Stadio del nuoto di Caserta, sfrattati i campioni: «Presto i lavori»

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Caserta (Lorenzo Torre) – Non è solo una piscina chiusa, è un intero movimento che rischia di fermarsi. Lo ‘Stadio del Nuoto’ di Caserta, chiuso da circa un anno per la mancanza del certificato antincendio, è diventato il simbolo di una difficoltà che colpisce sport, sociale e territorio.

Negli ultimi anni l’impianto era riuscito a trasformarsi in qualcosa di più di un semplice centro sportivo: un punto di riferimento capace di attrarre atleti da tutta Italia, fino a diventare un caso di “emigrazione al contrario”. A Caserta si allenavano nuotatori di livello internazionale, tra cui anche un campione europeo, grazie al lavoro della Time Limit, l’associazione guidata dal tecnico Andrea Sabino, che segue circa 80 atleti di tutte le età.

Oggi, però, quel progetto si è fermato. La chiusura della struttura, di proprietà della Provincia, ha costretto atleti e staff a reinventarsi, tra allenamenti itineranti e continui spostamenti. Si nuota a Napoli, alla Scandone, quando possibile nella vasca da 50 metri, oppure in altre piscine tra Piedimonte Matese e San Nicola la Strada. Un’organizzazione complicata, che incide sulla qualità del lavoro e sulla crescita degli atleti.

A pagare il prezzo più alto non sono solo i professionisti. Lo stop dell’impianto ha un impatto diretto anche su centinaia di cittadini e famiglie, costrette a spostarsi fuori città con costi e disagi spesso insostenibili. In particolare per i ragazzi con disabilità, molti dei quali avevano trovato nello stadio del nuoto un ambiente strutturato, con spazi e istruttori dedicati.

Eppure, fino a pochi anni fa, Caserta era diventata un punto di riferimento del nuoto italiano. Atleti come Simone Stefanì, campione europeo in vasca corta, avevano scelto proprio questo territorio per crescere sportivamente, così come nomi importanti come Stefano Ballo, Alex Di Giorgio e Arianna Castiglioni. Un percorso che aveva portato diversi atleti anche nei gruppi sportivi delle forze dell’ordine, garantendo loro prospettive concrete per il futuro.

«Oggi perdiamo colpi», è l’amara constatazione del tecnico Sabino, che racconta di un progetto di alto livello ormai bloccato. Le difficoltà quotidiane sono tante, tra allenamenti non continuativi e strutture non sempre adeguate. E il rischio è quello di perdere definitivamente attrattività.

Non a caso, lo stesso Sabino ha ricevuto anche offerte dall’estero, come quella della nazionale di nuoto dell’Azerbaijan, scelta però rifiutata per continuare a lavorare sul territorio. Una decisione che oggi pesa ancora di più, alla luce delle difficoltà.

Da qui l’appello alla Provincia: avviare al più presto i lavori necessari e, soprattutto, definire un cronoprogramma chiaro. Perché il tempo, in questo caso, non è un dettaglio.

Lasciare fermo lo stadio del nuoto significa fermare un sistema che ha fatto crescere atleti, ma anche persone e Caserta, oggi, rischia di perdere molto più di una piscina.

© Photocredit pagina Facebook Stadio del Nuoto di Caserta