All’Istituto “Terra di Lavoro” di Caserta la toccante testimonianza del giovane autistico Federico De Rosa

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Caserta (Paola Milone) – «Dovrò morire un giorno… ma la morte ha una sala d’attesa meravigliosa, cioè la vita». Queste sono le commoventi parole scritte da Federico De Rosa in risposta alla domanda sulla paura della morte, posta da uno studente ieri, 14 aprile, presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Terra di Lavoro di Caserta, dove si è tenuto l’incontro educativo dal titolo “Io non vivo in un altro mondo”.
Hanno partecipato all’incontro anche Giovanni Spalice, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “De Filippo-Viviani” di San Nicola la Strada e la neuropsichiatra Elena De Carlo con la sua equipe multidisciplinare dell’Asl
di Caserta.
Dopo un breve saluto della Dirigente Scolastica Emilia Nocerino, è stata data la parola al padre di Federico, cioè Oreste De Rosa, che magnificamente ha illustrato il percorso di crescita del figlio da studente autistico a scrittore.
«L’autismo non è una prigione e la diversità è un valore che insegna, così dovremmo tutti viverla! La disabilità è negli occhi di chi guarda», ha detto Federico.

Durante l’incontro il giovane ha dialogato con la comunità scolastica, rispondendo a tutti, lasciando incantate le persone che lo ascoltavano.
Attraverso un pc ha parlato e donato parole preziose, frasi che scolpiscono la mente.
L’incontro si è trasformato in una lezione di vita; in silenzio, la comunità ha atteso le sue risposte, talvolta ironiche, che con calma e con un dito alla volta ha impresso sulla tastiera del computer.
Sul foglio bianco di Word si è composta man mano una poesia, frasi che scorrevano nero su bianco e che hanno destato sensazione, facendo riflettere la folla di persone che riempva l’aula magna dell’istituto.
L’incontro è proceduto senza interruzioni, scaldando i cuori e lasciando tutti senza fiato. Infine Federico ha concluso il suo intervento con una raccomandazione: «Amate e aiutate i miei fratelli autistici in classe». Lo scrittore ha esortato al cambiamento e a vivere “diversamente felici”, ponendo così tanta speranza nel futuro dove si intravede l’arrivo di un’alba luminosa in cui tutti saremo solo… persone.