Amalfi, cento donne in rosso e una sartoria per ricominciare: “Trame di rinascita” trasforma il lavoro in libertà

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– La Fondazione La Crisalide in Rete porta nel cuore della Costiera un progetto dedicato alle donne fuoriuscite dalla violenza: formazione, alto artigianato e autonomia economica si incontrano nella prima sartoria sociale Made in Italy promossa dalle partecipanti

– Dagli Arsenali a Piazza Duomo, una giornata tra istituzioni, testimonianze, moda e impegno civile. Premi alle personalità impegnate nella legalità e nel sociale, poi il flashmob finale con cento donne vestite di rosso

Amalfi (Nota Stampa) – Un filo può cucire un tessuto, ma può anche ricomporre simbolicamente ciò che la violenza ha provato a spezzare. Ad Amalfi ago, stoffa e lavoro hanno assunto il significato concreto dell’indipendenza, trasformando l’alto artigianato in uno strumento attraverso il quale ricostruire un futuro.

È il messaggio consegnato da “Trame di rinascita”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione La Crisalide in Rete e svoltasi giovedì 3 settembre nel cuore della Costiera Amalfitana con il patrocinio del Comune di Amalfi.

Al centro del progetto le donne prese in carico dai Centri Antiviolenza e accolte nelle Case Rifugio e nelle strutture gestite dalla Fondazione.

Donne che, dopo essere uscite da situazioni di violenza di genere, hanno intrapreso un percorso formativo finalizzato all’acquisizione di competenze professionali nel settore sartoriale.

Da questa esperienza è nata la prima sartoria sociale Made in Italy promossa da donne provenienti da percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Una scelta che prova a trasformare il concetto di emancipazione in qualcosa di misurabile: una professionalità, un mestiere, la possibilità di conquistare autonomia economica e costruire una nuova quotidianità.

«Trame di rinascita dimostra come il lavoro, la formazione e la valorizzazione dell’eccellenza artigianale Made in Italy possano trasformarsi in strumenti concreti di autonomia, dignità e riscatto per le donne che hanno superato situazioni di violenza», ha sottolineato la presidente della Fondazione La Crisalide in Rete Roberta Bolettieri.

«Costruire reti solide tra istituzioni, aziende e mondo sociale significa offrire risposte reali e percorsi di futuro a chi sceglie di rinascere», ha aggiunto.

Proprio la costruzione di una rete rappresenta uno degli elementi portanti dell’iniziativa.

Al progetto hanno collaborato Singer per il supporto tecnico, Confartigianato Imprese Italia, Fondazione Falcone, Confcommercio, Nora Against GBV e ActionAid.

La manifestazione è stata presentata dalla direttrice dell’Agi Rita Lofano, mentre l’attrice Sara Ricci ha ricoperto il ruolo di madrina.

La prima parte della giornata si è sviluppata nella cornice degli Arsenali di Amalfi.

Ai saluti istituzionali hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore al Turismo della Regione Campania Vincenzo Maraio, la parlamentare Carmela Auriemma e il consigliere regionale Andrea Volpe.

Quest’ultimo ha richiamato la necessità di rafforzare gli strumenti normativi regionali contro la violenza sulle donne, sottolineando l’importanza di giungere a una disciplina organica capace di sostenere Centri Antiviolenza, Case Rifugio e programmi di reinserimento lavorativo.

Un passaggio significativo, dal momento che proprio l’indipendenza economica costituisce spesso uno degli elementi decisivi nella costruzione di un autentico percorso di uscita dalla violenza.

È seguito il talk “Donne: protagoniste di oggi, pilastri del futuro”, che ha riunito esponenti della magistratura, delle forze dell’ordine, delle istituzioni e del mondo dell’informazione.

Dopo un momento conviviale accompagnato dalla musica, la manifestazione si è trasferita in Piazza Duomo.

Qui il progetto è stato presentato al pubblico attraverso la sfilata “Trame di rinascita”.

In passerella sono arrivati anche gli accessori nati direttamente dal percorso di formazione: un’esclusiva linea di borse disegnate e confezionate interamente a mano dalle partecipanti alla sartoria sociale.

Oggetti che, oltre al loro valore artigianale, portano con sé la storia di chi li ha realizzati.

La serata è proseguita con la presentazione dell’Abito rosso ideato dalla stilista Angelica Petrulli, preludio alla consegna del Premio “Trame di Rinascita”.

Per la sezione “Trama Istituzionale e Forze dell’Ordine” sono stati premiati Annalisa Imparato, sostituto procuratore presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere; Elena Guarino, sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno; Irma Conti, componente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale; Filippo Melchiorre, comandante provinciale dei Carabinieri di Salerno; Alessio De Muro, comandante del Reggimento Logistico “Garibaldi” di Persano, e Michele Crivellotto, comandante del Reggimento “Cavalleggeri Guide” 19° di Salerno.

Nella categoria “Trama d’Impresa” i riconoscimenti sono andati ad Antonia Trucillo, Simona Petrozzi e Lidia Lambiase.

Per “Trama Cultura” sono state premiate Antonella Riboldi Brunamonti, Antonella Cortese e Stefania Castricone.

Particolarmente significativo il riconoscimento “Trama Coraggio”, conferito a Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone, e a Grazia Biondi, attivista e fondatrice dell’Osservatorio Nazionale sulla Violenza Economica – Manden ODV.

Il premio “Trama Mediatica” è stato assegnato alla giornalista e inviata della trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” Veronica Briganti.

Poi l’immagine destinata probabilmente a rimanere più delle parole.

Cento donne vestite di rosso hanno dato vita al flashmob conclusivo, riunendosi per rappresentare coraggio, legalità, solidarietà e capacità di ricominciare.

Il rosso, troppo spesso associato nel racconto pubblico alle vittime della violenza, ad Amalfi è stato così trasformato nel colore di chi reclama il diritto a un’altra vita.

Ed è probabilmente nella sartoria sociale che “Trame di rinascita” trova la propria espressione più concreta. Uscire dalla violenza significa anche poter scegliere senza dipendere economicamente da chi quella libertà l’ha negata.

Ad Amalfi le protagoniste hanno cominciato a farlo con ago, filo, tessuti e competenze. Piccoli strumenti di un mestiere che, nelle loro mani, possono diventare qualcosa di molto più grande: la possibilità di tornare artefici della propria storia.