Appartamento trasformato in casa di appuntamenti: scatta il sequestro a Curti. Tra i clienti diverse persone della Caserta ‘bene’

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Curti/Caserta (Redazione) – Un appartamento di via Piave, a Curti, sarebbe stato trasformato in una vera e propria casa di appuntamenti. L’immobile è stato sottoposto a sequestro dai carabinieri della stazione di San Prisco, intervenuti al termine di una prima fase investigativa avviata dopo le numerose segnalazioni giunte dai residenti della zona.

A richiamare l’attenzione degli abitanti sarebbero stati il continuo andirivieni di persone (diversi della Caserta ‘bene’) e i rumori provenienti dall’abitazione, elementi che hanno spinto i militari dell’Arma ad avviare una serie di verifiche e accertamenti. L’attività investigativa avrebbe poi consentito di delineare un quadro più ampio, sul quale sono tuttora in corso approfondimenti.

Secondo quanto emerso fino a questo momento, all’interno dell’appartamento avrebbero operato prevalentemente donne provenienti da Paesi dell’Est Europa, insieme ad alcune cittadine italiane. La clientela non sarebbe stata composta esclusivamente da persone residenti nel territorio casertano, ma anche da uomini provenienti dalle province di Napoli e Salerno.

Le tariffe richieste sarebbero variate in base alle prestazioni, con cifre comprese tra i 30 e i 150 euro. Nel corso dell’intervento, i carabinieri avrebbero rinvenuto e sequestrato anche numerosi accessori di natura sessuale, tra cui fruste, maschere, falli in gomma e altri sex toys.

L’abitazione risulterebbe di proprietà di un uomo residente nell’hinterland napoletano. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire l’organizzazione complessiva dell’attività e di individuare eventuali persone coinvolte nella gestione dell’appartamento e nel reclutamento delle donne.

Le indagini sono orientate anche a verificare la possibile esistenza di un’associazione dedita allo sfruttamento della prostituzione. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi investigativa ancora al vaglio degli inquirenti, che dovrà essere sostenuta dagli ulteriori elementi raccolti nel prosieguo dell’inchiesta.

Il sequestro dell’immobile rappresenta quindi soltanto il primo segmento di un’attività investigativa che potrebbe conoscere nuovi sviluppi nelle prossime settimane. Gli accertamenti proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e modalità di gestione della presunta casa di appuntamenti.