Pignataro Maggiore, il peso del sospetto svela il tentato colpo: scoperti 50 chili di rame nascosti tra gli scarti industriali

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Pignataro Maggiore (Redazione) – È bastata una differenza di peso rilevata durante un ordinario controllo aziendale per far emergere una vicenda che avrebbe potuto trasformarsi in un significativo danno economico per un’importante realtà produttiva del territorio.

Un episodio che conferma quanto la vigilanza interna e la tempestiva sinergia con le forze dell’ordine rappresentino strumenti decisivi nella tutela del patrimonio industriale.

I fatti si sono verificati nel tardo pomeriggio all’interno di uno stabilimento situato lungo la Strada Statale Appia, nel territorio di Pignataro Maggiore.

Quella che appariva come una normale operazione di recupero e smaltimento di materiale industriale dismesso ha improvvisamente assunto i contorni di una presunta sottrazione di rame, immediatamente intercettata prima che potesse essere portata a termine.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Capua, due operai di 44 e 58 anni, dipendenti di una società specializzata nel trasporto e nel trattamento di materiali industriali, erano stati incaricati di prelevare alcuni cavi di rame ormai inutilizzabili destinati al recupero.

Per effettuare l’intervento avevano raggiunto il sito produttivo a bordo di un autocarro pesante predisposto per il trasporto del materiale da conferire agli impianti di smaltimento.

Nel corso delle operazioni, tuttavia, sarebbero stati caricati sul mezzo anche cavi di rame di nuova produzione, perfettamente funzionanti e destinati alle attività aziendali.

Il materiale, per un peso complessivo di circa cinquanta chilogrammi, sarebbe stato tranciato e successivamente mescolato agli scarti industriali con l’obiettivo di oltrepassare i controlli e lasciare lo stabilimento senza autorizzazione.

A far scattare l’allarme è stato il sistema di verifica interno dell’azienda.

Gli addetti incaricati della supervisione hanno infatti rilevato una discrepanza tra il quantitativo previsto per lo smaltimento e il peso registrato dall’autocarro al passaggio sulla pesa aziendale.

Un’anomalia apparentemente minima ma sufficiente a far nascere dubbi sulla regolarità delle operazioni in corso.

I responsabili dello stabilimento hanno quindi richiesto l’intervento immediato dei Carabinieri attraverso il numero unico di emergenza 112.

Giunti rapidamente sul posto, i militari dell’Arma hanno eseguito un accurato controllo del carico, individuando i cavi di rame nuovi occultati tra il materiale destinato al recupero e ricostruendo il presunto tentativo di sottrazione.

Gli approfondimenti svolti nelle ore successive hanno consentito di delineare il quadro dell’accaduto, portando alla denuncia in stato di libertà dei due lavoratori con l’ipotesi di tentato furto aggravato in concorso.

Determinante, ai fini dell’esito dell’indagine, si è rivelata la collaborazione tra il personale aziendale e i Carabinieri.

Un’azione congiunta che ha permesso di interrompere sul nascere l’asportazione del materiale e di recuperare integralmente il rame prima che potesse essere allontanato dal sito produttivo.

L’intero quantitativo è stato immediatamente restituito all’azienda proprietaria, scongiurando qualsiasi perdita patrimoniale.

Una vicenda che ricorda come, anche nell’epoca delle tecnologie avanzate e dei sofisticati sistemi di controllo, siano ancora l’attenzione delle persone, il senso di responsabilità e la collaborazione con le istituzioni a rappresentare il primo e più efficace presidio di legalità.