Traffico illecito di rifiuti speciali tra Campania e Puglia: gli scarti abbandonati tra uliveti e vigneti. Sei arresti e provvedimenti per altri 13

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Caserta (Redazione) – Traffico illecito di rifiuti tra Campania e Puglia al centro delle indagini, coordinate dalla Dda di Bari, dei carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza di Napoli. Sono 19 le misure cautelari spiccate nei confronti di persone residenti tra Caserta, Napoli, Benevento, Bari, Roma, Latina e Foggia.

L’inchiesta ha svelato una sorta di ‘filiera’ ben organizzata e capace di smaltire rifiuti speciali grazie a documentazioni false su cui erano indicati siti di smaltimento inesistenti. Uno stratagemma per consentire il trasporto dei materiali di scarto. Questi rifiuti finivano poi in cave in disuso oppure in aree agricole e capannoni nelle zone delle province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Napoli e Frosinone mettendo a rischio la salute dei cittadini.

Gli investigatori hanno scoperto che i rifiuti venivano sversati anche in aree organizzate a uliveti e vitigni. Vere e proprie discariche a cielo aperto. Le attività illecite sono state registrate negli ultimi tre anni. Sono 19 le persone coinvolte: in 6 sono finite agli arresti domiciliari, per 7 è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria mentre altri 6 sono stati interdetti per un anno dall’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Accertato lo smaltimento di rifiuti speciali, come scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di Rsu da impianti di trattamento e recupero delle province di Roma, Napoli, Caserta, Brindisi e Salerno. Un’attività che avrebbe permesso agli indagati un guadagno di oltre 2,5 milioni di euro raggirando le corrette procedure di gestione dei rifiuti previste dalla legge.

Eseguito anche un sequestro di beni del valore dell’illecito profitto ottenuto. Nel mirino 10 aziende produttrici di rifiuti, 60 automezzi, oltre a diversi beni mobili e immobili. Diversi gli automezzi colmi di rifiuti urbani indifferenziati provenienti da impianti dalle province di Napoli, Salerno e Caserta che ripetutamente avrebbero sversato il carico nelle campagne pugliesi tra Cerignola, San Severo, Lucera, oltre che in aree dell’Alto e del Basso Tavoliere.