Saldi troppo presto, i commercianti di Caserta alzano la voce: «Così si mette a rischio il futuro dei negozi»

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Caserta (Mario Melone) – Il periodo dei saldi è iniziato ormai da più di un mese e, secondo la Fismo (Federazione Italiana Settore Moda), nel Mezzogiorno il 32% degli intervistati dichiarava di voler ridurre il proprio budget rispetto al 2025. Tuttavia, gli esercenti intervistati dalla nostra redazione non hanno riscontrato variazioni negative rispetto agli anni scorsi.

Sono però emerse alcune lamentele comuni. Una di queste riguarda proprio il periodo di inizio dei saldi. In molti, infatti, hanno affermato che inizierebbero troppo presto. «Così facendo si arriverà alla fine del commercio. Prima a gennaio, poi a luglio. Non avendo più le mezze stagioni, non abbiamo nemmeno il tempo di vendere gli articoli a prezzo pieno», ha riferito un esercente di corso Trieste.

La posizione emersa tra i commercianti casertani non rappresenta, però, un caso isolato. FISMO-Confesercenti ha infatti promosso una petizione nazionale per chiedere una revisione del calendario, riportando i saldi alla loro originaria funzione di vendite di fine stagione. Tra le richieste avanzate c’è quella di posticipare i saldi estivi alla fine di agosto e quelli invernali alla fine di gennaio, così da consentire agli esercenti un periodo più lungo per la vendita degli articoli a prezzo pieno.

Lo stesso commerciante ha definito la situazione una «guerra dei poveri». Non una guerra fatta di eserciti, ma di vetrine. Da una parte gli esercenti, dall’altra altri esercenti. Tutti alla ricerca degli stessi clienti, mentre il mercato cambia e gli avversari più grandi restano altrove. I titolari delle attività cercano così di ottenere un vantaggio in ogni modo: una chiamata o un messaggio al cliente fidato, nel tentativo di battere gli altri sul tempo.

Una nota positiva è arrivata, invece, dai numerosi concerti organizzati alla Reggia, come afferma Giovanni Principato Piombo, titolare del negozio di abbigliamento Piombo in corso Trieste. «I concerti hanno fatto bene a noi attività, hanno portato più turisti di quelli che siamo abituati a vedere».

Successivamente è emersa la questione dello stato di salute del commercio nel centro di Caserta che, a detta di molti, non sembra essere dei migliori. Qualcuno ha affermato: «Le persone non comprano più a Caserta, preferiscono andare altrove, persino dalla concorrenza napoletana. Non è vero che a Caserta non c’è nulla: siamo noi casertani a rifiutarci di comprare nel negozio accanto a casa».

Se gli sconti riescono ancora a muovere le vendite, il problema sembra essere ciò che accade durante il resto dell’anno. La vera sfida per il commercio casertano non è soltanto convincere il cliente a comprare quando il prezzo scende, ma riuscire a riportarlo nei negozi della città.