Vitulazio (di Carlo Pascarella) – La commozione dell’arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, don Pietro Lagnese, che proprio a Vitulazio ha esercitato per anni il suo ministero pastorale, lasciando un’impronta profonda prima di essere chiamato alla guida dell’arcidiocesi; la parola ferma, ispirata e lungimirante del sindaco Antonio Scialdone; le lacrime autentiche del luogotenente dei Carabinieri con carica speciale Crescenzo Iannarella, nel suo intenso e sofferto discorso di congedo da Vitulazio. È in questo intreccio di emozioni e significati che si è dischiusa la solenne giornata di ieri, sabato 11 aprile 2026, culmine delle celebrazioni per il centenario dell’incoronazione di Santa Maria dell’Agnena. Sin dal pomeriggio, una folla numerosa e composta ha attraversato le strade del paese, dirigendosi verso il centro parrocchiale, preparato con cura e restituito a una dimensione di intensa suggestione. Alle 17:30 ha avuto inizio la celebrazione, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, con tutta l’amministrazione comunale al completo. Il sindaco Antonio Scialdone ha preso parte con la fascia blu in rappresentanza della Provincia di Caserta, in qualità di consigliere provinciale, mentre il vicesindaco Antimo Scialdone ha indossato la fascia tricolore, segno del suo ruolo istituzionale di rappresentanza comunale.
Tra i protagonisti della giornata, accanto al parroco don Valerio Lucca e al clero locale, si è distinta la presenza attiva del comitato festeggiamenti in onore di Santa Maria dell’Agnena, guidato dal presidente Umberto Vozza, affiancato dall’associazione carristi Santa Maria dell’Agnena, espressioni concrete di una devozione che si traduce in impegno organizzativo e spirito comunitario.
Il momento di più alta intensità simbolica si è compiuto quando monsignor Lagnese ha rinnovato l’incoronazione della Vergine con il Bambino: un gesto solenne, carico di memoria e significato, che ha riannodato idealmente il filo con l’evento del 1926, restituendolo alla sensibilità contemporanea come segno di continuità e rinnovata appartenenza.
Nell’omelia, il presule ha sviluppato una riflessione profonda sui valori della pace e della fraternità, richiamando la comunità a una responsabilità condivisa in un tempo segnato da fragilità e incertezze. La figura di Santa Maria dell’Agnena è stata evocata come presenza materna capace di unire, orientare e sostenere il cammino collettivo.
Un richiamo significativo è stato rivolto anche al recente evento del 25 marzo in piazza San Pietro, alla presenza di Papa Leone XIV, dove l’incoronazione simbolica ha conferito ulteriore rilievo a una devozione che, pur profondamente radicata nel territorio, si apre a una dimensione universale.
Di particolare rilievo il discorso del sindaco Scialdone, che ha saputo interpretare con profondità il senso della giornata. Il primo cittadino ha dato voce all’emozione collettiva: «Quanta emozione, un cuore che vibra».
Nel cuore del suo intervento, ha definito il centenario come «un momento di grazia, di grande fermento spirituale, sociale e culturale», sottolineando come esso segni «il tempo nuovo della storia della nostra Vitulazio» e indichi «un cammino fatto di unità, speranza e fiducia rinnovata». Parole che hanno assunto un valore programmatico, oltre che celebrativo.
Con lucidità, il sindaco ha poi evidenziato come «ogni vera tradizione non sia mai un semplice ricordo del passato, ma una responsabilità che si rinnova nel presente e si proietta verso il futuro», richiamando la comunità a custodire e rendere viva l’eredità ricevuta.
Non è mancato un riferimento al contesto attuale, segnato da tensioni e difficoltà: «Maria ci richiama all’essenziale», ha affermato, «ci invita a riscoprire il valore della comunità, della solidarietà, del rispetto reciproco». Un passaggio che ha conferito all’intervento una chiara dimensione civile, capace di intrecciarsi con quella spirituale.
Particolarmente significativa l’attenzione rivolta ai giovani, chiamati a raccogliere un’eredità non come peso, ma come risorsa viva da reinterpretare e trasmettere. Il discorso si è concluso con un affidamento collettivo: «Affidiamo a Santa Maria dell’Agnena le nostre vite, le nostre famiglie, le nostre speranze», suggellato dall’invocazione finale: «Viva Maria Santissima dell’Agnena. Viva Vitulazio».
Tra i momenti più toccanti, il saluto del comandante della stazione carabinieri Iannarella, visibilmente provato e in lacrime, che ha annunciato il suo trasferimento a Roma dopo anni di servizio nella comunità vitulatina. Le sue parole, attraversate dall’emozione, hanno suscitato una partecipazione sincera e diffusa: ha parlato di Vitulazio come della sua casa, ha elogiato la comunità per quanto ricevuto, per non essersi mai piegata a logiche di mafiosità e per averlo sostenuto nella lotta contro ogni forma di sopruso e malaffare.
La dimensione artistica ha trovato piena espressione attraverso l’intervento del coro, accompagnato da una raffinata orchestra d’archi diretta dal maestro vitulatino Raffaele Russo. Le armonie, intense e avvolgenti, hanno suggellato il rito con una cifra estetica elevata, contribuendo a rendere ancora più memorabile l’esperienza vissuta.
A suggello di una giornata già intrisa di significato, Vitulazio si è accesa in un ultimo momento di straordinaria suggestione: uno spettacolo di fuochi d’artificio a tempo di musica solenne ha illuminato il cielo del paese, tra lo stupore e gli occhi incantati dei presenti. Le esplosioni coreografate, perfettamente sincronizzate con le melodie, hanno suscitato emozione, applausi e un senso diffuso di meraviglia collettiva, chiudendo la celebrazione in un’atmosfera di autentica partecipazione e stupore condiviso.
In questo scenario di composta grandezza, si inserisce con discrezione ma con incisiva efficacia l’opera pastorale del parroco don Valerio Lucca, guida attenta e instancabile, capace di tenere unita la comunità nel segno della fede e della partecipazione viva.
Le celebrazioni non conoscono ancora conclusione: proseguiranno anche nella giornata odierna, con la sacra immagine di Santa Maria dell’Agnena che verrà portata in processione lungo le strade del paese fino a notte inoltrata, attraversando quartieri e piazze tra preghiere, luci e partecipazione popolare. Un cammino simbolico e reale che rinnova il legame profondo tra la comunità e la sua patrona, trasformando l’intero abitato in un unico grande spazio di devozione e condivisione.
Nel riflesso di questa giornata, Vitulazio si consegna a una consapevolezza più matura: quella di essere comunità viva, capace di custodire la propria storia senza restarne prigioniera e di proiettarsi nel futuro con rinnovata fiducia. Il centenario non segna una conclusione, ma inaugura un tempo nuovo, in cui memoria e speranza si intrecciano sotto lo sguardo vigile e materno di Santa Maria dell’Agnena.
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