Sessa Aurunca (Redazione) – Attimi di forte apprensione si sono vissuti nel pomeriggio di sabato 6 giugno presso la stazione ferroviaria di Sessa Aurunca, dove il tempestivo intervento dei Carabinieri ha consentito di soccorrere una giovane donna in grave stato di difficoltà, evitando conseguenze ben più drammatiche.
La segnalazione è giunta ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sessa Aurunca, allertati per la presenza di una ragazza con una ferita da taglio al polso sinistro all’interno dello scalo ferroviario.
Ricevuta la richiesta di aiuto, la pattuglia si è immediatamente portata sul posto, avviando una rapida ricerca all’interno della struttura. Dopo pochi minuti i Carabinieri hanno individuato la giovane in uno dei locali della stazione, ferita e bisognosa di immediata assistenza.
La ragazza, una ventisettenne originaria della provincia di Como, secondo quanto successivamente ricostruito si sarebbe procurata la lesione in un momento di profondo disagio personale.
I militari dell’Arma hanno prestato i primi soccorsi, mantenendola costantemente sotto controllo e attivando contestualmente la macchina dei soccorsi attraverso la centrale operativa.
Particolarmente importante si è rivelata la capacità dei Carabinieri di instaurare un dialogo con la giovane e di assisterla nei delicati minuti che hanno preceduto l’arrivo del personale sanitario.
Poco dopo sul posto sono giunti gli operatori del 118 che, dopo le prime cure, hanno disposto il trasferimento della donna presso l’ospedale “San Rocco” di Sessa Aurunca per gli accertamenti clinici e il necessario percorso assistenziale.
Grazie alla rapidità dell’intervento e all’efficace coordinamento tra le forze dell’ordine e il personale medico, la vicenda si è conclusa senza conseguenze irreparabili.
L’episodio mette in luce ancora una volta il valore di una presenza costante sul territorio da parte delle istituzioni e l’importanza di un sistema di soccorso capace di intervenire con tempestività anche nelle situazioni più delicate e umanamente complesse.
Dietro l’efficienza operativa emerge infatti una dimensione spesso meno visibile ma altrettanto preziosa: quella dell’ascolto, dell’attenzione verso la fragilità e della capacità di offrire sostegno a chi attraversa un momento di profonda sofferenza.

