Terra dei Fuochi, svolta per le bonifiche tra Caserta e Napoli: il Governo stanzia 200 milioni di euro

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– Il decreto Ambiente-bis approvato dal Consiglio dei ministri rafforza il piano di risanamento dei territori segnati per decenni da sversamenti e smaltimenti illeciti: le nuove risorse dovranno essere trasformate in interventi sui siti contaminati

– Al centro della fase operativa il commissario governativo Giuseppe Vadalà: alla bonifica dovranno affiancarsi prevenzione, controlli e contrasto agli abbandoni di rifiuti per restituire sicurezza ambientale alle comunità delle province di Caserta e Napoli

Caserta (Redazione) – Duecento milioni di euro per affrontare una ferita ambientale che attraversa da decenni una vasta porzione delle province di Caserta e Napoli. Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo stanziamento destinato alle bonifiche della Terra dei Fuochi, inserito nel decreto Ambiente-bis e concepito per imprimere un’accelerazione agli interventi di risanamento delle aree contaminate.

La consistenza delle risorse colloca il provvedimento tra gli interventi finanziari più rilevanti messi in campo per il recupero ambientale di un territorio divenuto, nel corso degli anni, simbolo delle conseguenze prodotte dallo smaltimento illecito dei rifiuti.

La sfida decisiva si sposta adesso dalla disponibilità economica alla capacità di tradurre lo stanziamento in cantieri, caratterizzazioni, messe in sicurezza e bonifiche effettivamente realizzate.

La Terra dei Fuochi comprende infatti un’area vasta e complessa nella quale il risanamento non può essere ricondotto a un’unica operazione. Il quadro normativo assegna al commissario governativo compiti che comprendono la ricognizione degli interventi già effettuati e programmati, le indagini ambientali, le attività di caratterizzazione, la messa in sicurezza e la bonifica, insieme al monitoraggio ambientale e sanitario.

Una funzione centrale è affidata al commissario di Governo Giuseppe Vadalà, chiamato a coordinare una missione nella quale disponibilità delle risorse, individuazione delle priorità e capacità amministrativa dovranno procedere congiuntamente.

Il precedente impianto normativo ha previsto anche relazioni periodiche sulle attività svolte e sulle eventuali criticità, introducendo strumenti di monitoraggio dell’avanzamento degli interventi.

Il nuovo stanziamento interviene inoltre in un percorso che negli ultimi anni ha visto affiancare alle bonifiche misure rivolte alla rimozione dei rifiuti abbandonati, alla prevenzione e alla repressione degli illeciti ambientali. Nel 2025 erano già stati destinati 15 milioni alle attività di competenza del commissario, compresa la rimozione dei rifiuti abbandonati in superficie, mentre ulteriori risorse erano state previste per specifici interventi nei territori di Napoli e Caivano.

I 200 milioni annunciati con il nuovo provvedimento modificano sensibilmente la dimensione finanziaria dell’azione di risanamento.

Rimane tuttavia essenziale definire con precisione dove e come intervenire. Individuazione puntuale dei siti, priorità fondate sul livello di rischio, procedure amministrative efficienti e cronoprogrammi verificabili rappresentano passaggi indispensabili affinché le risorse disponibili producano effetti concretamente misurabili.

Bonificare, inoltre, costituisce soltanto una parte della risposta.

Senza un’attività parallela di prevenzione, sorveglianza e repressione degli sversamenti illegali, il rischio è quello di intervenire sulle conseguenze senza interrompere definitivamente le condotte che le producono. Il nuovo quadro di interventi contempla anche il rafforzamento della videosorveglianza nelle aree interessate.

Per Caserta e Napoli il provvedimento assume quindi un valore che supera la dimensione puramente ambientale. Il recupero delle aree compromesse incide sulla qualità della vita, sulla percezione di sicurezza delle comunità, sulle attività agricole e produttive e sulla possibilità di restituire porzioni di territorio a un utilizzo ordinario.

Dopo anni nei quali l’espressione “Terra dei Fuochi” ha finito per identificare all’esterno un’intera area geografica attraverso la sua emergenza più dolorosa, l’obiettivo non può che essere quello di trasformare progressivamente quei territori da luoghi da risanare in spazi nuovamente fruibili dalle comunità.

Sul provvedimento è intervenuto anche il presidente della Commissione anticamorra, beni confiscati e Terra dei Fuochi del Consiglio regionale della Campania Vincenzo Santangelo, che ha definito i 200 milioni uno stanziamento di straordinaria rilevanza, sottolineando soprattutto la necessità che le risorse si traducano rapidamente in interventi concreti. Vincenzo Santangelo ha richiamato l’esigenza di tempi certi, procedure rapide, individuazione puntuale dei siti e un cronoprogramma chiaro delle bonifiche.

È precisamente questo il passaggio sul quale si misurerà l’efficacia della nuova fase. Dopo gli stanziamenti dovranno arrivare gli interventi, dopo le programmazioni i cantieri, dopo decenni di emergenza risultati riconoscibili sul territorio.

Duecento milioni rappresentano una disponibilità finanziaria considerevole. Il vero traguardo, però, sarà poter misurare quella cifra non più soltanto in euro stanziati, ma in ettari risanati, rifiuti rimossi, siti messi in sicurezza e territori finalmente restituiti alle comunità.