– Un progetto di educazione ambientale e sostenibilità promosso dall’amministrazione comunale e dall’Istituto comprensivo «Benedetto Croce». Gli studenti scopriranno il valore della biodiversità, della stagionalità e dell’agricoltura rigenerativa attraverso esperienze concrete. Decisivo l’impegno dell’assessore Francesco Di Gaetano
– L’iniziativa sarà curata da Ilaria Martinani, con il supporto dei giovani laureandi in Scienze Agrarie Giuseppe Donato Pellegrino e Mesia Luisa Foselli. Un laboratorio educativo per sviluppare consapevolezza ecologica, collaborazione e responsabilità
Vitulazio (Redazione) – Un seme affidato alla terra può diventare molto più di una pianta: può insegnare il valore dell’attesa, il rispetto della natura e la responsabilità di custodire ciò che appartiene alle generazioni future. È da questa visione educativa che prende forma «L’Orto Resiliente», il progetto promosso dal Comune di Vitulazio, in collaborazione con l’Istituto comprensivo «Benedetto Croce», per avvicinare bambini e ragazzi ai principi della sostenibilità ambientale e dell’agricoltura rigenerativa.
L’iniziativa si propone di trasformare l’orto in un autentico laboratorio di apprendimento, nel quale l’esperienza diretta con la terra diventa occasione di conoscenza, crescita personale e partecipazione collettiva.
Il progetto, sostenuto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Scialdone, nasce dalla volontà di rafforzare il rapporto tra scuola, ambiente e territorio, offrendo agli studenti strumenti concreti per comprendere l’importanza della tutela delle risorse naturali. In prima linea l’assessore al ramo Francesco Di Gaetano.
Al centro del percorso educativo vi saranno la biodiversità, la stagionalità dei prodotti agricoli, il rispetto degli equilibri ambientali e i principi dell’agricoltura rigenerativa, un approccio che mira a preservare e migliorare la salute del suolo attraverso pratiche sostenibili.
L’obiettivo è accompagnare gli alunni alla scoperta dei processi naturali che regolano la crescita delle piante, stimolando curiosità, capacità di osservazione e attenzione verso il mondo che li circonda.
Coltivare un orto significa infatti confrontarsi con i ritmi della natura, comprendere il legame tra condizioni climatiche e produzione agricola, riconoscere il valore dell’acqua e imparare che ogni risultato richiede impegno, costanza e cura.
Attraverso le attività previste, gli studenti potranno sviluppare una maggiore consapevolezza dell’origine degli alimenti e del rapporto tra le scelte quotidiane, la salute del territorio e la salvaguardia dell’ambiente.
A curare il progetto sarà Ilaria Martinani, artigiana creativa e sostenitrice dell’agricoltura rigenerativa, che accompagnerà i giovani partecipanti in un percorso di conoscenza del valore della terra e del cibo.
La sua attività sarà affiancata dal contributo di Giuseppe Donato Pellegrino e Mesia Luisa Foselli, giovani laureandi in Scienze Agrarie, chiamati a mettere a disposizione competenze e conoscenze per arricchire l’esperienza formativa.
La presenza di figure con differenti esperienze e sensibilità consentirà di coniugare la dimensione pratica della coltivazione con gli aspetti scientifici ed educativi, favorendo un approccio interdisciplinare.
«L’Orto Resiliente» intende inoltre valorizzare il significato sociale dell’agricoltura, riconoscendo nella cura condivisa di uno spazio verde un’opportunità per rafforzare le relazioni tra gli studenti.
La preparazione del terreno, la semina, l’osservazione delle piante e la gestione delle colture potranno diventare momenti nei quali esercitare la collaborazione, il rispetto reciproco e il senso di responsabilità.
L’orto scolastico assume così una funzione che supera la semplice produzione di ortaggi, trasformandosi in uno spazio nel quale sperimentare concretamente il valore del lavoro comune.
Particolare attenzione sarà dedicata alla conoscenza della stagionalità, affinché i bambini possano comprendere come ogni prodotto agricolo sia legato a specifici periodi dell’anno e a condizioni ambientali che ne determinano lo sviluppo.
Un altro elemento centrale sarà la biodiversità, intesa come ricchezza delle forme di vita e componente fondamentale dell’equilibrio degli ecosistemi.
L’educazione ambientale diventa, in questa prospettiva, uno strumento per formare cittadini più consapevoli, capaci di riconoscere il valore delle risorse naturali e di adottare comportamenti rispettosi dell’ambiente.
La collaborazione tra il Comune e l’Istituto comprensivo «Benedetto Croce» testimonia l’importanza di costruire percorsi formativi che mettano in relazione l’attività didattica con le opportunità offerte dal territorio.
La scuola non è soltanto il luogo nel quale si trasmettono conoscenze, ma anche lo spazio nel quale maturano sensibilità, comportamenti e valori destinati ad accompagnare i giovani nella vita adulta.
In questo senso, l’esperienza dell’orto può contribuire a rendere più immediata e comprensibile una materia complessa come la sostenibilità, traducendo principi generali in gesti semplici e quotidiani.
La scelta di promuovere un progetto dedicato all’agricoltura rigenerativa assume inoltre un significato particolare in un territorio nel quale la cultura della terra conserva un ruolo importante nella storia e nell’identità delle comunità locali.
Recuperare il rapporto con l’ambiente significa anche riscoprire conoscenze e tradizioni, reinterpretandole alla luce delle nuove esigenze di tutela ecologica.
L’iniziativa rappresenta dunque un investimento educativo e culturale, fondato sulla convinzione che la sensibilità ambientale debba essere coltivata fin dall’infanzia.
Un piccolo spazio verde può diventare un luogo di scoperta, capace di insegnare che la natura non è una risorsa inesauribile, ma un patrimonio da conoscere, rispettare e proteggere.
Il messaggio affidato a «L’Orto Resiliente» è semplice e insieme profondamente significativo: il futuro non si costruisce soltanto attraverso grandi decisioni, ma anche mediante le piccole responsabilità che si imparano ogni giorno.
A Vitulazio, questa consapevolezza prenderà forma attraverso la terra, i semi e il lavoro condiviso degli studenti. Perché educare alla cura della natura significa, prima di tutto, insegnare alle nuove generazioni a prendersi cura della vita e del mondo che erediteranno.

