Sessa Aurunca, l’arte contemporanea “incanta” il Museo Diocesano: grande successo per Marinella Pompeo

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– “L’Incanto e il Peso: le vibrazioni dell’inconscio” ha trasformato gli ambienti museali in un dialogo fra memoria e contemporaneità, materia e dimensione interiore

– La personale dell’artista mondragonese tra gli appuntamenti più suggestivi de “La Notte di Lucilio – Vivere la città”: opere contemporanee e collezioni permanenti si sono incontrate in un inedito percorso espositivo

Sessa Aurunca (Nota Stampa) Un museo custodisce ciò che il tempo ha consegnato alla memoria; l’arte contemporanea, al contrario, interroga spesso ciò che ancora non possiede una forma definitiva. Dall’incontro fra queste due dimensioni è nato uno dei momenti più suggestivi de “La Notte di Lucilio – Vivere la città”, che il 22 agosto ha animato Sessa Aurunca attraverso un articolato programma di iniziative.

A conquistare l’attenzione del pubblico è stata la mostra personale dell’artista mondragonese Marinella Pompeo, intitolata “L’Incanto e il Peso: le vibrazioni dell’inconscio”, conclusasi con un significativo riscontro di visitatori e apprezzamenti.

Ad accogliere l’esposizione è stata un’ala del Museo Diocesano Diffuso Diamare, spazio di particolare fascino che ha offerto alle opere una cornice tutt’altro che neutrale.

Proprio il rapporto fra luogo e creazione contemporanea ha rappresentato uno degli elementi più interessanti dell’allestimento.

Da una parte le collezioni permanenti, con il loro patrimonio storico e la stratificazione della memoria; dall’altra il linguaggio di un’artista che cerca nella materia, nella forma e nella tensione cromatica gli strumenti attraverso i quali dare consistenza a ciò che normalmente rimane invisibile.

Ne è scaturito un contrasto soltanto apparente.

Le opere di Marinella Pompeo, inserite all’interno di un ambiente profondamente segnato dalla storia, hanno costruito con ciò che le circondava una relazione capace di procedere per consonanze e differenze.

Antico e contemporaneo non si sono contesi lo spazio.

Hanno finito, piuttosto, per interrogarsi reciprocamente.

È proprio all’interno di questa relazione che il titolo “L’Incanto e il Peso” acquista una particolare efficacia.

Due parole apparentemente distanti: la prima rimanda allo stupore, alla leggerezza della fascinazione, alla capacità dell’arte di condurre lo sguardo oltre l’immediatamente visibile; la seconda richiama invece la materia, la gravità dell’esperienza, ciò che l’esistenza deposita dentro l’individuo.

Tra questi due estremi si sviluppa la ricerca dell’artista.

La personale ha infatti restituito al pubblico una fase di trasformazione del suo percorso creativo, quasi un “cambio di pelle” maturato attraverso un confronto più profondo con la dimensione inconscia.

Vibrazioni interiori che non rimangono confinate nell’intimità, ma cercano una traduzione visiva.

L’opera diventa allora il luogo nel quale l’impulso incontra la materia e ciò che non possiede ancora parole acquista forma, movimento ed energia.

Una ricerca che si inserisce nel percorso maturato negli anni da Marinella Pompeo, conosciuta anche oltre i confini del territorio casertano attraverso numerose esposizioni e riconoscimenti, con lavori entrati in collezioni pubbliche e private.

La mostra di Sessa Aurunca ha consentito di osservare questa esperienza da una prospettiva particolare.

Collocare l’arte contemporanea dentro un museo diocesano significa infatti accettare il confronto con una delle domande più antiche poste dall’uomo all’immagine: la possibilità di rappresentare ciò che appartiene alla dimensione interiore.

Cambiano le epoche, mutano tecniche e linguaggi, ma rimane la necessità di dare una figura a emozioni, inquietudini, speranze e zone inesplorate della coscienza.

In questo senso la scelta del Museo Diocesano Diffuso Diamare non ha costituito semplicemente una soluzione espositiva.

È diventata parte stessa della mostra.

Il fascino degli ambienti, ancora poco conosciuti persino da una parte della comunità locale, ha contribuito a restituire alle opere quell’alone di mistero che accompagna la creazione quando rinuncia alla spiegazione immediata e invita invece lo spettatore a sostare.

Un risultato reso possibile anche dalla collaborazione sviluppata attorno alla manifestazione.

“La Notte di Lucilio – Vivere la città” ha ricevuto il patrocinio del Comune di Sessa Aurunca, mentre l’associazione Asso Lucilio ha curato l’organizzazione degli eventi collaterali e della personale di Marinella Pompeo.

Una sinergia che ha permesso di utilizzare l’arte anche come strumento di riscoperta urbana.

Portare visitatori all’interno di uno spazio museale poco frequentato significa infatti ottenere un duplice risultato: offrire visibilità alla produzione contemporanea e, contemporaneamente, riportare l’attenzione su un patrimonio già esistente che attende di essere maggiormente conosciuto.

È una delle possibilità più interessanti offerte dagli eventi culturali quando riescono a superare la dimensione dell’intrattenimento.

Una città non valorizza la propria storia semplicemente custodendola.

Deve permettere che venga attraversata, osservata nuovamente e, qualche volta, persino provocata da linguaggi differenti.

A Sessa Aurunca, per una sera, le opere contemporanee di Marinella Pompeo sono entrate in una casa abitata dalla memoria.

L’incanto è nato proprio lì: non dalla cancellazione del peso della storia, ma dalla capacità dell’arte di sostenerlo e trasformarlo in un nuovo sguardo.