Scuole paritarie, da Roma un contributo statale fino a 1.500 euro: i dettagli e le modalità di richiesta

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Roma (Alessio Piombino) Parte il contributo statale destinato alle famiglie con un ISEE inferiore a 30mila euro per ogni figlio iscritto ad una scuola paritaria, secondaria di primo grado (le medie) o al primo biennio della scuola secondaria di secondo grado (i primi due anni delle superiori): sarà possibile richiedere fino a 1.500 euro per singolo figlio.

L’importo attribuito non sarà fisso per tutti, ma dipenderà dalla situazione economica familiare e dalla disponibilità del fondo (la misura mette a disposizione 20 milioni di euro).

Sono previsti tre scaglioni basati sull’ISEE:

  • ISEE fino a 10.000 euro: il contributo varierà tra 600 e 1.500 euro.
  • ISEE tra 10.000 e 20.000 euro: tra 400 e 1.300 euro.
  • ISEE tra 20.000 e 30.000 euro: tra 200 e 1.000 euro.

Inizialmente verranno assegnati gli importi minimi, partendo dai redditi più bassi. Se, dopo aver soddisfatto tutte le richieste valide, rimarranno dei fondi, le cifre potranno salire verso i massimali indicati.

Bisogna però prestare attenzione ad un dettaglio importante: non sarà possibile superare una determinata soglia economica sommando il nuovo contributo statale ad altri aiuti già ricevuti a livello regionale. Questo limite è rappresentato dal CMS (Costo Medio Studente), che indica quanto costa mediamente allo Stato istruire un alunno.

Le soglie sono:

  • 7.161,37 euro per la scuola secondaria di primo grado (medie).
  • 7.852,29 euro per il primo biennio della scuola secondaria di secondo grado (superiori).

(La verifica del possesso dei requisiti e delle dichiarazioni su altri contributi regionali avviene in modo automatico attraverso la Piattaforma Unica).

La procedura per ottenere questo sussidio è interamente digitale e deve essere effettuata dai genitori o dai tutori legali dello studente sulla piattaforma UNICA del Ministero dell’Istruzione, entro il 21 settembre 2026.

Bisognerà accedere con le credenziali digitali (SPID, CIE, CNS o eIDAS), muniti anche del proprio codice IBAN (sul quale verrà versata la somma). L’operazione è gestita dall’Ufficio scolastico regionale del luogo in cui si trova la scuola.

Circa il 2% dei 20 milioni totali sarà trattenuto per le spese di gestione informatica della piattaforma, quindi la cifra effettivamente distribuita sarà leggermente inferiore e verranno effettuati controlli rigorosi: in caso di dichiarazioni false, il Ministero richiederà indietro la somma versata, con il rischio di incorrere anche in conseguenze penali.