Sul palco dell’inclusione: Vitulazio e La Courneuve unite dal teatro, dalla cultura e dai valori della libertà. Due serate indimenticabili all’Auditorium

Tempo di lettura: 6 minuti

Vitulazio (Carlo Pascarella) – Quando la cultura riesce a trasformarsi in incontro, quando il teatro diventa linguaggio universale e quando una comunità riscopre il valore delle proprie relazioni internazionali, il risultato va ben oltre il successo di uno spettacolo. È accaduto a Vitulazio, dove due serate straordinariamente partecipate hanno restituito centralità a un progetto che parla di dialogo, inclusione e crescita collettiva. Sul palco dell’Auditorium “Giovanni Paolo II” non è andata in scena soltanto l’opera Ladies Football Club di Stefano Massini: si è materializzata una visione di comunità aperta al confronto, capace di guardare oltre i propri confini e di riconoscere nella cultura uno dei più efficaci strumenti di coesione sociale.

L’iniziativa, promossa dal Comitato Gemellaggi con il patrocinio del Comune di Vitulazio, ha registrato un importante consenso di pubblico, confermando la vitalità di un percorso che negli ultimi mesi sta riportando il sodalizio cittadino al centro della vita culturale del territorio dopo un lungo periodo di sostanziale inattività. Al centro di tutto lo scambio culturale continuo con la magnifica cittadina transalpina La Corneuve.

A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la collaborazione tra la compagnia francese Les Enfants du Paradis, il Gruppo Teatrale Vitulaccio ’89 guidato da Vittorio Aurilio e VitulArte guidata da Angela Emanuele. Un incontro artistico che ha saputo tradurre concretamente lo spirito del gemellaggio attraverso il linguaggio della scena e della condivisione culturale.

L’opera di Stefano Massini, dedicata alle battaglie per l’emancipazione femminile e alla conquista dei diritti civili, ha coinvolto il pubblico con una narrazione intensa e moderna, capace di stimolare riflessioni profonde sulla libertà, sulla dignità e sulla partecipazione democratica.

Particolarmente apprezzata è stata la prova scenica delle tre attrici professioniste della compagnia francese Les Enfants du Paradis, protagoniste di un’interpretazione intensa, raffinata e ricca di sfumature emotive. Con autorevolezza espressiva e notevole sensibilità artistica hanno restituito al pubblico tutta la forza della vicenda raccontata da Ladies Football Club, opera che ripercorre la nascita di una squadra femminile di calcio nell’Inghilterra dei primi del Novecento, trasformando lo sport in simbolo di emancipazione, riscatto sociale e conquista della dignità femminile.

Attraverso dialoghi incisivi e una presenza scenica di grande efficacia, le interpreti francesi hanno saputo dare voce a donne determinate a sfidare pregiudizi, discriminazioni e rigide convenzioni culturali, trasmettendo un messaggio che conserva ancora oggi una straordinaria attualità. L’inclusione, il riconoscimento delle pari opportunità e il diritto di ciascuno a realizzare le proprie aspirazioni hanno costituito il filo conduttore dell’intera rappresentazione, suscitando nel pubblico momenti di autentica partecipazione emotiva.

Non meno significativa è stata la prestazione offerta dalle attrici e dagli attori delle compagnie locali Vitulaccio ’89 e VitulArte che, pur avendo avuto a disposizione un periodo relativamente breve per la preparazione dello spettacolo, hanno affrontato la sfida con entusiasmo, disciplina e ammirevole dedizione. Grande la prova delle attrici locali. La loro presenza ha contribuito a rendere ancora più efficace il dialogo artistico tra le diverse realtà coinvolte, offrendo una testimonianza concreta di collaborazione culturale e integrazione tra esperienze differenti.

Gli applausi che hanno accompagnato numerosi passaggi della rappresentazione e salutato il cast al termine delle due serate hanno testimoniato il gradimento del pubblico per una proposta teatrale capace di coniugare qualità artistica, riflessione civile e valore educativo. Un successo condiviso che ha premiato tanto le interpreti francesi quanto le compagnie vitulatine, protagoniste di un percorso che ha saputo trasformare il palcoscenico in uno spazio di incontro, dialogo e crescita collettiva.

Dietro il successo dell’iniziativa emerge il lavoro svolto dal Comitato Gemellaggi, guidato magistralmente dal presidente Alessandro Scialdone, dalla vicepresidente Maria Rosaria Pinto, dal segretario Pietro Ciccarelli e dal coordinatore Antonio Di Rubba.U

Con loro altri attivissimi membri del Comitato: Sabina Di Rubba, Luca Antropoli, Maria Altieri e Alessandra Rotella.

Un gruppo che ha saputo restituire nuova energia a una realtà associativa che per circa cinque anni era rimasta sostanzialmente ferma e che oggi torna a rappresentare uno dei principali strumenti di dialogo internazionale e promozione culturale della comunità.

Particolarmente apprezzato è stato il contributo di Maria Rosaria Pinto, protagonista della conduzione della seconda serata e figura da sempre impegnata nel mondo della scuola, della formazione, del sindacato e del sociale. Nel suo intervento ha ribadito la necessità di promuovere percorsi sempre più inclusivi e partecipativi.

«Vogliamo continuare a costruire iniziative che mettano al centro il rispetto, l’accoglienza, la solidarietà e la valorizzazione delle differenze. Il gemellaggio rappresenta una straordinaria occasione di crescita culturale e umana per l’intera comunità», ha affermato Pinto.

