Caserta (Rosanna Girella) – Nella Terra dei Fuochi, tra le province di Caserta e Napoli, il Governo e le istituzioni hanno rafforzato il piano di contrasto ai reati ambientali attraverso nuovi finanziamenti, sistemi di videosorveglianza, pattugliamenti e controlli coordinati. L’obiettivo è ridurre gli sversamenti illeciti e i roghi di rifiuti che da anni compromettono il territorio. Resta però una domanda aperta: queste misure saranno sufficienti a fermare definitivamente il fenomeno o sarà necessario fare ancora di più?
La lotta ai reati ambientali entra così in una nuova fase. Per il 2026 il Ministero dell’Interno ha destinato 2 milioni di euro ai Comuni della Terra dei Fuochi, di cui 760 mila euro ai 34 comuni della provincia di Caserta. Le risorse saranno impiegate per potenziare i sistemi di videosorveglianza, assumere personale a tempo determinato e rafforzare il controllo del territorio.
Accanto agli investimenti economici cresce anche il coordinamento tra Prefetture, Forze dell’ordine, Carabinieri Forestali, ARPAC ed Esercito. Secondo la relazione del Commissario Unico per le Bonifiche, il nuovo modello operativo prevede controlli continuativi, una control room dedicata, l’impiego di droni, fototrappole, telecamere con lettura delle targhe e un sistema di monitoraggio capace di consentire interventi più rapidi nelle aree considerate maggiormente a rischio.
I risultati dei primi mesi del 2026 evidenziano un’intensa attività sul territorio. Sono stati effettuati migliaia di servizi di pattugliamento, controllati oltre 21 mila veicoli, sequestrati numerosi siti produttivi e denunciate centinaia di persone per violazioni ambientali. Dati che testimoniano un’azione di contrasto significativamente più incisiva rispetto agli anni precedenti.
Le istituzioni sottolineano anche un altro elemento incoraggiante: grazie al nuovo sistema di controllo, il numero dei roghi è diminuito rispetto al passato. Tuttavia, la Prefettura di Caserta evidenzia come il fenomeno non sia stato ancora definitivamente debellato e come resti fondamentale mantenere alta l’attenzione, puntando anche sulla collaborazione dei cittadini, chiamati a segnalare tempestivamente l’abbandono di rifiuti nelle campagne e nelle aree periferiche.
La vera sfida, dunque, non consiste soltanto nell’aumentare i controlli, ma nel renderli efficaci e costanti nel lungo periodo. Gli esperti sottolineano che la repressione deve essere accompagnata da una prevenzione continua, da una rapida rimozione dei rifiuti abbandonati e da un monitoraggio permanente del territorio. Solo in questo modo sarà possibile impedire che nuove discariche abusive prendano il posto di quelle già eliminate.
La Terra dei Fuochi continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali del Paese. I progressi registrati negli ultimi mesi testimoniano un rinnovato impegno delle istituzioni, ma il successo dell’azione dipenderà dalla continuità degli interventi e dalla capacità di impedire che il fenomeno si ripresenti. Per il Casertano la sfida è trasformare le misure straordinarie in una presenza stabile dello Stato, affinché la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della sicurezza diventino finalmente una realtà concreta e duratura.

