nazionale «Ecosistema Scuola», che per la Campania restituisce un quadro segnato ancora da ritardi sul versante della sicurezza dell’edilizia scolastica, della sostenibilità e della qualità dei servizi.

L’indagine prende in considerazione i dati del 2025 relativi a quattro Comuni capoluogo della regione e riguarda complessivamente 434 edifici scolastici di competenza comunale, tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da una popolazione superiore ai 100mila studenti.

Ed è proprio dentro questa fotografia regionale che emerge un dato destinato a suscitare attenzione nel Casertano.

Caserta, infatti, non entra pienamente nel quadro statistico elaborato dall’associazione ambientalista perché, secondo quanto riportato nel rapporto, il Comune non avrebbe risposto in maniera sufficiente alla richiesta di dati.

Una circostanza che assume un peso particolare perché la disponibilità di informazioni complete rappresenta il primo strumento per conoscere lo stato del patrimonio scolastico, individuarne le vulnerabilità e programmare gli interventi necessari.

Il dossier di Legambiente torna così a porre una questione che accompagna da anni il sistema scolastico campano: la distanza tra le esigenze quotidiane di studenti e personale e le condizioni materiali degli edifici nei quali viene esercitato il diritto all’istruzione.

Sicurezza strutturale, manutenzione, certificazioni, efficienza energetica e sostenibilità non costituiscono infatti capitoli separati. Concorrono tutti a definire la qualità dello spazio educativo e, soprattutto, la capacità delle istituzioni di prevenire rischi anziché intervenire soltanto quando le criticità diventano emergenze.

Il quadro delineato da «Ecosistema Scuola» invita pertanto a guardare oltre il semplice dato numerico.

Un edificio scolastico non è soltanto un contenitore di aule. È il luogo nel quale quotidianamente convivono bambini, adolescenti, docenti e personale e dove sicurezza e qualità degli ambienti dovrebbero rappresentare condizioni preliminari, non obiettivi da inseguire.

Per Caserta, poi, la mancata disponibilità di informazioni sufficienti pone anche un problema di conoscenza: senza una fotografia completa diventa più difficile valutare il patrimonio esistente e misurare con precisione progressi, ritardi e necessità.

Il rapporto di Legambiente arriva dunque mentre si apre un nuovo anno scolastico e riporta l’edilizia al centro dell’agenda pubblica.

Perché la qualità della scuola comincia certamente dalla didattica, dagli insegnanti e dalle opportunità offerte agli studenti. Ma comincia anche dai muri che li accolgono, dalla loro sicurezza e dalla capacità delle istituzioni di conoscere, custodire e migliorare quel patrimonio. E su questo terreno la Campania, con il punto interrogativo rappresentato anche dai dati insufficienti di Caserta, ha ancora molta strada da percorrere.