Caserta, domani Vincenzo Salemme alla Reggia: «…e fuori nevica!» celebra cinquant’anni di teatro

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– Giovedì 17 settembre alle 21 l’attore, autore e regista napoletano approda nella monumentale cornice borbonica con una delle commedie simbolo della sua carriera, scelta per suggellare mezzo secolo vissuto sul palcoscenico

– Un nuovo cast e una rinnovata regia restituiscono al pubblico la storia dei fratelli Righi. L’appuntamento casertano porta anche la firma organizzativa di Ventidieci, realtà di primo piano nel panorama nazionale dello spettacolo dal vivo

Caserta (Carlo Pascarella) – Il conto alla rovescia è ormai terminato. Domani sera, giovedì 17 settembre, alle ore 21, la Reggia di Caserta accoglierà Vincenzo Salemme per uno degli appuntamenti più attesi della stagione degli spettacoli in Terra di Lavoro.

Nella monumentale cornice borbonica arriverà «…e fuori nevica!», la commedia scelta dall’attore, autore e regista napoletano per celebrare cinquant’anni di teatro e, insieme, ripercorrere idealmente una storia artistica cominciata nel 1976 e attraversata da palcoscenico, cinema e televisione.

Non una semplice riproposizione, dunque, ma un ritorno alle origini capace di assumere il valore di un bilancio artistico ed esistenziale. Il progetto porta significativamente il titolo «Lo spettacolo della mia vita – 50 anni di teatro in …e fuori nevica!» e riconsegna al pubblico uno dei testi più conosciuti e amati del repertorio di Salemme, scritto nel 1994 e oggi presentato attraverso una nuova regia e un nuovo cast.

Accanto a Salemme saranno in scena Andrea Di Maria, Antonio Guerriero e Stefano Sarcinelli, chiamati a infondere nuova linfa a una macchina teatrale nella quale il ritmo serrato della commedia incontra continuamente la dimensione più intima e vulnerabile dell’essere umano.

La vicenda ruota attorno ai fratelli Righi: Cico, Stefano ed Enzo. Dopo la morte della madre, i tre si ritrovano nella casa di famiglia per fare i conti con le ultime volontà della donna. L’eredità, tuttavia, impone una condizione: dovranno restare insieme e prendersi cura l’uno dell’altro.

È da questa convivenza obbligata che prende forma il meccanismo della commedia. Equivoci, contrasti e situazioni irresistibilmente comiche diventano progressivamente lo specchio di qualcosa di più profondo: la solitudine, le incomprensioni familiari, il desiderio di libertà, il rapporto con il denaro e, soprattutto, quel bisogno universale di sentirsi accolti e amati.

Al centro rimane Cico, personaggio fragile, imprevedibile e fuori dagli schemi, attraverso il quale Salemme interroga il concetto stesso di normalità. La sua diversità finisce per mettere a nudo le contraddizioni di chi gli sta intorno, rovesciando prospettive e apparenti certezze.

La risata, allora, non rappresenta soltanto evasione. Diventa un linguaggio attraverso il quale osservare le debolezze dell’uomo, secondo quella cifra che accompagna da decenni il teatro di Salemme: comicità popolare, paradosso e battuta convivono con una vena malinconica, mentre la famiglia resta luogo di conflitti e incomprensioni, ma anche approdo al quale, inevitabilmente, si finisce per tornare.

L’appuntamento di domani assume un significato particolare anche perché rappresenta una delle tappe conclusive della tournée estiva celebrativa, partita il 9 luglio da Portici e passata attraverso numerose città italiane, fino all’arrivo nella prestigiosa cornice della Reggia di Caserta.

Il viaggio conduce dunque Salemme in Terra di Lavoro, dove la sua storia artistica verrà simbolicamente racchiusa nella rappresentazione di uno dei lavori che maggiormente ne hanno definito l’identità teatrale.

Alle spalle vi sono cinquant’anni di mestiere e di palcoscenico. Salemme debutta professionalmente nel 1976 con «Ballata e morte di un capitano del popolo» nella compagnia di Tato Russo. Dal 1978 al 1984 entra nella compagnia di Eduardo De Filippo, esperienza destinata a incidere profondamente sulla sua formazione artistica.

Successivamente lavora con Carlo Cecchi e Luca De Filippo, mentre dal 1986 comincia con continuità a scrivere, dirigere e interpretare le proprie commedie. Nel 1996 fonda la compagnia Chi è di scena, costruendo negli anni un repertorio nel quale titoli come «Premiata Pasticceria Bellavista» e «…e fuori nevica!» sono entrati stabilmente nell’immaginario della commedia contemporanea.

Poi il cinema, con opere quali «L’amico del cuore», «Amore a prima vista», «A ruota libera», «Cose da pazzi» e «SMS – Sotto mentite spoglie», senza dimenticare le esperienze televisive e un legame mai interrotto con la grande tradizione teatrale napoletana.

A sostenere un appuntamento di tale portata vi è anche una macchina organizzativa di consolidata esperienza. Lo spettacolo è prodotto da Chi è di scena e porta con sé l’impronta di Ventidieci, realtà guidata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno, che negli anni ha saputo ritagliarsi un ruolo di rilievo nel panorama nazionale della musica e dello spettacolo dal vivo.

Una struttura capace di coniugare competenza, visione e attenzione alla qualità delle produzioni, contribuendo a condurre artisti e progetti prestigiosi in alcuni tra i luoghi più suggestivi d’Italia. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma determinante affinché la forza dell’arte possa incontrare il pubblico attraverso eventi costruiti con professionalità e cura.

A Ventidieci si affianca Stefano Francioni Produzioni, per Stefano Francioni, completando una macchina organizzativa di grande esperienza che accompagna Salemme in questo viaggio celebrativo attraverso mezzo secolo di teatro.

La scelta della Reggia di Caserta amplifica ulteriormente la suggestione dell’appuntamento. La forza di un’opera entrata nell’immaginario collettivo incontra la magnificenza del complesso vanvitelliano, in un dialogo tra spettacolo e patrimonio capace di trasformare la rappresentazione in un evento culturale che supera i confini della sola serata teatrale.

Domani, però, tutto tornerà infine alla dimensione più autentica di quest’arte: un attore, il palcoscenico e il pubblico.

Sotto il cielo della Reggia, «…e fuori nevica!» diventerà così qualcosa di più di una commedia riproposta a distanza di oltre trent’anni. Sarà la memoria di mezzo secolo affidata ancora una volta alla forza irripetibile del teatro.

Perché cinquant’anni dopo il primo ingresso sulla scena, Vincenzo Salemme continua a scegliere la risata non per sottrarsi alla realtà, ma per penetrarla con maggiore leggerezza. E forse risiede proprio qui il segreto della sua lunga storia artistica: far ridere il pubblico abbastanza da concedergli, subito dopo, il tempo di pensare.