Anna Rita De Prisco: l’armonia delle forme tra scultura, cattedra, atelier e universo digitale

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di Redazione

Pagani – Rigore, eleganza e dedizione al sapere delineano il profilo di una figura che incarna con
naturalezza la convergenza tra tradizione accademica e linguaggi contemporanei. L’incontro con
Anna Rita De Prisco si svolge a Pagani, nel cuore dell’Agro nocerino-sarnese, nella raffinata
cornice della pasticceria Pepe Mastro Dolciere, luogo simbolico in cui la cultura del bello diventa
cornice ideale per una conversazione che attraversa arte, formazione e comunicazione digitale.
Originaria di Pagani, docente di scultura presso il liceo artistico “Alberto Galizia” di Nocera
Inferiore e influencer ufficialmente riconosciuta da Meta, Anna Rita De Prisco ha costruito negli
anni un itinerario umano e professionale di rara coerenza. La sua esperienza si distingue per la
capacità di coniugare ricerca plastica, vocazione pedagogica e divulgazione culturale sui social
network, offrendo una visione della bellezza intesa come equilibrio tra disciplina, cultura e
consapevolezza. Tra atelier e cattedra, tra il tempo lento della creazione artistica e l’immediatezza
della comunicazione contemporanea, il suo percorso restituisce l’immagine di una donna che ha
saputo trasformare la passione in metodo e la costanza in linguaggio. L’armonia delle forme, la cura
del corpo e la responsabilità verso le nuove generazioni costituiscono i pilastri di una narrazione
personale capace di parlare a pubblici differenti senza rinunciare all’autorevolezza del sapere.
Nel tuo percorso convivono ruoli molteplici e impegnativi: docente, artista, divulgatrice e
figura di riferimento nel panorama social. Quale sacrificio ha richiesto la costruzione di un
equilibrio così articolato e complesso?
«La disciplina rappresenta la radice di ogni traguardo raggiunto. Non si tratta soltanto di una pratica
fisica, ma di una disposizione mentale che nasce da sacrifici quotidiani e da una costante dedizione
agli obiettivi prefissati. Ogni risultato è il frutto di un impegno protratto nel tempo, sostenuto da
rigore e perseveranza.»
La tua presenza online appare coerente e lontana da artificiosità costruite. Dove collochi il
limite etico nella scelta dei contenuti destinati alla condivisione pubblica?
«Ritengo fondamentale presentare la mia immagine in modo elegante e rispettoso. L’esposizione di
sé appartiene alla dimensione dell’arte: considero il corpo una forma espressiva, un’opera capace di
comunicare armonia. Non vi è alcuna dimensione erotica nella mia narrazione visiva, ma
esclusivamente un intento estetico e culturale.»
Nel tuo itinerario il corpo allenato sembra instaurare un dialogo continuo con la scultura. È
possibile interpretare l’allenamento come una forma di scultura vivente?
«La mia formazione accademica mi ha condotta a studiare a lungo l’armonia delle forme e dei
volumi. Questa sensibilità ha influenzato la scelta dello sport, in particolare del fitness, che consente
di esaltare proporzioni e definizione senza alterare la naturalezza del corpo. Si tratta di un processo
che, in certa misura, richiama la modellazione plastica.»
Quanto lavoro e quanta disciplina si celano dietro il benessere fisico e mentale che oggi
rappresenta uno dei tratti distintivi della tua immagine pubblica?
«Il percorso è sostenuto da sacrifici alimentari, allenamenti costanti e impegno quotidiano.
L’obiettivo non è mai l’eccesso, bensì il mantenimento di uno stile di vita equilibrato fondato su
un’alimentazione sana e corretta.»

Essere seguita da numerosi giovani comporta una responsabilità significativa. Quale
messaggio desideri trasmettere alle donne che ti osservano e si riconoscono nel tuo esempio?
«Avverto il dovere di comunicare la possibilità di valorizzare la propria immagine con eleganza e
consapevolezza. È fondamentale non oltrepassare limiti che possano risultare inappropriati e
mantenere sempre una dimensione di rispetto e misura.»
In un’epoca dominata dall’immediatezza digitale, come trasmetti agli studenti il valore del
tempo lento dell’arte?
«La scultura e la modellazione richiedono pazienza e dedizione. È necessario educare i giovani alla
perseveranza, insegnando loro a non arrestarsi di fronte agli ostacoli e a inseguire con
determinazione i propri sogni.»
Guardando al futuro, quale direzione immagini per il tuo percorso tra progetti artistici e
divulgazione sui social?
«Ritengo possibile una sintesi tra queste due dimensioni. I social rappresentano oggi un potente
strumento di comunicazione di massa capace di collegare ambiti differenti e di amplificare il valore
della ricerca artistica.»
La conversazione si conclude con una riflessione che trascende la dimensione individuale per
assumere valore collettivo. In un tempo dominato dalla velocità e dalla superficie, il percorso di
Anna Rita De Prisco restituisce centralità alla pazienza, alla costanza e alla responsabilità educativa,
ricordando come ogni autentica trasformazione richieda tempo, dedizione e visione.