La vicepresidente ha inoltre evidenziato la volontà del Comitato di sviluppare ulteriori progetti rivolti alle giovani generazioni, alla scuola e alle tematiche sociali, affinché il gemellaggio possa diventare sempre più uno strumento concreto di educazione alla cittadinanza europea e alla convivenza civile.

La serata conclusiva è stata impreziosita dalla premiazione del concorso “Rispetto e Libertà… per una Comunità che accoglie”, dedicato agli studenti e focalizzato sui temi del bullismo, del cyberbullismo e della violenza sulle donne. Un’iniziativa che ha coinvolto il mondo scolastico in una riflessione concreta sul valore del rispetto reciproco, dell’inclusione e della responsabilità sociale.

Nel corso della manifestazione sono stati consegnati riconoscimenti al sindaco Antonio Scialdone, alla dirigente scolastica Rossella Migliore e al parroco, don Valerio Lucca, protagonisti di un costante impegno educativo e sociale al servizio della comunità.

Significativo l’intervento istituzionale del primo cittadino, presente in entrambe le serate insieme a diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale. Nella prima serata era accompagnato dal vicesindaco Antimo Scialdone e dall’assessore Antonella Ciriello, a testimonianza dell’attenzione che l’intera amministrazione continua a riservare alle iniziative culturali e ai progetti di respiro internazionale promossi sul territorio.

Nel suo intervento il primo cittadino Antonio Scialdone ha evidenziato il valore strategico del progetto di gemellaggio e il significato delle relazioni costruite nel corso degli anni con la città francese di La Courneuve, comune dell’area metropolitana di Parigi ufficialmente gemellato con Vitulazio.

«Vitulazio deve continuare a essere una comunità inclusiva, aperta al confronto e capace di dialogare con realtà differenti. Sapere che a La Courneuve esiste una strada intitolata a Vitulazio rappresenta per tutti noi motivo di autentico orgoglio», ha dichiarato Scialdone.

Il primo cittadino ha inoltre ricordato come il legame con La Courneuve costituisca uno dei simboli più significativi della vocazione europea della comunità vitulatina e come il rilancio delle attività del Comitato rappresenti oggi una preziosa opportunità per rafforzare ulteriormente rapporti di amicizia, collaborazione e scambio culturale costruiti nel tempo.

Parole che hanno richiamato il significato più profondo dell’intera manifestazione: rafforzare legami che superano le distanze geografiche e alimentano una comune identità europea fondata sulla conoscenza reciproca, sul rispetto e sulla solidarietà.

Al termine dell’iniziativa, il Comitato Gemellaggi di Vitulazio ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita del progetto teatrale internazionale. Un riconoscimento particolare è stato riservato alle partecipanti delle compagnie teatrali locali che, con entusiasmo, impegno e passione, hanno condiviso il palco con le artiste francesi: Mayka Catone, Loredana Fusco, Loredana Nigro, Sara Taddeo, Angela Emanuele, Caterina Altieri, Maria Sole Gentile, Elisa Magliocchetti, Chiara Di Rubba, Nicoleta Salvati e Ilaria Sannino. Un ringraziamento speciale è stato inoltre rivolto alla compagnia teatrale francese Les Enfants du Paradis di La Courneuve, protagonista della rappresentazione, composta da Géraldine, regista; Pauline e Jasmine, attrici; Fanny, collaboratrice artistica; Emma, responsabile della produzione; e Artur, tecnico. Il Comitato ha inoltre espresso profonda gratitudine alle dottoresse Raffaelina Brogna e Sofia Di Lillo, per il prezioso lavoro svolto nel favorire il dialogo e lo scambio culturale tra le delegazioni. Un ringraziamento è stato rivolto anche al tecnico Gianfranco Di Lillo e a Gianpiero Di Rubba, responsabile del Centro Parrocchiale. Un pensiero di particolare riconoscenza è stato infine dedicato alla signora Antonia e al marito Claudio, che con grande disponibilità hanno garantito l’apertura dell’Auditorium del Centro Parrocchiale anche in orari particolarmente impegnativi, contribuendo in maniera concreta alla perfetta riuscita dell’evento.

Le due serate hanno restituito alla comunità molto più di una rappresentazione teatrale. Hanno offerto un esempio concreto di come scuola, associazionismo, istituzioni, volontariato e cultura possano procedere nella stessa direzione, costruendo opportunità di crescita, partecipazione e consapevolezza.

Iniziative come questa ricordano che il futuro delle comunità nasce dalla capacità di incontrarsi, ascoltarsi e riconoscersi reciprocamente. È forse questa l’eredità più preziosa lasciata dal sipario appena calato: la consapevolezza che ogni ponte costruito tra persone, generazioni e popoli rappresenta un investimento sulla civiltà. E che la cultura, quando riesce a parlare il linguaggio dell’inclusione e della libertà, continua a illuminare il cammino di una comunità anche molto tempo dopo l’ultimo applauso.

A Vitulazio, per due sere, il teatro non ha semplicemente raccontato una storia: ha dimostrato che l’arte può ancora abbattere muri, avvicinare popoli e trasformare un gemellaggio in una concreta esperienza di cittadinanza europea. Un messaggio potente che da Vitulazio arriva fino a La Courneuve, confermando come i valori della libertà, della dignità e del rispetto non conoscano confini.