Vitulazio (car.pasc) – Debiti rilevanti da governare, contenziosi accumulati nel tempo, servizi essenziali da riportare a standard adeguati a una moderna amministrazione. A Vitulazio la gestione della cosa pubblica ha assunto i tratti di una sfida complessa, affrontata con metodo, equilibrio e forte senso delle istituzioni. In questo contesto emerge la figura di Antonella Ciriello, assessore comunale con deleghe al Contenzioso, Politiche Cimiteriali e Pubblica Illuminazione, interprete di un’azione amministrativa segnata da rigore tecnico e costante attenzione verso la comunità.
Professionista del Foro, presenza autorevole nell’esecutivo cittadino, Ciriello ha saputo tradurre questioni delicate in percorsi di risanamento, trasformando nodi amministrativi in opportunità di rilancio. Il suo operato restituisce l’immagine di una donna delle istituzioni capace di coniugare fermezza decisionale e sensibilità civile.
Assessore Ciriello, al momento del vostro insediamento vi siete trovati davanti a una situazione amministrativa complessa. Quale quadro avete riscontrato e quali priorità vi siete dati?
«Abbiamo rinvenuto una condizione debitoria assai gravosa, prossima ai due milioni di euro. Gran parte delle poste passive riguardava pendenze pregresse: risarcimenti danni, parcelle professionali non liquidate, compensi dovuti a tecnici e consulenti. Si è resa necessaria una ricognizione minuziosa, condotta con metodo e senso di responsabilità».
Una volta definito il quadro generale, quali sono stati i primi interventi messi in campo per ristabilire ordine e stabilità nei conti comunali?
«Dal dovere della chiarezza. Nel primo anno abbiamo provveduto alla liquidazione di circa 150 mila euro di debiti fuori bilancio già maturati. Era un atto imprescindibile per restituire solidità all’ente e riaffermare l’autorevolezza dell’istituzione comunale».
Dopo questo lavoro iniziale, ritiene che oggi il Comune disponga di basi più solide per programmare il futuro?
«Senza esitazione. Il peso delle esposizioni pregresse si va progressivamente riducendo e, soprattutto, questa amministrazione non ha generato nuove situazioni debitorie. Ciò che oggi emerge appartiene al passato, non al presente».
Lei detiene la delega al Contenzioso. In un ente locale quanto conta la prevenzione rispetto alla successiva gestione delle controversie?
«Vale moltissimo. Governare significa prevenire. Ogni omissione amministrativa produce conseguenze che ricadono sulla collettività. Se un incarico viene conferito senza adeguata copertura, il successivo contenzioso diviene quasi inevitabile. E il costo finale grava sempre sui cittadini».
In questo settore siete riusciti anche a conseguire risultati significativi sotto il profilo economico?
«Sì. Attraverso una transazione accuratamente costruita siamo riusciti a definire una controversia onerosa con un risparmio per il Comune di quasi 100 mila euro. È la dimostrazione che studio dei fascicoli e determinazione possono produrre esiti di grande utilità pubblica».
Molte controversie possono nascere anche da criticità urbane. Intervenire sulle infrastrutture significa dunque prevenire nuovi problemi?
«In misura considerevole sì. Diverse richieste di risarcimento derivavano da criticità stradali, cadute o danni connessi a infrastrutture compromesse. Per questa ragione intervenire sulla viabilità e sulle reti significa anche edificare una barriera preventiva contro future liti».
Passando alla pubblica illuminazione, settore essenziale per sicurezza e vivibilità, quale quadro presenta oggi Vitulazio?
«La manutenzione ordinaria viene assicurata con costanza e il pronto intervento opera con tempestività. In caso di guasti o danneggiamenti si interviene celermente. Contestualmente è stato avviato un graduale processo di ammodernamento degli impianti».
L’attenzione dell’amministrazione guarda anche al contenimento dei costi energetici e all’innovazione tecnologica?
«Naturalmente. Dove possibile intendiamo completare il passaggio a sistemi più efficienti e meno onerosi. Abbiamo inoltre rivisitato contratti ormai datati, conseguendo condizioni più vantaggiose per l’ente e quindi per la cittadinanza».
Vi sono zone del territorio comunale che richiedono ancora ulteriori interventi e una particolare attenzione programmatica?
«Soprattutto le zone periferiche. Il centro urbano presenta condizioni soddisfacenti, mentre alcune aree esterne necessitano di un rafforzamento dell’illuminazione, così da garantire maggiore sicurezza e migliore qualità della vita».
Lei segue anche le Politiche Cimiteriali, ambito in cui amministrazione e sensibilità umana spesso si incontrano. Quale situazione avete trovato nei luoghi della memoria cittadina?
«Nel cimitero storico si presentava un quadro di evidente trascuratezza. Ho ritenuto doveroso restituire dignità a quel luogo della memoria, riaprendolo alla comunità e ripristinando la celebrazione della messa del primo novembre, tradizione profondamente sentita e ingiustamente interrotta».
Oltre agli interventi materiali, avete voluto imprimere anche segni simbolici capaci di rinsaldare il legame della comunità con quei luoghi?
«Sì. Ho voluto la croce illuminata sul cappellone principale del vecchio cimitero, pensata come luce perpetua in memoria dei defunti. Un segno analogo è stato collocato anche nel cimitero nuovo. Talvolta i simboli custodiscono l’anima di una comunità».
Per quanto concerne il camposanto più recente, quali opere sono state avviate per migliorare servizi, sicurezza e decoro complessivo?
«Abbiamo provveduto alla sistemazione dei servizi essenziali, dall’area bagni all’accessibilità, e predisposto un intervento straordinario per l’abbattimento delle alberature secche o pericolose. Anche il rispetto si misura nella cura dei dettagli».
In una fase storica in cui le risorse ordinarie spesso non bastano, quanto diventa strategico monitorare bandi regionali, nazionali ed europei?
«Incidono in maniera decisiva. Monitoriamo con continuità opportunità regionali, nazionali ed europee. Ogni risorsa intercettata rappresenta un’occasione ulteriore per elevare la qualità dei servizi e sostenere il percorso di crescita del paese».
Se dovesse indicare la priorità ancora da perseguire per Vitulazio, quale porrebbe al centro dell’agenda futura?
«Molto è stato fatto sul piano materiale, ma resta centrale la dimensione umana. Servono strutture e presìdi capaci di accompagnare la persona nella sua interezza, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità».
Fra rigore amministrativo, sensibilità civile e concreta capacità realizzativa, Antonella Ciriello offre il profilo di una classe dirigente che privilegia il lavoro serio alla sterile enfasi. E se il futuro di Vitulazio si costruisce attraverso scelte ponderate e dedizione quotidiana, il suo contributo appare già oggi tra i segni più nitidi di una stagione nuova.
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2026-05-02

